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OPERAZIONE CALATINO

L’attività investigativa ha consentito di raccogliere elementi significativi a carico di numerosi soggetti appartenenti al clan mafioso radicato nel comprensorio di Caltagirone - facente capo alla famiglia LA ROCCA - ed operante nel settore delle estorsioni e degli appalti pubblici. Nel giugno 2000 l’Autorità giudiziaria di Catania ha emesso 31 provvedimenti restrittivi in ordine ai reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione ed omicidio.

Negli anni 2001 e 2003, sono state emesse altre 6 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un imprenditore - indiziato di gravi episodi estorsivi in danno di una impresa - e di esponenti del clan SANTAPAOLA, ritenuti responsabili dell’omicidio di INDELICATO Giovanni, commesso in Catania il 13.5.1996.

OPERAZIONE CLAUDIA

L’operazione è stata avviata nel gennaio 1996 - come stralcio dell’operazione “SPARTACUS” , relativa al “clan dei casalesi” - allo scopo di far luce su una serie di episodi delittuosi, verificatisi nella zona di Aversa (CE), sin dai primi anni ’80. Le risultanze investigative conseguite hanno consentito, dal 1996 al 1999, l’emissione di 46 ordinanze di custodia cautelare.

Nel prosieguo delle indagini, nel gennaio 2000, il personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli - unitamente a quello dei Centri Operativi di Firenze e di Torino, nonché a personale delle Questure di Modena e Caserta - ha dato esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’Autorità giudiziaria del capoluogo partenopeo nei confronti di esponenti di spicco del “clan dei casalesi”. Successivamente, nel giugno 2000 il Centro Operativo di Napoli, con la collaborazione del Nucleo Operativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, ha dato esecuzione a 23 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dalla medesima Autorità giudiziaria nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsione, traffico di armi ed altri gravi reati.

Sempre nel giugno 2000 - nell’ambito di una distinta tranche dell’operazione - è stata data esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Napoli nei confronti di 4 appartenenti alle Forze di Polizia e 2 pregiudicati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in associazione camorristica, corruzione, favoreggiamento ed altro.

Infine, nel luglio 2002, sono stati eseguiti altri 6 provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettanti individui appartenenti al menzionato “clan dei casalesi”, ritenuti responsabili, a vario titolo, degli omicidi di DE SIMONE Aldo e PREVIDENTE Rodolfo - rispettivamente fratello e cognato del noto collaboratore di giustizia DE SIMONE Dario -perpetrati nell’agosto del 1996 in provincia di Caserta, al fine di porre un freno al fenomeno del pentitismo.

OPERAZIONE ARCHI

L’operazione è stata attivata dal Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria nel giugno del 1999 al fine di accertare presunte infiltrazioni mafiose nei lavori relativi all’aeroporto di Reggio Calabria e ad uno svincolo autostradale, per i quali i vincitori dei relativi appalti avrebbero ricevuto minacce estorsive.

Le indagini hanno portato alla emissione di 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dalla Autorità giudiziaria di Reggio Calabria a carico di CRUCITTI Bruno, imprenditore, PRESTO Antonio, imprenditore, e LOMBARDO Antonino, architetto, tutti ritenuti contigui alla cosca LIBRI e responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni. In tale contesto sono state, altresì, eseguite misure cautelari reali.

OPERAZIONE ARCO

L’operazione, avviata nel 1998 dal Centro Operativo D.I.A. di Padova, ha consentito di identificare una serie di personaggi, già fiancheggiatori della nota “Mafia del Brenta”, dediti al traffico di armi, di sostanze stupefacenti ed al reimpiego di capitali illeciti in beni immobili ed attività commerciali. In particolare, le indagini hanno evidenziato i meccanismi di un vasto traffico di sostanze stupefacenti che dall’Europa dell’Est - attraverso la Bulgaria, l’Ungheria ed il Kosovo - venivano introdotte nel nord dell’Italia e destinate particolarmente ai mercati della Lombardia e del Veneto.

In tale contesto investigativo, nel settembre del 2000, è stata data esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Tribunale di Venezia a carico di 30 individui, tra i quali, oltre a diversi cittadini italiani, figurano numerosi soggetti della ex-Jugoslavia, kossovari e bulgari. Alcuni di essi, grazie alla collaborazione offerta dalle Autorità della Bulgaria, sono stati localizzati ed arrestati in quel Paese.

OPERAZIONE TOSCA

L’operazione è stata attivata nel giugno 1999 dai Centri Operativi D.I.A. di Firenze e Padova, allo scopo di disarticolare sodalizi criminali, di origine albanese, operanti in Toscana soprattutto nello sfruttamento della prostituzione e nella perpetrazione di rapine in abitazioni, nonchè in Veneto nel settore del traffico internazionale di armi e di sostanze stupefacenti.

