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Home 1995 > Operazioni di rilievo 1995

 

OPERAZIONE TAURO

L’operazione, iniziata nel 1993 in seguito alle dichiarazioni di un collaboratore di Giustizia siracusano facente parte della famiglia SANTAPAOLA, ha consentito di sgominare un nutrito gruppo di appartenenti ad una organizzazione mafiosa facente capo alla predetta famiglia. Nel giugno del 1995 e nel giugno del 1996, sono state eseguite, rispettivamente, 57 e 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere in ordine ai delitti di associazione mafiosa, omicidio, traffico d’armi e di stupefacenti, estorsione ed altri reati contro il patrimonio e la persona.

Tra i più gravi fatti in contestazione figurano la c.d. strage di Cassibile e l’attentato dinamitardo alla Questura di Siracusa (1988). Nel corso dell’operazione sono state sequestrate quote societarie ed immobili per un valore di circa 10 miliardi di lire.

OPERAZIONE SARACENO

L’operazione ha fatto luce sulle azioni delittuose delle cosche siciliane URSO-BOTTARO e NARDO-GIAMPAPA, tra cui figurano omicidi (stragi bar Moka di Siracusa, Autogrill del Gelso Bianco in Catania, omicidio dei fratelli URSO e la tentata strage del settembre 1992) e, tra l’altro, atti preparatori di attentati dinamitardi contro una importante catena commerciale. In tale contesto operativo sono stati eseguiti 55 provvedimenti restrittivi a carico di appartenenti ai gruppi mafiosi del siracusano.

OPERAZIONE ALPHA

Le indagini hanno permesso di individuare i legami di esponenti di “cosa nostra” con imprenditori e funzionari pubblici, accusati di aver favorito un illecito traffico d’armi, esteso anche a Paesi esteri tra i quali figurano il Marocco e l’Arabia Saudita. Un arresto è stato effettuato in territorio spagnolo.

OPERAZIONE LIRA

L’inchiesta ha interessato in particolare la famiglia catanese CAMPANELLA, legata al clan SANTAPAOLA. I provvedimenti di custodia cautelare hanno raggiunto, tra gli altri, imprenditori coinvolti in un giro d’affari valutabile in diversi miliardi di lire, connesso all’usura e al riciclaggio di denaro.

OPERAZIONE BAGARELLA

L’operazione, attivata nel 1995 a seguito dell’arresto del noto esponente mafioso Leoluca BAGARELLA, effettuato dagli agenti della D.I.A., ha portato nel tempo all’acquisizione di una grande mole di materiale probatorio utilizzato nei procedimenti penali contro il gruppo di fuoco facente capo al predetto.

Dall’inizio dell’operazione sono state colpite da provvedimenti restrittivi, emessi dall’Autorità giudiziaria procedente, oltre 200 persone facenti parte della cosca del BAGARELLA.

Tra i risultati più importanti ottenuti si menzionano:

  • la scoperta, nel mese di febbraio 1996, di un bunker in S.Giuseppe Jato (PA), costituente la “Santabarbara” dei corleonesi (numerose armi da guerra e comuni, lanciamissili ed esplosivo);
  • l’individuazione dei responsabili del sequestro e dell’uccisione del minore Giuseppe DI MATTEO, figlio del noto collaboratore di giustizia;
  • il rinvenimento, in Palermo, di altro ingente quantitativo di armi ed esplosivo, occultato all’interno di una casa rurale;
  • l’accertata esistenza di intrecci strettissimi tra le cosche mafiose trapanesi e quelle palermitane;
  • l’individuazione dei responsabili di una lunga serie di omicidi avvenuti tra il 1972 ed il 1984 a Palermo nonché degli autori di attentati e di atti intimidatori compiuti, nel palermitano tra il 1994 ed il 1995, nei confronti di amministratori locali e politici;
  • l’aver dimostrato che le “stragi continentali” fanno parte del disegno criminoso voluto dal vertice di cosa nostra, al fine di indurre lo Stato a modificare la normativa in tema di regime carcerario differenziato (ex art.41 bis O.P.), e che BAGARELLA ed i fratelli GRAVIANO avevano rivestito un ruolo centrale nell’organizzazione dei suddetti attentati, con la collaborazione operativa e logistica di altri soggetti inseriti o contigui al c.d. “gruppo di fuoco”.

Nel dicembre 1998 sono state emesse 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei responsabili di un omicidio commesso nel 1991, mentre nel febbraio 2000 è stato effettuato un arresto per il reato di riciclaggio di oltre 1 miliardo di lire in titoli di stato.

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