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OPERAZIONE ABISSI
L’indagine è stata avviata allo scopo di fare piena luce sulla “strage di Via Palestro”, perpetrata a Milano nel 1993 nell’ambito di una più ampia strategia posta in essere dall’“ala militare” corleonese di cosa nostra siciliana, negli anni 1992-1993.
In tale contesto investigativo, in data 14.1.2002, i Centri Operativi D.I.A. di Roma e di Milano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Firenze, nei confronti dei fratelli palermitani Giovanni e Tommaso FORMOSO, indagati per il reato di partecipazione all’esecuzione della strage di Via Palestro di Milano, nonché, per il solo Giovanni, di concorso negli analoghi episodi stragisti di Roma (Velabro e Via Fauro).
OPERAZIONE COBRA
L’operazione COBRA trae origine da una complessa attività di indagine preventiva, svolta dal Centro Operativo D.I.A. di Roma, su alcuni soggetti siciliani - organici alla famiglia RINZIVILLO di Gela - trasferitisi da tempo nella Capitale.
In particolare le articolate attività investigative hanno consentito di individuare un’organizzazione criminale - operante in Roma e nelle zone limitrofe - dedita all’illecita acquisizione di appalti, alla realizzazione di profitti derivanti dallo sfruttamento di cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno, all’intermediazione di manodopera ed al riciclaggio di denaro proveniente dalle citate attività illegali.
In tale ambito, nel febbraio del 2002, personale della D.I.A. ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunaledi Roma nei confronti di 32 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata all’illecita intermediazione di manodopera extracomunitaria nonché all’illecita acquisizione di appalti pubblici.
OPERAZIONE DARSENA
L’indagine, su delega dell’Autorità giudiziaria palermitana, è stata avviata allo scopo verificare le dichiarazioni rilasciate da DI NATALE Giusto - imprenditore edile e uomo d’onore del c.d. “gruppo di fuoco di viale Strasburgo”, facente capo a Leoluca BAGARELLA - in merito ad alcuni importanti appalti pubblici, finanziati per la realizzazione di opere edili nel porto di Palermo.
In tale contesto investigativo, il 18 giugno 2002, il Centro Operativo D.I.A. di Palermo ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 persone - organiche alla “famiglia” mafiosa dell’Acquasanta - ritenute responsabili di estorsione aggravata e continuata.
Nel prosieguo delle indagini, il Tribunale di Palermo ha emesso un decreto di sequestro di beni, del valore complessivo di 2.600.000 euro, a carico di:
- GUASTELLA Giuseppe, capo della cosca mafiosa palermitana di Resuttana e del relativo mandamento, collegato a BAGARELLA Leoluca e BRUSCA Giovanni;
- DI TRAPANI Nicolò, esponente di spicco della medesima consorteria mafiosa, legato, da rapporto di parentela, alla famiglia MADONIA;
- GALATOLO Angelo, organico al sodalizio mafioso palermitano di Acquasanta, inserito nel mandamento di Resuttana.
OPERAZIONE DIONISO
L’operazione DIONISO trae origine da un’attività, avviata di iniziativa, tendente a far luce su un’associazione criminale - operante nel territorio di Lentini, di Francofonte e di Niscemi - dedita, tra l’altro, al traffico di armi e di stupefacenti.
Le risultanze investigative, confluite in un’informativa preliminare nel mese di agosto del 2000, hanno evidenziato il ruolo di rilievo rivestito da CALTABIANO Francesco - attuale “reggente” del territorio di Francofonte, per conto della famiglia NARDO - e da ABACO Maurizio, organico al clan SANTAPAOLA. Inoltre, dall’attività esperita sono emersi collegamenti del citato clan con“cosa nostra” catanese, con il clan dei “Cursoti” di Milano e di Torino, e con l’‘ndrangheta calabrese (cosca degli Alvaro di Sinopoli) nonché il coinvolgimento in affari illeciti di natura finanziaria, sia in Italia che all’estero.
In tale contesto, nel maggio del 2002, i Centri Operativi D.I.A. di Catania e Milano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Catania, nei confronti di 15 soggetti.
Inoltre, sulla scorta degli elementi comunicati dall'Autorità giudiziaria catanese, il GIP presso il Tribunale di Milano ha, a sua volta, emesso ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di quattro dei predetti 15 soggetti, sempre per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti.
