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OPERAZIONE OLIMPIA
L’operazione - articolata in più tranche investigative (“Olimpia 2”, “Olimpia 3” e “Olimpia 4”) - ha permesso di ricostruire 20 anni di storia della criminalità organizzata calabrese, dall’omicidio di Don Mico TRIPODO (1977) alla guerra di mafia tra le cosche DE STEFANO e IMERTI, fino alla pacificazione raggiunta dopo l’omicidio del Giudice SCOPELLITI.
In tale contesto operativo sono state sgominate complessivamente 17 cosche, sono stati emessi circa 500 provvedimenti restrittivi e fatta luce su oltre 100 omicidi, di cui sono stati individuati mandanti ed esecutori. L’indagine della D.I.A. ha accertato legami tra la ‘ndrangheta, gruppi eversivi e massoneria.
In data 4.3.1996 sono state emesse, dall’Autorità giudiziaria reggina, ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei mandanti dell’omicidio del boss Giorgio DE STEFANO, avvenuto anni addietro in Aspromonte.
Il 19.4.1996 il G.U.P. del Tribunale di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio 285 persone indagate.
In data 16.12.1996 è stato tratto in arresto un latitante appartenente alla cosca FICAREDDI, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Autorità giudiziaria di Reggio Calabria in relazione ai delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio ed altro.
In data 23.4.1997 è stata data esecuzione a un sequestro preventivo di beni, in ottemperanza ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 11 affiliati a diversi sodalizi criminosi operanti nel comprensorio reggino.
Il successivo 18 ottobre l’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria ha emesso 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di concorso in omicidio. Il 4 novembre 1997 è stata data esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni, emesso dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di due affiliati al clan degli ARANITI, operante nella provincia reggina.
Il 5.11.1997 è stata data esecuzione ad altro provvedimento di sequestro di beni, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 18 affiliati a vari clan della provincia reggina: il valore complessivo è di circa 45 miliardi di lire.
Nel 1997, complessivamente, è stata data esecuzione a 72 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsione, rapina ed usura.
In data 29.4.1998 l’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria ha scarcerato, per decorrenza dei termini della custodia cautelare, 20 soggetti accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso.
Nel settembre 1998, il Centro Operativo di Reggio Calabria ha dato esecuzione a 41 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.I.P. presso quel Tribunale, a carico di altrettanti soggetti appartenenti al clan ROSMINI-SERRAINO-BARRECA, indiziati di 20 omicidi, estorsioni, rapine, traffico di stupefacenti ed altro.
Il 3.9.2004 è stata data esecuzione a 6 ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, in seguito alla sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione, relativa al processo “OLIMPIA 3”.
Nella circostanza sono stati tratti in arresto CALANDRUCCIO Antonio, DI FEDE Antonino, GIORDANO Francesco, ALAMPI Natale Paolo, QUATTRONE Renato, ANGELONE Giuseppe; sono invece risultati irreperibili CHIRICO Domenico e VARZANO Francesco.
In data 17.9.2004, a seguito di un’informativa di reato presentata dal citato Centro Operativo relativa al duplice omicidio perpetrato in danno di BERNARDO Carmelo e FLAVIANO Vincenzo, il 3.1.1989 il G.I.P. ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico di NICOLO’ Antonio - già detenuto per altri reati - e ROSMINI Antonio, latitante.
OPERAZIONE SPARTACUS
L’operazione - avviata nel 1993 con lo scopo di aggredire i clan camorristici dominanti nella provincia di Caserta ed, in particolare, quello dei casalesi - si è sviluppata negli anni ed è stata articolata in una pluralità di tranche investigative a seguito degli “stralci” effettuati dalla magistratura al fine di procedere più speditamente, sia sul fronte investigativo sia su quello giudiziario, in un ambito estremamente complesso.
Per ragioni di chiarezza illustrativa ed allo scopo di tratteggiare, nella sua completezza, l’intera attività investigativa, verranno di seguito riportati i momenti maggiormente significativi dell’operazione, anche se collocati temporalmente in anni diversi.
In termini complessivi, l’operazione ha consentito l'emissione di oltre 300 ordinanze di custodia cautelare in carcere nonché il sequestro e la confisca di beni per migliaia di miliardi di lire.
In data 16.2.1996 l’Autorità giudiziaria di Napoli ha emesso 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di esponenti della banda della Magliana e del clan NUVOLETTA, ritenuti i mandanti dell’omicidio di un noto sindacalista, ucciso a Caserta l’11.10.1993.
Il 17.6.1996, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di S.Maria Capua Vetere, si è proceduto al sequestro di 199 fabbricati, 52 terreni, 14 società, 12 autovetture e 3 imbarcazioni per un valore complessivo di 354 miliardi di lire. I provvedimenti sono scaturiti da una proposta di applicazione di misure di prevenzione personale e patrimoniale del Direttore della D.I.A. nei confronti di affiliati al clan camorristico dei casalesi, ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, omicidi, estorsioni, rapine ed altro.
