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OPERAZIONE BOX
Il 14.1.1998 il Tribunale di Palermo, sulla base delle risultanze investigative acquisite dalla D.I.A., ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 9 soggetti, tra cui figurano Salvatore RIINA, Giuseppe CALO’ e Antonino ROTOLO, per gravi reati in materia di stupefacenti. Inoltre, il 2.7.1998 il G.I.P. del Tribunale di Palermo ha emesso altre 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere, sulla base di indagini che hanno consentito di far luce sulla composizione delle “famiglie” palermitane e dei loro contatti con la criminalità organizzata romana.
OPERAZIONE GEMINI
L’operazione, sviluppatasi per contrastare un'organizzazione criminale dedita alle estorsioni in danno di imprenditori milanesi ed al commercio internazionale di stupefacenti, nell’ottobre 1998 ha consentito l’emissione, da parte della magistratura milanese, di 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite nei confronti di altrettanti soggetti, di cui 3 cittadini stranieri e 2 italiani. In tale contesto sono stati sequestrati 4 Kg. di eroina.
Successivamente, nei mesi di marzo e maggio 1999, personale della D.I.A. ha dato esecuzione a 58 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti, residenti a Milano, Gela, Catania e Caltanissetta, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni.
Nel giugno 1999 il Tribunale di Milano ha disposto un sequestro preventivonei confronti di 14 soggetti, già indagati nell’ambito dell’operazione, per un valore complessivo valutabile in circa 5 miliardi di lire.
OPERAZIONE VALLE BLU
Nel luglio del 1998 personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli, con il concorso degli organismi territoriali delle Forze di Polizia, ha dato esecuzione a 78 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di altrettanti affiliati al clan AMMATURO, FALANGA, MENNELLA e CASCONE, attivi in Torre del Greco e Torre Annunziata.
Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti (con l’Albania e la Spagna).
OPERAZIONE YANEZ
L’11 luglio 1998 a Casal di Principe personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli ha tratto in arresto il noto latitante SCHIAVONE Francesco, detto “Sandokan”, inserito nell’elenco dei 30 ricercati più pericolosi, latitante da circa 10 anni. Colpito da più provvedimenti cautelari emessi per delitti contro la persona, il patrimonio, l’ordine pubblico, la pubblica amministrazione, violazioni in materia di armi e stupefacenti, lo SCHIAVONE è da considerarsi il capo indiscusso del temibile clan dei Casalesi.
Il 2.11.1998, infine, sono state eseguite 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti individui, tutti incensurati, che avevano costituito il gruppo di fiancheggiatori a supporto della latitanza del boss.
OPERAZIONE ONICE
Nel luglio 1998 personale della Sezione Operativa D.I.A. di Salerno, nell’ambito di una attività investigativa tesa a sgominare un gruppo criminale attivo in Nocera Inferiore, ha localizzato e tratto in arresto GALLO Pasquale, noto trafficante internazionale di stupefacenti, inserito nell’elenco dei 500 latitanti più pericolosi, sorpreso in compagnia di MANSI Luigi, anch’egli latitante.
Entrambi sono elementi di spicco del clan LIMELLI-VANGONE.
OPERAZIONE PROJECTS
L’operazione è stata attivata nel novembre del 1997 allo scopo di neutralizzare un’articolata organizzazione criminale - costituita da funzionari di istituti di credito, avvocati, professionisti e commercianti - dedita alla falsificazione e negoziazione di titoli, libretti bancari e fideiussioni in favore di clan camorristici.
Il 12 novembre 1998, con il concorso della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, la D.I.A. ha dato esecuzione a 45 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli nei confronti di soggetti affiliati ai clan MARIANO, GIULIANO, LICCIARDI, MAZZARELLA e FORMICOLA.
Le indagini hanno permesso di colpire un sodalizio criminoso, “trasversale” alle prefate famiglie che, grazie anche al concorso di alcuni appartenenti alle Forze di Polizia ed alla complicità di dipendenti di Istituti bancari, era dedito all’immissione sul mercato di ingenti quantità di denaro falso, titoli e carte di credito, nonché a rapine in danno di furgoni blindati e banche, traffico di stupefacenti e sequestro di persona.
Nell’ambito dell’operazione è stata, altresì, localizzata una tipografia clandestina, sequestrando banconote false per circa 200 milioni di lire e procedendo al sequestro giudiziario di esercizi pubblici per un importo pari a circa 2 miliardi di lire.