Infine, nel luglio del 2003, sono state eseguite ulteriori 9 misure cautelari in carcere.
OPERAZIONE FABIOLA
Attivata nell’ottobre 1995 - quale stralcio dell’operazione “SPARTACUS”, relativa al clan “dei casalesi” - è finalizzata a far luce su una serie di episodi delittuosi perpetrati nella zona di Villa Literno (CE), sin dai primi anni ‘80.
In tale ambito, il 14 gennaio 2002, personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli - unitamente a quello dei Centri Operativi di Firenze, Padova e Torino, nonché degli organismi territoriali della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri di Caserta - ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessadal GIP di Napoli, nei confronti di 52 soggetti - tra cui figurano BIDOGNETTI Francesco, BIONDINO Francesco e SCHIAVONE Francesco, capi indiscussi del citato sodalizio criminale - ritenuti organici al clan dei caselesi.
Il provvedimento cautelare scaturisce dall'esito di complesse indagini, relative alla fase di maggior virulenza della guerra di camorra - successiva alla morte del boss BARDELLINO - periodo in cui la fazione dei “casalesi” acquisì una posizione egemonica nel territorio casertano.
OPERAZIONE BALOZI
L’indagine - finalizzata alla disarticolazione di una organizzazione criminale che, direttamente dall’Albania, organizzava e gestiva il traffico internazionale di sostanze stupefacenti - ha consentito l’arresto di 2 corrieri, un albanese ed un italiano, ed il sequestro di Kg.34 di eroina. Sono stati inoltre deferiti in stato di libertà altri 2 cittadini albanesi.
OPERAZIONE EPIRO
L’indagine, avviata dal Centro Operativo D.I.A. di Bari, ha portato, nel maggio del 2002, all’emissione di 15 provvedimenti restrittivi, di cui 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 4 misure cautelari agli arresti domiciliari e un obbligo di dimora.
OPERAZIONE LOTO BIANCO
L’operazione – esperita dal Centro Operativo D.I.A. di Firenze e dalla Squadra Mobile di Prato – è stata avviata, nel luglio 2001, a seguito dell’omicidio, in Prato, di un cittadino cinese.
Le investigazioni, infatti, hanno evidenziato l’esistenza di una organizzazione di tipo mafioso cinese, operante a livello internazionale, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini della medesima etnia, ai sequestri di persona a scopo di estorsione e ad altri reati minori.
Nel corso dei servizi effettuati sul territorio sono stati identificati alcuni accompagnatori - c.d.“teste di serpente” - dei clandestini provenienti da Parigi ed è stata tratta in arresto in flagranza, nel marzo 2002, una cittadina cinese per il sequestro di due connazionali.
E’ emerso inoltre il ruolo strategico rivestito dalla Francia, quale centrale di smistamento dei clandestini diretti in Europa.
OPERAZIONE OASI
L’operazione è scaturita da una segnalazione di “operazione sospetta” effettuata nei confronti di un appartenente al clan PARISI, noto sodalizio criminale di Bari.
In tale ambito - in cui risultano indagati 23 soggetti - il locale Centro Operativo D.I.A. ha esperito articolate indagini patrimoniali, nonché individuato i canali di riciclaggio e di reimpiego degli illeciti proventi della menzionata organizzazione criminale. E’ stato, altresì, effettuato il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore complessivo pari a € 1.850.000.
Nel mese di febbraio 2005, a seguito di articolate indagini svolte dalla DIA, č stata data esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni, per un valore complessivo di 3.000.000 di euro, emesso dal GIP del Tribunale di Bari nei confronti di alcuni affiliati al citato clan, giā condannati per associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al contrabbando di t.l.e. ed al traffico di sostanze stupefacenti.
OPERAZIONE PROPERTY
L’operazione è stata avviata nel maggio 2000 dal Centro Operativo D.I.A. di Caltanissetta, al fine di individuare il patrimonio, in Italia e all’ estero, riconducibile al noto boss mafioso nisseno Giuseppe MADONIA, detto “Piddu”. A seguito di approfondite indagini, svolte sia in ambito nazionale che in Romania, in data 30 gennaio 2002 è stato eseguito il sequestro preventivo, disposto dal G.I.P. di Caltanissetta, di 106 unità immobiliari, un terreno e 13 imprese, del valore complessivo di circa 51 milioni di euro. In tale contesto, 42 persone sono state indagate per riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. In pari data sono state eseguite perquisizioni e sequestri documentali nei confronti di 18 società rumene, con sede a Bucarest.
