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Home 2003 > Operazioni di rilievo 2003

 

OPERAZIONE ARCE LADINA

L’operazione è stata attivata al fine di riscontare le dichiarazioni di due soggetti - organici alle famiglie RINZIVILLOMADONIA - che hanno avanzato richiesta di collaborare con la giustizia.

Gli accertamenti esperiti hanno portato, nei mesi di gennaio e febbraio 2003, all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 5 persone - di cui 4 già detenute per altra causa - ritenute responsabili dell’omicidio di FERRIGNO Massimo.

Nel luglio 2005 il Centro Operativo di Caltanissetta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di otto persone, ritenute responsabili di omicidi commessi tra il 1985 ed il 1990.

Il 14 settembre 2006 è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto ritenuto esecutore dell’omicidio di Giuseppe CANNIZZO

OPERAZIONE GALENA

L’operazione è stata attivata, nel gennaio 2003, allo scopo di disarticolare un sodalizio criminoso - collegato alle famiglie PUCCINELLI-COCOZZA - dedito alle gestione di numerose attività estorsive ai danni di commercianti di Napoli, in particolare dei Rioni Traiano e Fuorigrotta.

In tale contesto investigativo, l’11.2.2003, personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli - coadiuvato da quello della Sezione Operativa D.I.A. di Salerno, della Squadra Mobile di Napoli e del Reparto Operativo del locale Comando Provinciale dei Carabinieri - ha dato esecuzione a due decreti di fermo di indiziato di delitto, emessi a carico di 10 soggetti - organici al prefato sodalizio - ritenuti responsabili delle citate estorsioni.

In data 7 maggio 2003, infine, personale della D.I.A. ha proceduto all’arresto di un personaggio collegato al clan camorristico in questione, ritenuto responsabile di atti intimidatori nei confronti di imprenditori - autori delle denuncie sfociate negli arresti del febbraio - operanti nel quartiere Soccavo-Rione Traiano.

Omicidio DELLE FOGLIE CARLO

Nell’agosto del 2002, il Centro Operativo D.I.A. di Bari, su delega della locale D.D.A., ha avviato un’intensa attività investigativa allo scopo di individuare gli autori dell’omicidio di DELLE FOGLIE Carlo - organico al clan CAPRIATI di Bari - il cui cadavere, carbonizzato, era stato rinvenuto in agro di Giovinazzo (BA) il 4.12.1991.

In tale contesto operativo, grazie alle precise risultanze investigative raccolte, sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria competente 7 soggetti - organici al prefato clan - per rispondere, in concorso tra loro, dell’omicidio di DELLE FOGLIE Carlo.

Il 15 maggio 2003, sulla base dei dati investigativi, è stata eseguita la misura custodiale in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, a carico dei predetti.

OPERAZIONE FIER

Il Centro Operativo D.I.A. di Firenze ha avviato articolate indagini a carico di un gruppo criminale - costituito prevalentemente da cittadini albanesi - dedito al traffico internazionale di cocaina, dall’Olanda verso il Centro-Italia.

In tale contesto investigativo sono state arrestate 10 persone - di cui 9 stranieri ed un cittadino italiano - ritenute responsabili di traffico e detenzione illegale di sostanza stupefacente; si è inoltre proceduto ad un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 2 cittadini albanesi, nonché al sequestro, complessivo, di oltre Kg. 15 di cocaina.

Il 9 gennaio 2006, personale del citato Centro Operativo, ha eseguito una un’ulteriore misura cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze - per i reati di cui agli artt. 73 del DPR n. 309/90, 81 e 110 c.p. - nei confronti un cittadino albanese.

OPERAZIONE TIBURON

L’operazione è stata avviata dal Centro Operativo D.I.A. di Torino, nel 2002, a seguito di segnalazioni di operazioni bancarie sospette - inviate dal Servizio Antiriciclaggio dell’U.I.C. - concernenti un soggetto che aveva movimentato oltre 14 miliardi di lire tra il 2000 ed il 2002.

La complessa attività investigativa è stata svolta in ordine a un’organizzazione criminale - dedita al riciclaggio di proventi illeciti - collegata ad alcuni “cambisti” - operanti all’esterno del Casinò di Saint Vincent (AO) - che per il cambio di assegni bancari praticavano ai giocatori un interesse usurario del 10%.

In particolare, il riciclaggio veniva realizzato dagli indagati tramite una società finanziaria ed idonee coperture tese a simulare lo sconto degli assegni, provento dell’usura, con contratti di prestito a favore dei “cambisti” stessi.

E’ stato altresì appurato che, in caso di difficoltà nel recupero dei crediti, il gruppo criminale attuava mirate azioni estorsive nei confronti dei malcapitati debitori.

In tale contesto sono state eseguite, nel giugno 2003, 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone, indagate per i reati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, all’usura e all’estorsione, nonché sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 1.300.000 Euro.

ARRESTO DI TROIA VINCENZO

Il Centro Operativo D.I.A. di Palermo, in data 2.7.2003, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, a carico di TROIA Vincenzo, nato a Capaci (PA) il 18.11.1965.

Secondo il quadro indiziario delineato dal G.I.P., anche sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori, il TROIA era inserito nella cosca mafiosa di Capaci (PA).