Nel mese di novembre 1999, nell’ambito di una tranche dell’indagine tesa a sgominare una organizzazione criminale operante in Campania, Puglia, Montenegro ed Albania, il G.I.P presso il Tribunale di Napoli ha emesso un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 32 individui ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso e commercio clandestino di t.l.e.
Nel medesimo contesto investigativo il Centro Operativo di Roma, nel gennaio del 2001, ha tratto in arresto LOMBARDI Enrico, 39enne pluripregiudicato, latitante sin dal novembre del 1998.
OPERAZIONE GALLO
Il 13 luglio 1998 il G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, al termine delle indagini in ordine all’omicidio dell’imprenditore PANGALLO Angelo, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 6 persone, affiliate alla cosca PAVIGLIANITI, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio ed altro.
I provvedimenti rappresentano il coronamento dell'operazione in parola per la quale erano già state eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare ed era stata ricostruita l'attività criminale esercitata dalla cosca PAVIGLIANITI nonchè la sua espansione territoriale.
OPERAZIONE TORNADO
Nel mese di maggio '98, con l'intento di disarticolare un'organizzazione criminale di tipo mafioso prevalentemente dedita al traffico di sostanze stupefacenti, la D.I.A., in collaborazione con la Polizia spagnola, ha effettuato alcuni interventi nel porto di Mahon, nell'isola di Minorca (Baleari). Nella circostanza è stata sequestrata un'imbarcazione che, diretta in Italia, con kg. 1040 di hashish a bordo, era condotta dai milanesi GUALTIERI Francesco, di anni 28, affiliato alla cosca calabrese di MAZZAFERRO di Gioiosa Jonica, e da D'ONOFRIO Edgardo, di anni 43, entrambi tratti in arresto.
Nel prosieguo investigativo è stata sequestrata la somma di un miliardo di lire, verosimilmente da utilizzarsi per il pagamento di una partita di droga e tratti in arresto altri 6 soggetti collegati al traffico.
Nella fase conclusiva dell'operazione le Autorità spagnole, grazie alle risultanze di indagine conseguite su input della D.I.A., hanno proceduto alla cattura di altri cinque cittadini spagnoli, mentre altri tre, pure colpiti da provvedimento restrittivo emesso da quella Autorità giudiziaria, si sono resi irreperibili.
OPERAZIONE MALOCCHIO
L’operazione, condotta dal Centro Operativo D.I.A. di Roma, ha permesso di sgominare un sodalizio criminale, operante in Italia e all'estero, dedito al traffico internazionale di stupefacenti ed al riciclaggio delle ingentissime somme illecitamente acquisite.
In particolare l'organizzazione criminale si era avvalsa, per l'attività di riciclaggio, dell'opera di esperti finanziari che avevano posto in essere una complessa struttura commerciale realizzata mediante una rete di società, anche "off-shore", operanti in Brasile, Spagna, Centro America, Olanda ed Italia nella commercializzazione dei metalli grezzi, nell'importazione di frutta esotica, nella distribuzione di macchine da gioco elettroniche (tipo slot-machine, video-poker), nella transazione di beni immobili ubicati in località di elevato interesse turistico, nonché nell'avvio di una catena di catering.
In tale contesto sono state arrestate 46 persone, sequestrate armi da fuoco ed alcune centinaia di milioni di lire, nonché individuate in territori esteri disponibilità finanziarie ed immobiliari per oltre 60 miliardi, per le quali si è proceduto, per i successivi sequestri ad opera dell’Autorità giudiziaria, ai sensi della convenzione di Strasburgo.
Nel 2001 è stata, altresì, data esecuzione ad un provvedimento di confisca definitiva dei beni - emesso dal Tribunale di Roma - a carico dei principali imputati, per un valore complessivo di circa 20 miliardi di lire.
OPERAZIONE PRIAMO
L’operazione è stata condotta dai Centri Operativi D.I.A. di Bari e Milano nei confronti di un'organizzazione criminale dedita al riciclaggio del denaro provento del contrabbando di t.l.e. e del traffico di stupefacenti ed armi, posti in essere, tra l'Italia ed il Montenegro, dalla criminalità organizzata pugliese.
In tale contesto - di portata internazionale, in quanto sono stati assunti contatti con Organi di Polizia e Giudiziari di Germania, Svizzera ed Austria - nel 1998 sono state emesse 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere, effettuato un arresto nella flagranza di reato e sequestrata, in più riprese, valuta per un ammontare pari a circa 2 miliardi di lire.
