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...alla giustizia pericolosi latitanti, inseriti negli elenchi speciali del Ministero dell'Interno. Di particolare rilievo è stata la cattura, a Palermo, del noto boss Leoluca Bagarella, latitante dal 1991 e considerato uno dei capi indiscussi di "cosa nostra" dopo l'arresto di Salvatore Riina.
Le successive indagini hanno permesso di individuare e neutralizzare il "gruppo di fuoco" (braccio armato di "cosa nostra" al quale era stato affidato il duplice compito di mantenere l'ordine all'interno delle "famiglie" e di dare precisa attuazione alla strategia di scontro frontale con lo Stato) e di acquisire ulteriori e decisivi elementi sugli attentati stragisti della primavera-estate del 1993 in Roma (via Fauro, S. Giovanni in Laterano e S. Giorgio al Velabro), Firenze (via Georgofili, nei pressi della galleria degli Uffizi) e Milano (via Palestro). Una complessa attivita' investigativa ha permesso di ricostruire vent'anni di storia della 'ndrangheta calabrese e di colpire 17 importanti cosche reggine, facendo luce su oltre 200 omicidi. L'operazione, sviluppatasi negli anni a seguire, ha portato all'esecuzione di 365 ordinanze di custodia cautelare ed al sequestro di beni per 248 miliardi (di cui 53 gia' sottoposti a confisca). Sono state duramente colpite, inoltre, le organizzazioni delinquenziali operanti nel comprensorio casertano, con l'individuazione di elementi di responsabilità a carico di 250 affiliati e fiancheggiatori del clan detto "dei casalesi" e con il sequestro di beni del valore complessivo di 2.500 miliardi di lire circa.
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