OPERAZIONE GRANSECCO

Il Centro Operativo D.I.A. di Caltanissetta, nel luglio del 2003, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla locale Autorità giudiziaria, a carico di 7 soggetti - ritenuti responsabili di associazione mafiosa finalizzata alla gestione degli appalti pubblici - nonché ad un decreto di sequestro di beni per una valore complessivo di circa 2.500.00 Euro.

Tra i destinatari dell’ ordinanza vi è anche un noto avvocato, considerato “uomo” di fiducia di “cosa nostra” e rappresentante provinciale per la zona di Enna.

Nel febbraio 2006 personale della DIA - continuando le indagini ed i riscontri sulle attività criminali del citato avvocato, principale imputato del procedimento instaurato a suo carico per associazione per delinquere di tipo mafioso - ha evidenziato le responsabilità dello stesso e di altri quattro soggetti - tutti poi colpiti da misure cautelari detentive in carcere - in ordine all’omicidio di Domenico CALCAGNO, avvenuto nel maggio 2003.

Sempre nell’ambito della medesima indagine, nel maggio 2006, sono state notificate ulteriori quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere in ordine al reato di estorsione aggravata a soggetti già colpiti nello stesso procedimento dall’imputazione di associazione mafiosa, alcuni dei quali facenti parte della “famiglia” mafiosa di Catania. I fatti sono relativi ad una ingente richiesta di denaro operata nei confronti di una società operante nel settore edilizio.

OPERAZIONE BOSCO SELVAGGIO

L’operazione è stata avviata dal Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria nel settembre del 1996, nei confronti del clan BELLOCCO di Rosarno - alleato storico dei PIROMALLI - particolarmente attivo nel settore delle estorsioni e del traffico di stupefacenti.

L’indagine trae origine dalle dichiarazioni rese ai magistrati da GREGORIO Giuseppe - genero di uno dei capi storici della citata famiglia - scomparso dal 1° marzo 1997, verosimilmente vittima di lupara bianca.

In tale contesto, il 17 novembre 2003, il G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria ha emesso 45 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, rapina, traffico d’armi e stupefacenti, riciclaggio ed altro.

Omicidio di FORTUNATO Nicola

Il 17 ottobre 2003 il Centro Operativo D.I.A. di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal locale G.I.P., nei confronti di RINALDI Antonio - organico al clan dei “DIOMEDE - ritenuto responsabile dell’omicidio di FORTUNATO Nicola, perpetrato in Bari nel 1992.

In particolare l’episodio si inquadra nella guerra tra opposte consorterie mafiose, che aveva visto il quartiere Carrassi di Bari, nel 1992, terreno di scontro tra due dei più potenti clan di quel periodo storico, quello dei “DIOMEDE” - alleato e spalleggiato dalle altrettante note famiglie dei CAPRIATI del quartiere Borgo Antico - e CAMPANALE del quartiere S. Girolamo - opposto al clan guidato dalla famiglia ANEMOLO (cui la vittima era riconducibile), alleato delle famiglie MANZARI e MONTANI del quartiere S. Paolo.

OPERAZIONE CRNA GORA 4

A seguito degli accertamenti patrimoniali esperiti dal Centro Operativo D.I.A. di Bari nei confronti di CUOMO Gerardo, sono state individuate, presso l’istituto di credito “Unione Bancarie Privee”, sedente nello Stato del Jersey (Isole del Canale), possidenze mobiliari - riconducibili al predetto, per il tramite di suoi congiunti - per un valore di circa 7.800.000, 00 euro.

Dalle risultanze investigative è emerso che tale somma era il frutto dei proventi delle attività illecite del CUOMO - e della capitalizzazione degli stessi - attivo nel settore del contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri, attività perpetrata grazie alla sua posizione di concessionario della licenza di importazione di tabacchi nel Montenegro.

In tale contesto, nel luglio 2003, nei confronti del CUOMO è stata data esecuzione, nello Stato del Jersey, ad un decreto di sequestro preventivo di beni emesso nel 2001 dal G.I.P. di Bari ed inoltrato, in commissione rogatoria internazionale, alle Autorità competenti.

OPERAZIONE PAPIRO

In data 7.11.2003 personale della D.I.A. - in collaborazione con quello della Polizia di Stato - ha dato esecuzione a diverse ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano, nei confronti di 13 soggetti, tra cui spiccano CARTA Antioco, pregiudicato, già destinatario di numerose segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, e LANDONIO Sergio, pluripregiudicato per ricettazione ed altro.

OPERAZIONE CENTO

L’Autorità giudiziaria di Milano, concordando con le acquisizioni probatorie conseguite dal Centro Operativo D.I.A. di Roma, in data 1.10.2003 ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 25 soggetti, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa ha consentito di individuare esponenti di rilievo di pericolosi gruppi criminali - operanti su tutto il territorio nazionale ed, in particolare, nel Lazio ed in Campania - collegati al clan camorristico capeggiato dal noto CENTORE Pasquale, originario della provincia di Caserta e successivamente stabilitosi a Milano, già collaboratore di giustizia.

E’ stato, altresì, accertato che il citato sodalizio - con basi operative a Nizza e Milano - ha importato in Italia, direttamente dai Paesi produttori (Marocco, Perù e Colombia) ingentissime quantità di sostanze stupefacenti, soprattutto hashish e cocaina, mediante trasporti su strada attraverso il territorio spagnolo, o via mare, tramite containers, avvalendosi anche del supporto di strutture criminali collegate direttamente ai vertici del narcotraffico colombiano.

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