OPERAZIONE POLIFEMO
L’operazione ha permesso di accertare le infiltrazioni operate dalla criminalità organizzata etnea collegata a Cosa Nostra nei pubblici appalti e, in particolare, di scardinare la rete di complicità ordita da elementi facenti capo alla malavita locale con appartenenti a strutture pubbliche ed importanti imprenditori.
Nel periodo in argomento sono state arrestate 8 persone e sequestrati beni per un valore complessivo di 1.732 milioni di lire.
OPERAZIONE DANUBIO BLU 2
L’operazione, avviata dal Centro Operativo D.I.A. di Bari, ha interessato i traffici di sostanze stupefacenti posti in essere da clan pugliesi in concorso con una organizzazione criminale albanese, il cui terminale in Italia era il cittadino PAJO Kujlim, di anni 30, da Durazzo (Albania), residente in Bari.
L’attività investigativa, che nel mese di novembre 1998 aveva già consentito il sequestro di ½ Kg. di eroina e l’arresto di due cittadini albanesi, ha delineato la particolare efficienza della struttura organizzativa del sodalizio transadriatico e la sua pericolosità, tanto che era emersa una faida in atto tra il gruppo oggetto di indagini ed una fazione contrapposta che, dopo aver causato tre vittime in Albania, si stava spostando in Italia.
Proprio la particolare attenzione posta dal personale operante, tesa a prevenire possibili azioni cruente in Puglia, ha consentito, nella serata del 28 dicembre 1998, in un autoparco sito nella periferia di Bari, di sequestrare Kg. 55 circa di eroina, un fucile mitragliatore munito di silenziatore, 2 pistole, 5 automezzi, 185 milioni di lire e di procedere all’arresto di quattro cittadini albanesi, tra cui il menzionato PAJO Kujlim, ed un cittadino italiano, gestore dell’autoparco.
Il sequestro di stupefacenti operato è, sinora, come evidenziato dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, il più ingente mai realizzato a carico di una organizzazione albanese.
In data 20.2.2000, inoltre, il Centro Operativo di Bari, in collaborazione con la Squadra Mobile di Ravenna, ha sottoposto a fermo un altro cittadino albanese, ricercato nell’ambito della medesima indagine.
Nel marzo 2000, infine, il Centro Operativo di Bari ha sottoposto a fermo altri 2 cittadini albanesi, gravemente indiziati del delitto di traffico internazionale di stupefacenti; poi in data 24.5.2000, in Riccione (RN), personale della predetta articolazione investigativa ha proceduto all’arresto del latitante BERISHA Lulezim, colpito da provvedimento di cattura internazionale, capo dell’omonimo clan.
Nel medesimo contesto investigativo, nel corso di una perquisizione eseguita in Bergamo su di un autocarro albanese, in data 3.5.2000 personale del Centro Operativo di Bari ha rinvenuto e sequestrato 18 Kg. di eroina occultati sul predetto veicolo, procedendo contestualmente all’arresto del cittadino albanese conducente del citato mezzo.
Nel prosieguo delle attività il G.I.P. presso il Tribunale di Bari, sulla base delle risultanze investigative conseguite, ha emesso un provvedimento restrittivo nei confronti di 28 soggetti italiani ed albanesi ritenuti responsabili di gravi reati, tra cui l’associazione armata diretta al traffico internazionale di eroina. Detto provvedimento è stato eseguito, nel mese di marzo 2001, in Puglia, Campania, Lazio ed Emilia Romagna, nei confronti di 21 persone; nella circostanza, è stato altresì effettuato il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore di circa un miliardo di lire.
L’organizzazione delineata, inoltre, è la prima, per valenza e spessore criminale, ad essere portata alla luce in Italia.
OPERAZIONE EMPORIUM
L’operazione è stata avviata nel 1996, al fine di riscontrare le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, appartenenti ad organizzazioni criminali riconducibili alle famiglie siciliane trapiantate in Lombardia.
In data 10.12.1998 è stata data esecuzione a 43 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Autorità giudiziaria di Milano a carico di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili di una lunga e sanguinosa serie di rapine perpetrate in Lombardia ed in Veneto, dal 1986 al 1996, nonché di traffico di sostanze stupefacenti.
In tale ambito, l’8.1.1999 è stata data esecuzione ad ulteriori 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere semplice nei confronti di altrettanti soggetti.
Infine, il successivo 16 febbraio, è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, per un valore di 3.200.000.000 di lire.
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