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Home 1997 > Operazioni di rilievo 1997

 

OPERAZIONE SAIGON

Le indagini hanno riguardato soggetti criminali ritenuti affiliati alle famiglie catanesi di “cosa nostra”, verosimilmente responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione ed illecita concorrenza con minaccia e violenza. E’ stato accertato che l’organizzazione criminale aveva acquisito nel tempo, in modo diretto o indiretto, il controllo di servizi pubblici e si era infiltrata in attività economiche ed appalti, tra cui alcune gare bandite presso la base NATO di Sigonella. Sono state sottoposte a sequestro 12 società, 31 automezzi, 52 unità immobiliari e 73 terreni, per un valore complessivo di 50 miliardi di lire.

OPERAZIONE MURANO

L’attività investigativa, tendente alla disarticolazione del clan RUSSO di Niscemi, affiliato alla c.d. stidda, ha consentito di far luce su un traffico d’armi e di stupefacenti intercorrente tra la Germania, il Belgio, il Nord Italia, la Puglia e la Sicilia. Nel marzo del 1997 è stato arrestato per traffico di stupefacenti un gioielliere, organico del clan, perché trovato in flagrante possesso di 90 grammi di cocaina e di 20 milioni di lire in contanti di provenienza sospetta. Sono stati, poi, eseguiti 9 provvedimenti restrittivi in Niscemi, Milano e Genova (marzo 1998) nei confronti di altrettanti soggetti, appartenenti al clan RUSSO.

In tale contesto operativo sono stati sottoposti a sequestro beni immobili per un valore di 10 miliardi di lire.

Nel prosieguo dell’attività di indagine, essendo stati acquisiti riscontri obiettivi in ordine ad alcuni gravissimi fatti di sangue commessi dalla stessa organizzazione criminale in Niscemi e Milano, è stata eseguita, nel mese di maggio 1998, una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone ritenute responsabili di omicidio, detenzione e porto illegale di armi.

OPERAZIONE GOLDEN MARKET

L’operazione ha consentito di dare esecuzione a 30 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale palermitano nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso ed omicidio.

L’indagine ha fatto piena luce su gravissimi fatti di sangue avvenuti nel capoluogo siciliano tra il 1972 ed il 1984. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano anche capi storici di “cosa nostra”.

OPERAZIONE DOLMEN

L’operazione ha portato all’emissione, da parte dell’Autorità giudiziaria del capoluogo pugliese, di 66 ordinanze di custodia cautelare in carcere, a cui è stata data esecuzione, in collaborazione con gli organismi territoriali delle Forze di Polizia, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio e traffico di stupefacenti. La prolungata e complessa indagine ha consentito di tracciare compiutamente l’organigramma ed il reticolo criminale del clan facente capo al noto boss Salvatore ANNACONDIA.

Il 28 gennaio 2006 sono state eseguite 12 misure cautelari in carcere, emesse dalla Corte di Assise di Trani, nei confronti di un sodalizio di stampo mafioso operante nel nord barese e diretto dal citato ANNACONDIA.

Il 9 giugno 2006 si è costituito, presso gli uffici DIA del capoluogo pugliese, un latitante colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 28 gennaio c.a. dalla Corte d’Assise di Trani.

OPERAZIONE SAN LORENZO

L’operazione ha consentito l’emissione, da parte dell’Autorità giudiziaria di Palermo, di 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere, a cui è stata data esecuzione, in collaborazione con gli organismi territoriali della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso. Gli arrestati appartengono a due contrapposti clan: uno capeggiato a suo tempo dal noto collaboratore Baldassare DI MAGGIO, l’altro riconducibile al gruppo criminale della famiglia BRUSCA.

Nel medesimo ambito, in data 13.10.1997, è stata data esecuzione a 4 fermi di indiziato di delitto, disposti dalla D.D.A. di Palermo, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio ed omicidio.

Il 9.11.1997 è stata tratta in arresto una persona, colpita da fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Palermo per associazione a delinquere di tipo mafioso; il successivo 16 dicembre è stata data esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso.

Nel febbraio 1999, sono state emesse 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere di stampo mafioso ed altri gravi reati, nei confronti di altrettante persone, tra le quali figurano i familiari del DI MAGGIO.

