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Home 1993 > Operazioni di rilievo 1993

 

OPERAZIONE VALANIDI

L’operazione, attivata nel maggio 1993, si è conclusa il 18.9.1993 con la emissione di 25 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di affiliati alla cosca dei LATELLA, di cui ha evidenziato le alleanze, il territorio di influenza, le molteplici attività criminali, le responsabilità in ordine ad omicidi e ad estorsioni in danno di imprese del luogo.
In data 17 aprile 2000 la Corte d’Assise di Appello di Reggio Calabria ha emesso 12 provvedimenti con i quali è stato disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere nei confronti di imputati del procedimento penale precedentemente scarcerati.

OPERAZIONE SIDERNO GROUP

L’operazione, condotta tra l’Italia, il Canada, gli U.S.A. e l’Australia con la collaborazione dei collaterali organi investigativi, ha fatto luce sulle attività criminali e sui traffici di stupefacenti posti in essere da famiglie mafiose calabresi in stretto collegamento con cittadini italiani emigrati nei suindicati Paesi.
L’attività ha avuto ulteriori sviluppi nel dicembre del 1996 allorché sono state eseguite altre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Locri nei confronti di due pluripregiudicati, responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso.

OPERAZIONE PALOKAY VILSON

L’operazione ha permesso di individuare una organizzazione criminale collegata al clan dei FIDANZATI che, in concorso con alcuni cittadini della ex Jugoslavia, era dedita al traffico di armi da guerra ed esplosivi destinati alla criminalità organizzata italiana.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati ingenti quantitativi di detto materiale bellico ed è stato tratto in arresto il capo del sodalizio.

OPERAZIONE ARNO–ARNO 2

L’operazione ha consentito di ricostruire l’articolato organigramma di una vasta organizzazione mafiosa strettamente legata a “cosa nostra” siciliana, responsabile di traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, falsificazione e spaccio di valuta. Da tempo la predetta organizzazione si era radicata in Toscana, con ramificazioni in tutto il territorio nazionale.

OPERAZIONE SUD-NORD

L’operazione ha fatto piena luce su una serie di gravissimi delitti, anche di sangue, consumati in un arco temporale di oltre 10 anni e su una rete di organizzazioni criminali di origine calabrese che, in alleanza con famiglie mafiose siciliane (CAROLLO e CIULLA), hanno dominato la scena criminale lombarda, con prevalenza nell’hinterland milanese. L’attività investigativa ha permesso di sequestrare droga, automobili e oggetti preziosi.
Ulteriori spunti di indagine, nell’ottobre del 1994, hanno portato il Tribunale di Milano ad emettere altre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei responsabili di un omicidio avvenuto in quel capoluogo nel 1992.
Nel giugno del 1995, poi, nell’ambito di attività integrativa di indagine, sono stati arrestati un ex magistrato ed un avvocato chiamati a rispondere di corruzione. Infine, ulteriori provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere a componenti dei due clan mafiosi anzidetti.

OPERAZIONE ZAGARA

L’attività investigativa ha consentito di ricostruire in dettaglio gli organigrammi dei sodalizi mafiosi operanti nelle aree del versante jonico della provincia reggina; in tale contesto operativo sono state disarticolate oltre 10 cosche mafiose ed evidenziato il loro coinvolgimento in sequestri di persona a scopo estorsivo, nonché in traffici internazionali di sostanze stupefacenti e di armi da guerra.
Dalle investigazioni è emerso che nel 1991 era stata anche istituita, ad opera dei sodalizi incriminati, una Commissione provinciale che disciplinava nella provincia reggina – sulle orme degli omonimi organismi operanti in “cosa nostra” – tutti gli aspetti rilevanti delle attività criminose delle cosche, al fine di prevenire e reprimere eventuali controversie.

OPERAZIONE RISO AMARO

L’operazione ha portato all’arresto di 5 cittadini cinesi, autori del sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni di un connazionale, liberato nel contesto dell’operazione. Le indagini hanno posto in evidenza la capacità criminale dei sodalizi mafiosi cinesi operanti nella Capitale.

OPERAZIONE BIG BANG

L'operazione scaturisce dalle dichiarazioni convergenti rese da alcuni collaboratori di giustizia, in particolare da DI MATTEO Mario Santo, il quale ha indicato i partecipi alla c.d. “strage di Capaci” nonché i ruoli da ciascuno ricoperto.
Secondo le acquisizioni, confortate dai riscontri probatori, organizzatori materiali dell'attentato, oltre al predetto, erano stati LA BARBERA Gioacchino, GIOE' Antonino, BRUSCA Giovanni, BAGARELLA Leoluca, GANCI Calogero, AGRIGENTO Giuseppe, RAMPULLA Pietro, mentre GIOE' Antonino, BRUSCA Giovanni (che aveva azionato materialmente il radiocomando) e LA BARBERA (che aveva segnalato la partenza del convoglio della personalità dall'aeroporto di Punta Raisi) ne erano stati gli esecutori materiali.
L'arrivo del Dott. FALCONE a Palermo era stato, invece, segnalato da GANCI Calogero che sorvegliava il garage dove era custodita l'autovettura blindata di cui si serviva il magistrato.
In data 11.11.1993, a conclusione dell'attività investigativa, il G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale D.D.A., ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 18 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’efferato delitto.
Nella stessa data, sempre sulla scorta delle dichiarazioni rese dal DI MATTEO, il G.I.P. di Palermo ha emesso ulteriori 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti imputati di vari delitti di tipo mafioso. Tra i destinatari figuravano BAGARELLA Leoluca e FERRANTE Giovanbattista, già colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Caltanissetta.
In data 11.4.1997 è stata poi data esecuzione ad ulteriori 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri soggetti ritenuti correi nell’attentato al giudice FALCONE.
A coronamento dell’impianto accusatorio costruito dagli investigatori della D.I.A. in relazione alla strage suddetta, nel settembre del 1997, la Corte di Assise di Caltanissetta ha irrogato 24 ergastoli, 7 condanne a pene detentive, 2 dichiarazioni di non doversi procedere per sopravvenuta morte del reo e 8 assoluzioni.

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