OPERAZIONE BRIGADIECI
A seguito di complesse indagini esperite dal Centro Operativo D.I.A. di Caltanissetta in collaborazione con il locale Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri e con la Squadra Mobile della Questura, anche al fine di verificare le dichiarazioni rilasciate da alcuni collaboratori di giustizia, la competente D.D.A. ha emesso 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere, in ordine ai reati di associazione mafiosa e omicidio.
L'operazione, in particolare, ha riguardato alcuni omicidi perpetrati in Gela, Riesi e Mazzarino (CL), tra il 1990 e 1991, da soggetti organici al clan MADONIA , in occasione della guerra di mafia contro la Stidda (c.d. clan dei PASTORI).
OPERAZIONE CONSERVA
L’operazione - che aveva già consentito di scompaginare un nuovo sodalizio criminale facente capo al boss ESPOSITO Francesco, tratto in arresto nel settembre del 2001 dalla Sezione Operativa D.I.A. di Salerno - ha portato, nell’agosto del 2002, all’arresto di 5 soggetti, tra cui figurano i tre fratelli DE FEO.
In tale ambito investigativo si è pervenuti, altresì, alla disarticolazione di un gruppo criminoso denominato "Associazione camorristica riformata", in via di costituzione, dedito ad estorsioni e traffico di stupefacenti.
OPERAZIONE CASALE
L’operazione, svolta dal Centro Operativo D.I.A. di Roma, ha permesso di disarticolare un’associazione per delinquere composta da MARESCA Ciro - figlio della più nota Pupetta MARESCA - NICOLETTI Antonio - figlio del noto Enrico, esponente di spicco della "Banda della Magliana" – e BONANNO Giovanni, orefice, il cui padre era legato al clan “dei cursoti”, di Catania.
In particolare, i predetti estorcevano orologi di grande valore presso alcune gioiellerie del centro di Roma, rivendendoli poi in altre gioiellerie compiacenti.
OPERAZIONE TAMBURO
L’operazione è stata attivata nel 1999 dalla Sezione Operativa D.I.A. di Catanzaro, su delega della locale D.D.A., per verificare quanto riferito dal direttore dei lavori di una ditta incaricata dell’ammodernamento di un tratto dell’autostrada “A3” Salerno-Reggio Calabria, in provincia di Cosenza.
In particolare, a seguito di articolate indagini, è emerso che le ‘ndrine dominanti nelle zone interessate dai lavori (cosche PERNA e RUA’ per la zona di Cosenza, ABBRUZZESE per Cassano allo Jonio e la Piana di Sibari, DI DIECO per Castrovillari e PRESTA per la zona di Torano e Spezzano) oltre a pretendere ed ottenere dalle imprese appaltatrici una somma pari, in genere, al 3% dell’intero importo dei lavori, avevano anche imposto che i sub-appalti e le forniture di conglomerati cementizi e bituminosi venissero affidati a ditte collegate ai citati sodalizi, con costi, peraltro, superiori a quelli che, sulla base dei preventivi presentati, sarebbero stati praticati da altre società.
A seguito di ulteriori accertamenti è stato, inoltre, rilevato che l’ammontare complessivo dei lavori aggiudicati alle imprese coinvolte nell’inchiesta era di circa 180 miliardi delle vecchie lire, nonché che gli stessi lavori erano stati aggiudicati con ribassi che vanno dal 25 al 28%.
In tale ambito operativo, nel 2002, sono state eseguite 40 ordinanze di custodia cautelare in carcere.
OPERAZIONE LEOPOLI
Nel luglio del 2002, allo scopo di contrastare la realtà criminale di etnia ucraina, è stata avviata un’inchiesta in ordine ad un’organizzazione criminale - attiva in Veneto, Lombardia e Piemonte - dedita alle estorsioni in danno di connazionali.
In tale contesto operativo, il 5 aprile 2003, personale del Centro Operativo D.I.A. di Torino e dell’Arma dei Carabinieri di Novara ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo piemontese, a carico di 19 persone.
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