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Home 1994 > Operazioni di rilievo 1994

 

OPERAZIONE BINGO

L’operazione ha permesso di individuare i gestori di una base logistica, finalizzata al reperimento di armi ed esplosivo, per rifornire le varie famiglie di “cosa nostra”. L’inchiesta è collegata all’operazione “STRAGI”.

In data 8.4.1997 l’Autorità giudiziaria di Roma ha emesso ulteriori ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti quali mandanti dell’omicidio di un noto banchiere.

OPERAZIONE STRAGI

Nell’anno 1993 in varie città d’Italia erano stati perpetrati, con l’utilizzo di materiale esplosivo, alcuni gravissimi attentati che, dalle indagini successivamente svolte, sono risultati di natura mafiosa:

  • il 27 maggio, in Firenze, in via dei Georgofili (nei pressi della Galleria degli Uffizi), l’attentato aveva causato 5 vittime e numerosi feriti;
  • il 27 luglio, in Milano, in via Palestro, l’attentato aveva causato 5 vittime.
  • 28 luglio, in Roma, nei pressi di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, l’attentato aveva provocato numerosi feriti e gravissimi danni ai monumenti.

Nella stessa strategia rientravano anche un attentato, previsto ma non eseguito, nei pressi dello Stadio Olimpico di Roma, tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994 nonché un progetto omicidario nei confronti di un collaboratore di Giustizia, da perpetrare con l’esplosivo, scoperto il 14.4.1994 nei pressi di Roma.

A seguito di complesse ed articolate indagini condotte nel tempo dalla D.I.A. e dalle Forze di Polizia in relazione ai menzionati delitti, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

  • nel luglio 1994 l’Autorità giudiziaria di Roma ha emesso provvedimenti restrittivi nei confronti di 3 esponenti di “cosa nostra” per l’attentato di Roma in via Fauro, in pregiudizio del noto giornalista Maurizio Costanzo;
  • nel settembre 1994 la magistratura romana ha emesso provvedimenti restrittivi nei confronti di esponenti di “cosa nostra”, per gli attentati di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro;
  • nel gennaio 1995 l’Autorità giudiziaria di Firenze ha emesso 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di esponenti di “cosa nostra” per l’attentato di Firenze, in via dei Georgofili;
  • nel maggio/luglio 1995 la magistratura del capoluogo toscano ha emesso 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di esponenti di “cosa nostra” per 5 attentati (3 a Roma, 1 a Firenze ed 1 a Milano);
  • nel gennaio 1996 l’Autorità giudiziaria di Firenze ha emesso 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di esponenti di “cosa nostra” per i suddetti 5 attentati e per quello predisposto contro un collaboratore di Giustizia;
  • nel gennaio 1996 è stato arrestato il responsabile dell’appoggio logistico al commando nell’attentato di Firenze del maggio 1993;
  • nel febbraio 1996 sono stati trovati nelle campagne a nord della Capitale 30 chili di tritolo, 4 pistole, 2 fucili, munizioni, giubbotti antiproiettili e numerose carte di identità;
  • nel febbraio 1996 è stato arrestato a Milano un noto imprenditore, per favoreggiamento nei confronti dei fratelli GRAVIANO;
  • nel febbraio 1996 è stato arrestato un noto allibratore palermitano, per aver favorito la latitanza dei GRAVIANO;
  • nell’aprile 1996 la Procura della Repubblica di Firenze ha richiesto il rinvio a giudizio di 35 persone, accusate di essere mandanti, organizzatori ed esecutori materiali dei predetti attentati;
  • nel giugno 1996 il G.I.P. del Tribunale di Firenze ha emesso decreto di rinvio a giudizio nei confronti di 28 indagati resisi responsabili dei reati di strage e devastazione, avvenuti in Roma in via Fauro, Firenze, via dei Georgofili, Milano, via Palestro, Roma, S.Giovanni in Laterano e S.Giorgio al Velabro. I predetti sono inoltre ritenuti responsabili del tentato attentato nei confronti di un collaboratore di Giustizia, da realizzare a Formello (RM) e del reato di strage, detenzione e porto in luogo pubblico di un ingente quantitativo di esplosivo, commessi in Roma, nei pressi dello stadio Olimpico, in epoca compresa tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994;
  • nel luglio 1996 l’Autorità giudiziaria di Firenze ha emesso ulteriori 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere nel contesto procedimentale relativo agli attentati di Firenze, Roma e Milano;
  • nel giugno 1998 la Corte d’Assise di Firenze ha irrogato 14 ergastoli ad altrettanti imputati ritenuti organizzatori, mandanti ed esecutori delle autobomba della primavera-estate 1993. Sono stati inoltre condannati altri 10 soggetti a pene sino a 28 anni di reclusione.

OPERAZIONE MISSING

L’operazione è stata avviata nel novembre del 1994, a seguito di indagini effettuate dal Centro Operativo D.I.A. di Roma, d'intesa con la D.D.A. ed il Centro Operativo D.I.A. di Palermo, in merito al sequestro di persona in pregiudizio del figlio minorenne del collaboratoredi giustizia Mario Santo DI MATTEO.

Nel corso delle indagini si è accertato che Giuseppe DI MATTEO, figlio tredicenne del collaboratore, scomparso a Palermo nel dicembre del 1993, era stato sottratto alla famiglia ad opera di soggetti mafiosi vicini agli stessi DI MATTEO allo scopo di far desistere il padre Mario Santo dall'atteggiamento collaborativo assunto o di condizionarlo.

Le investigazioni svolte dai Centri Operativi di Roma e Palermo, coordinate dalla D.D.A. di Palermo, hanno fatto luce sull’omicidio del piccolo DI MATTEO e portato alla emissione di 30 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere, omicidio ed altro.

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