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...operazioni che si sono concluse con l’arresto di 418 soggetti e la cattura di 21 latitanti. In particolare, nell’ambito della lotta a “cosa nostra”, va segnalato l’arresto del latitante Salvatore Genovese, inserito nell'elenco dei trenta ricercati di massima pericolosità e particolarmente vicino alle famiglie Brusca e Di Maggio.
E’ continuata, altresì, la lotta alla “camorra” ed alla “’ndrangheta” che ha prodotto risultati significativi, tra i quali va evidenziato l’arresto di pericolosi latitanti calabresi inseriti nell’elenco dei 500 ricercati in ambito nazionale. Numerose sono state le operazioni contro la criminalità pugliese: in tale contesto, oltre alla conferma dei suoi collegamenti con la mafia albanese e gruppi delinquenziali dell’area balcanica, spicca l’arresto in Svizzera di un noto imprenditore, considerato personaggio centrale per il traffico di sigarette e delle conseguenti attività di riciclaggio.
Sul versante delle investigazioni preventive l’attività di analisi è stata estesa, in particolare, alle strategie di subdola insinuazione nel tessuto sano della società e dell’economia proprie della c.d. “mafia imprenditrice”: massima attenzione, infatti, è stata rivolta al settore dei grandi appalti pubblici, con lo scopo di individuare ogni possibile tentativo di infiltrazione, ed a quello del riciclaggio, per individuare le connessioni tra il mondo della finanza e il crimine organizzato.
Infine, in campo internazionale, gli ambiti di collaborazione instaurati dalla D.I.A., attraverso progetti di cooperazione sia bilaterali che multilaterali con analoghi organismi di altri paesi, hanno consentito di individuare le interconnessioni esistenti tra le grandi organizzazioni del crimine nonché di sviluppare attività di contrasto delle manifestazioni criminose a carattere transnazionale, ivi incluso il riciclaggio di proventi illeciti
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