Il 12.8.1996, in esecuzione di 10 provvedimenti emessi dalla competente Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di S.Maria Capua Vetere nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti al clan camorristico dei casalesi, facente capo al noto boss SCHIAVONE, sono stati sequestrati beni mobili ed immobili, frutto di attività illecite, per un valore complessivo di circa 400 miliardi di lire. Anche questi provvedimenti sono scaturiti da una proposta di applicazione di misure di prevenzione personale e patrimoniale del Direttore della D.I.A..
In data 22.10.1996, in collaborazione con gli organismi territoriali delle Forze di Polizia, è stata data esecuzione, in provincia di Caserta, a 86 provvedimenti restrittivi emessi dalla Autorità giudiziaria di Napoli nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio ed estorsione.
Tra gli arrestati figurano uomini politici, appartenenti alle Forze di Polizia, nonché imprenditori campani. Le indagini hanno consentito di acquisire ulteriori elementi sulle attività illecite del sodalizio criminoso dei casalesi, operante nell’ hinterland casertano e di far piena luce sull’omicidio del Carabiniere NUVOLETTA, avvenuto in data 2.7.1982.
Inoltre è stata data esecuzione a 3 provvedimenti di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali e personali, emessi dalla competente Sezione del Tribunale di S.Maria Capua Vetere nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti al clan camorristico dei casalesi. E’ stato anche individuato, nell’ambito dell’operazione, un ingegnoso ed originale meccanismo di riciclaggio dei capitali illeciti tramite l’acquisto di purosangue da corsa, impegnati nelle più note competizioni equestri, nonché la gestione di scuderie e di impianti d’allevamento. I provvedimenti, emanati a seguito di proposta del Direttore della D.I.A., hanno portato al sequestro di 19 cavalli di pura razza ed infrastrutture ippiche, per un ingentissimo valore commerciale.
L’8.11.1996 il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha rinviato a giudizio 140 persone appartenenti alle organizzazioni camorristiche operanti nella provincia di Caserta, con particolare riferimento a quelli legati al clan dei casalesi.
Il 21.1.1997 il Tribunale di S.Maria Capua Vetere, in accoglimento di proposta inoltrata dal Direttore della D.I.A., ha emesso un provvedimento di sequestro di beni mobili, immobili e quote societarie nei confronti di 4 affiliati al clan dei casalesi, per un valore di decine di miliardi di lire.
Il 25.3.1997 sono stati arrestati due latitanti, entrambi esponenti di spicco del suddetto clan.
Il successivo 8 agosto è stata data esecuzione a 4 provvedimenti di sequestro di beni mobili ed immobili, nonché a 17 decreti di applicazione della misura di prevenzione speciale di P.S. e di confisca dei beni nei confronti di 21 persone affiliate al clan dei casalesi.
L’8.10.1997 è stata data esecuzione a 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’Autorità giudiziaria di Napoli nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili di tentata estorsione aggravata.
In data 15.10.1997 la magistratura di S.Maria Capua Vetere ha emesso 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili di omicidio.
Il 6.11.1997 è stata data esecuzione a 2 provvedimenti di applicazione di misura di prevenzione emessi dalla competente Sezione del Tribunale di S.Maria Capua Vetere nei confronti di due imprenditori.
Nel luglio del 1998 la D.I.A., in collaborazione con la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Caserta, ha dato esecuzione a 135 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, tra cui figurano 20 appartenenti alla Guardia di Finanza, ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, concussione, truffa aggravata ed altro.
Il 17 maggio 1999 è stata emessa un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 7 individui ritenuti essere responsabili, a vario titolo, di un omicidio perpetrato, nel 1991, in San Cipriano d'Aversa (CE).
Nel maggio 2000 l’Autorità giudiziaria di Napoli ha emesso 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di SCHIAVONE Francesco e di altri due camorristi, ritenuti responsabili di un omicidio avvenuto il 9.10.1988 in Vairano Patenora (CE).
Infine, nel luglio 2002 sono state eseguite 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Napoli nei confronti di altrettanti individui, tutti esponenti di spicco del “clan dei casalesi”, ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’omicidio di SCHIAVONE Donato, avvenuto in S.Antimo (CE) il 6 ottobre 1995, nell’ambito di una guerra tra gruppi contrapposti nell’agro aversano.
Tra le diverse tranche investigative, si rammenta, in particolare, quella denominata “Spartacus 3-Omicidi”. Questa è stata attivata nel novembre del 1999 quale “filone” autonomo dell’operazione “Spartacus”, a seguito dello stralcio, operato dalla D.D.A. partenopea, con riguardo a circa 100 fatti omicidiari avvenuti nel corso degli anni ’80 e ‘90 in provincia di Caserta.