Infine, il 25.1.2001, il Centro Operativo di Palermo ha notificato un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del predetto collaboratore, ritenuto responsabile di violazione alle prescrizioni accessorie della misura cautelare degli arresti domiciliari in località protetta, presso la quale il medesimo si trovava da tempo.

OPERAZIONE ARRESTO BUFFA

L’attività investigativa ha portato all’arresto, in località Polizzi Generosa (PA), del latitante Giuseppe BUFFA, ritenuto elemento di spicco della famiglia mafiosa palermitana di San Lorenzo.

Inserito nell’elenco dei 500 latitanti più pericolosipredisposto dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, BUFFA era ricercato da 4 anni per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio ed altro.

Nel corso dell’operazione sono state anche tratte in arresto due persone, responsabili del reato di favoreggiamento personale nei confronti del latitante.

OPERAZIONE ORRILLO

L’operazione ha consentito l’emissione, da parte dell’Autorità giudiziaria di Lecce, di 97 ordinanze di custodia cautelare in carcere, a cui è stata data esecuzione, con l’ausilio degli organismi territoriali dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato della Puglia, Calabria, Campania e Lazio, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, delitti concernenti armi, traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione.

Tra i destinatari delle ordinanze figurano esponenti di vertice, componenti del “gruppo di fuoco”, comprimari e gregari del clan CESARIO-CIANCIARUSO-MARTERA, operante nel comprensorio di Taranto. Le attività illecite del citato sodalizio criminoso, nel periodo 1989-1995, hanno riguardato un intenso traffico di droga in diversi quartieri di Taranto, numerose estorsioni nei confronti di negozianti del centro cittadini e della provincia tarantina, nonché l’approvvigionamento di armi ed esplosivi presso pregiudicati legati alla ‘ndrangheta, alla Sacra Corona Unita e ad altri gruppi criminali pugliesi.

OPERAZIONE INCUDINE

L’indagine è stata attivata nel marzo del 1996 allo scopo di pervenire alla cattura di FABBROCINO Mario, capo indiscusso dell’omonimo clan, all’epoca uno dei latitanti di maggior spicco della camorra.

Il latitante è stato tratto in arresto in Argentina nel settembre del 1997, mentre nel giugno del 1998 sono state eseguite 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti individui ritenuti essere il nucleo direttivo del potente clan.

Il 13 aprile 1999, sono state emesse 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti elementi del prefato clan FABBROCINO, ritenuti responsabili di un omicidio avvenuto, nell'ambito di una "guerra" di camorra, in S.Giuseppe Vesuviano (NA) nel 1990.

Nel marzo del 2000, il Centro Operativo di Napoli, ha dato esecuzione ad ulteriori 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale del capoluogo partenopeo, a carico di altrettanti soggetti - tra cui lo stesso FABBROCINO Mario - esponenti di spicco del prefato sodalizio.

Infine, nell’aprile del 2000, è stato tratto in arresto un noto imprenditore napoletano, affiliato all’organizzazione camorristica in questione, e sottoposta a sequestro preventivo una Società facente capo al predetto.

OPERAZIONE GATTO PERSIANO

L’operazione è stata attivata dalla D.I.A. nell’ottobre del 1996 con la finalità di individuare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nell’importante realtà imprenditoriale del Porto di Gioia Tauro, onde prevenire attività estorsive e di “protezione”, da parte della criminalità organizzata, nei confronti delle imprese impegnate nell’ambito portuale.

Nel 1997 l’attività investigativa della D.I.A. ha portato alla cattura di 10 personaggi collegati alla cosca PIROMALLI, ritenuti responsabili di attività estorsiva nei confronti della MEDICENTER S.p.A., operante, nel settore dei containers, nel Porto di Gioia Tauro.

Successivamente, in data 13.1.1999, personale del Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria ha dato esecuzione nel comprensorio reggino, con il supporto degli organismi di polizia territorialmente competenti, a 31 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di altrettanti affiliati alle ‘ndrine dei MOLE’-PIROMALLI-PESCE-BELLOCCO per associazione a delinquere finalizzata all’illecito accaparramento di pubblici appalti all’interno del Porto di Gioia Tauro.

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