Le attività investigative hanno evidenziato precisi elementi di responsabilità a carico di numerosi cittadini albanesi, organici ai predetti clan.

A seguito delle risultanze investigative conseguite, il 9.6.2000, il Centro Operativo di Firenze ha eseguito 7 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti soggetti albanesi, inseriti nel gruppo criminale operante sul versante toscano, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e furti, sfruttamento della prostituzione e traffico di armi.

Nel medesimo contesto, il G.I.P. presso il Tribunale di Firenze, ha emesso, nel mese di febbraio 2001, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 19 cittadini albanesi, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti, rapine, nonché allo sfruttamento della prostituzione ed alla consumazione di reati in materia di armi.

Nello stesso mese di febbraio, si è proceduto, inoltre, al fermo di 10 soggetti albanesi, irregolari sul territorio, gravemente indiziati del delitto di ricettazione. Nella circostanza, in sede di perquisizione, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro preziosi ed ingenti somme di denaro, provento di numerosi furti avvenuti nei mesi precedenti in Toscana.

OPERAZIONE URANO

L’operazione è stata avviata nel 1999 dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, allo scopo di far luce sulle attività illecite gestite da sodalizi criminali di origine albanese - facenti capo alle famiglie calabresi STEFANELLI-GIOVINAZZO – attivi, sul versante ligure, nei settori del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e dello sfruttamento della prostituzione.

In tale contesto le attività investigative - che hanno consentito di evidenziare precisi elementi di responsabilità nei confronti di 8 cittadini albanesi, collegati a due gruppi criminali strutturati su base familiare - si sono concluse nel novembre del 2000 con l’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di altrettanti soggetti organici ai sodalizi, responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione.

OPERAZIONE VLADA

L’operazione è stata avviata nel 1998 dal Centro Operativo D.I.A. di Torino, allo scopo di far luce sulle illecite attività poste in essere in Italia ed all’estero da cittadini originari dell’est-europeo, sospettati di collegamenti con la criminalità organizzata russa.

L’attività investigativa in esame, sviluppatasi attraverso numerose commissioni rogatorie internazionali effettuate in diversi Paesi europei, ha consentito di individuare precisi elementi di responsabilità a carico di un sodalizio criminale, composto da soggetti di varie nazionalità, artefice di un vasto traffico internazionale di armi da guerra.

Nell’aprile del 2000, a conclusione della prima fase d’indagini, la D.D.A. di Torino ha emesso 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, tutti stranieri e residenti all’estero, coinvolti nel citato traffico internazionale di armi. Nei mesi successivi (giugno, luglio, agosto e novembre) i destinatari dei citati provvedimenti sono stati localizzati – in Germania, Belgio ed Austria – e tratti in arresto.

Detto commercio di armi, insieme ad altre attività illecite (come il reimpiego di capitali), veniva effettuato attraverso una serie di imprese, situate in diversi Paesi del mondo, facenti parte di un gruppo finanziario al cui vertice si colloca una società petrolifera riconducibile ad Alexander ZHUKOV, tratto in arresto da personale del Centro Operativo di Torino il 7 maggio 2001.

Successivamente, nel settembre 2001, presso l’aeroporto di Istambul (Turchia), è stato catturato DAFERMOS Kostantinos, altro membro del sodalizio criminale, destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere.

OPERAZIONE IRIDIUM

L’operazione è stata avviata nel febbraio del 1999, a seguito delle risultanze di articolate indagini, esperite dal Centro Operativo D.I.A. di Torino nei confronti di alcuni affiliati al clan della 'ndrangheta MORABITO-BRUZZANITI-PALAMARA, quali responsabili dell’introduzione nel capoluogo piemontese di grossi quantitativi di stupefacenti.

In tale ambito, nell’aprile 2000, è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Torino a carico di 29 soggetti.

All’interno della citata organizzazione, anche se composta prevalentemente da personaggi di origine calabrese, un ruolo fondamentale veniva svolto da MALANDRINO Giuseppe, di origine pugliese ma dimorante a Praga - il quale, potendo contare su diretti contatti con organizzazioni criminali turche, aveva rifornito di grossi quantitativi di droga sia il predetto sodalizio sia esponenti di spicco della Sacra Corona Unita - e da GALLO Michele, anch’egli di origine pugliese, tratto in arresto in Spagna.

OPERAZIONE SMERALDO

L’operazione ha avuto inizio nel maggio 1998 allo scopo di fare luce su presunte infiltrazioni di gruppi camorristici nelle opere di risanamento dei Comuni dell’agro nocerino-sarnese e della valle del fiume Irno colpiti dalla calamità naturale del 5.5.1998.

Sulla base delle risultanze di articolate indagini esperite dalla Sezione Operativa D.I.A. di Salerno, il 14.10.2000 sono stati eseguiti 7 provvedimenti restrittivi, emessi dall’Autorità giudiziaria di Napoli nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere ed estorsioni, perpetrate ai danni di imprenditori di Pagani negli anni 1990- 1997.