L’attività d’indagine aveva già determinato l’emissione di 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti individui ritenuti responsabili, a vario titolo, di due omicidi perpetrati in provincia di Caserta.
Il 30 maggio 2002, il Centro Operativo di Napoli ha dato esecuzione ad un decreto di fermo, poi tramutatosi in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Napoli, a carico di 10 individui ritenuti responsabili, a vario titolo, di 4 omicidi perpetrati fra il 1985 ed il 1995 in provincia di Caserta.
Il 13 ottobre 2003 il Centro Operativo di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. partenopeo a carico del noto BIDOGNETTI Francesco e del figlio Aniello, ritenuti responsabili dell’omicidio di FALCO Gennaro. Quest’ultimo, medico condotto del Comune di Parete (CE), fu assassinato il 29 ottobre 1993, poiché ritenuto responsabile della morte della moglie del boss, deceduta nel 1986 a seguito di grave malattia.
Il 5 agosto 2005 è stata eseguita una misura cautelare detentiva nei confronti di un personaggio di vertice del gruppo mafioso casertano. I reati contestati sono omicidio, detenzione illegale di armi ed altri gravi reati.
Nel novembre 2005, infine, è stata data esecuzione ad una ulteriore misura cautelare in carcere nei confronti di cinque camorristi casertani, ritenuti responsabili di omicidio, detenzione illegale di armi ed altro.
Il 22 giugno 2006, infine - nell’ambito di una tranche investigativa denominata “spartacus 3”- a seguito di un’articolata indagine riferita ad una serie di delitti di mafia consumati nel territorio regionale campano, personale della DIA ha dato esecuzione ad una misura cautelare detentiva, disposta dal GIP di Napoli, nei confronti di un personaggio di primo piano di un’associazione di tipo mafioso.
OPERAZIONE PRIMI PASSI 2
L’operazione ha consentito l’emissione, da parte dell’Autorità giudiziaria di Catanzaro, di 53 ordinanze di custodia cautelare in carcere, a cui è stata data esecuzione, in collaborazione con gli organismi territoriali delle Forze di Polizia, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidi, traffico d’armi e di sostanze stupefacenti ed estorsioni. Le indagini hanno consentito di far luce su esponenti di primo piano del sodalizio criminale denominato GIAMPA’-CERRA-TORCASIO, operante nell’area di Lametia Terme.
OPERAZIONE CARTAGINE SPACCIO
L’operazione ha consentito l’emissione, da parte dell’Autorità giudiziaria di Bari, di 41 ordinanze di custodia cautelare in carcere, a cui è stata data esecuzione, in collaborazione con gli organismi territoriali delle Forze di Polizia, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Le investigazioni hanno permesso di disarticolare una vasta rete di distribuzione di sostanze stupefacenti presente nell’intera regione pugliese e organizzata, nella gestione, dal sodalizio mafioso dei clan PIARULLI-FERRARO di Cerignola.
OPERAZIONE TEVERE
L’operazione ha portato all’emissione, da parte dell’Autorità giudiziaria di Roma, di 61 ordinanze di custodia cautelare in carcere, a cui è stata data esecuzione, in collaborazione con i Comandi territoriali dell’Arma dei Carabinieri del Lazio, Sicilia, Calabria e Lombardia, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, traffico di stupefacenti ed altro. Le complesse indagini hanno consentito di delineare la composizione di un agguerrito e ramificato sodalizio criminale ed evidenziare le attività illecite poste in essere negli ultimi anni, specie nel traffico di stupefacenti.
In particolare, è stata fatta piena luce sui seguenti gravi episodi delittuosi:
- omicidi avvenuti nel 1991 a Roma in pregiudizio di due membri del sodalizio dediti al traffico di stupefacenti e sospettati, dal gruppo criminale, di essere informatori delle Forze di Polizia;
- attentato dinamitardo alla Stazione Carabinieri di Torvajanica (RM), avvenuto l’8.5.1991, a scopo intimidatorio.
OPERAZIONE CICLOPE
L’operazione ha fatto luce sulle attività di reinvestimento di capitali provenienti da attività illecite ed usura da parte, tra gli altri, di elementi di spicco del clan SANTAPAOLA. Durante l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state sequestrate 5 società, quote societarie e beni.
In data 10.3.1997 è stata data esecuzione, in Sicilia e Puglia, a 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Catania, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
OPERAZIONE CHIARA LUCE
L’operazione ha interessato i “reggenti” della famiglia SANTAPAOLA con responsabilità gestionali degli affari illeciti.
Nel corso delle attività investigative sono stati raccolti probanti elementi a carico di un imprenditore catanese con la conseguente emissione di un provvedimento restrittivo a suo carico eseguito nell’aprile 1996.
Nel 1997 il G.I.P. presso il Tribunale di Catania ha poi emesso 19 provvedimenti restrittivi. Sono stati inoltre sequestrati beni e società, nel settore dei trasporti e del commercio, per un ammontare di circa 40 miliardi di lire.
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