OPERAZIONE CILIEGIO

Le indagini, su delega della Procura della Repubblica di Palmi, sono state avviate nel febbraio del 2000 a seguito di una denuncia, presentata da un funzionario doganale, in merito alla presenza, nel porto di Gioia Tauro, di un’organizzazione criminale dedita al contrabbando di tabacchi lavorati esteri che venivano fatti entrare in Italia attraverso containers.

Con la collaborazione del GICO della Guardia di Finanza, nel giugno dello stesso anno è stato sequestrato un intero container, proveniente dall’Egitto, carico di t.l.e. per un totale di circa 5 tonnellate.

Nel luglio seguente, a seguito di una informativa presentata dal Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria all’Autorità giudiziaria di Palmi, il G.I.P. presso quel Tribunale ha emesso 8 provvedimenti di custodia cautelare a carico di affiliati alla cosca PIROMALLI di Gioia Tauro, nonché di personaggi di spicco della camorra napoletana e di un sottufficiale della Guardia di Finanza, in ordine al reato di associazione mafiosa finalizzata al traffico di t.l.e..

OPERAZIONE CASCO

L’operazione, attivata d’iniziativa nel 2000, ha consentito l’individuazione di soggetti affiliati, in particolare, alla cosca calabrese LIBRI, nonché ad una consorteria criminale dedita al traffico di stupefacenti, prevalentemente nell’ hinterland reggino, con canali di approvvigionamento anche in altre province, oltre che in territorio elvetico.

In tale contesto, il 26.12.2000, personale della D.I.A. - in collaborazione con reparti dei Carabinieri territorialmente competenti - ha tratto in arresto Paolo IANNO’ e Carmelo PALERMO, inseriti nell’elenco dei 500 latitanti più pericolosi, nonché altri due soggetti ritenuti responsabili di favoreggiamento.

Successivamente, il 13.3.2002, è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal locale G.I.P. nei confronti di 13 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, favoreggiamento personale nei confronti di latitanti, reati contro il patrimonio ed altro.

OPERAZIONE CERBERO 3

L’operazione - avviata nei primi mesi del 1999 dalla Sezione Operativa D.I.A. di Lecce, in collaborazione con il Bundeskriminalamt tedesco nel contesto di un vasto traffico di sostanze stupefacenti fra l’Olanda, la Germania e l’Italia, gestito anche da esponenti della Sacra Corona Unita - ha consentito di delineare i più alti livelli organizzativi e gestionali di una porzione del diffuso fenomeno del traffico di droga nell’area ovest della provincia di Brindisi.

A seguito delle risultanze investigative, il G.I.P. presso il Tribunale di Lecce ha emesso, in data 7.9.2000, un’ordinanza di custodia cautelare in carcerea carico di 48 persone, indagate per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, violazione delle leggi sugli stupefacenti, detenzione illegale di armi, riciclaggio ed altri gravi reati.

OPERAZIONE COSTA AZZURRA 2

L’operazione è stata avviata nel 1999 in ordine alle illecite attività poste in essere da un’organizzazione criminale - composta da cittadini italiani e sudamericani - operante nel settore del traffico internazionale di sostanze stupefacenti lungo l’asse Colombia-Olanda-Italia.

A conclusione delle indagini - effettuate in collaborazione con il G.O.A. della Guardia di Finanza - il Centro Operativo D.I.A. di Firenze, nel luglio del 2000, ha dato esecuzione a 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, organici al predetto sodalizio, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

OPERAZIONE TEUTA

L’inchiesta, condotta dal Centro Operativo D.I.A. di Bari, è stata rivolta a disarticolare un’organizzazione criminale - collegata ad altri clan operanti in Belgio e in Germania - composta da individui di etnia albanese dediti al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

In tale contesto operativo, nel dicembre 2000, in Cremona, è stato individuato e tratto in arresto un cittadino albanese, che agiva quale “corriere”, sulla cui autovettura sono stati rinvenuti circa kg. 37 di eroina, verosimilmente destinata al mercato lombardo. I conseguenti sviluppi operativi hanno poi consentito di sottoporre a fermo di indiziato di delitto altri 5 individui, quattro dei quali albanesi ed uno italiano.

ARRESTO DI TRAFFICANTI TURCHI

Il Centro Operativo D.I.A. di Milano - coadiuvato dagli organismi di polizia territorialmente competenti - nel mese di ottobre 2000, in Bologna, ha tratto in arresto due cittadini turchi e uno italiano trovati in possesso di Kg. 22 circa di eroina, destinati ad essere immessi sul mercato lombardo.

I conseguenti sviluppi operativi hanno consentito, in Rimini, il fermo di indiziato di delitto di un altro cittadino turco, residente in Olanda, risultato collegato ai predetti.

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