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OPERAZIONE PRIUS
L’investigazione giudiziaria, avviata dal Centro Operativo DIA di Reggio Calabria nei confronti del sodalizio criminale riconducibile ai noti esponenti della ’ndrangheta reggina CONDELLO Pasquale e CONDELLO Domenico, entrambi inseriti nell’elenco dei trenta latitanti di massima pericolosità, ha consentito, il 9 febbraio 2007, a personale della DIA, con la collaborazione delle Forze di Polizia territoriali, di dare esecuzione, in Reggio Calabria e provincia, a 6 ordinanze di custodia cautelare, di cui cinque in carcere ed una agli arresti domiciliari, emesse dall’Autorità giudiziaria reggina nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonchè altri reati aggravati perchè connessi ad attività mafiose. Nel medesimo contesto operativo sono state sottoposte a sequestro preventivo le quote societarie relative a tre imprese ubicate nel reggino, per un valore complessivo di circa un milione di euro.
OPERAZIONE CAESAR
Le indagini, condotte dal Centro Operativo DIA di Palermo in ordine ad infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici, hanno permesso di acquisire elementi di prova su un sodalizio criminoso, riconducibile a “cosa nostra”, ed in particolare al “mandamento” di Partinico, che agiva per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o, comunque, il controllo di attività economiche, di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici.
Il 26 febbraio 2007, personale della DIA ha dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’Autorità giudiziaria di Palermo, per associazione di tipo mafioso ed altri reati.
OPERAZIONE PROPERTY
L’attività investigativa, condotta dal Centro Operativo DIA di Palermo, che si inquadra nell’ambito delle iniziative volte ad aggredire, anche sul piano economico-finanziario, le organizzazioni criminali mafiose, è culminata con l’esecuzione, in data 10 maggio 2007, di un decreto di sequestro preventivo di beni emesso dall’Autorità giudiziaria del capoluogo siciliano nei confronti di un imprenditore di Bagheria (PA), titolare di diverse imprese operanti nel settore edilizio, risultato essere un importante punto di riferimento degli interessi economici di diversi esponenti di “cosa nostra”, grazie all’influenza dei quali si era anche aggiudicato numerosi appalti pubblici.
L’operazione ha comportato il sequestro di un patrimonio, consistente in beni mobili ed immobili, attività imprenditoriali, quote societarie e rapporti bancari del valore complessivo di circa 40 milioni di euro.
OPERAZIONE LIOTRO
Le indagini, svolte dal Centro Operativo DIA di Milano, hanno permesso, tra l’altro, di individuare esecutori e mandanti di due omicidi di mafia perpetrati, negli anni 1991 e 1992, nella città meneghina, da personaggi riconducibili al noto clan camorristico “GUIDA” – da tempo insediato ed operante in quella provincia e dedito al traffico di sostanze stupefacenti, all'usura, alla ricettazione, al contrabbando ed alla commercializzazione di prodotti dal marchio falsificato – dimostrando altresì l’evoluzione del citato gruppo criminale da storica “cellula” prevalentemente “militare” a network d’interessi economico-finanziari.
In esito all’attività investigativa, il 17 maggio 2007 è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria milanese nei confronti di 4 persone responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio ed altri gravi reati, nonché ad un sequestro preventivo di beni immobili, attività economiche con sede in Milano, rapporti bancari e finanziari, del valore complessivo di circa 20.000.000 di euro.
OPERAZIONE GOLEM
L’operazione è stata attivata dal Centro Operativo DIA di Napoli nei confronti del gruppo criminale capeggiato dal boss Mario FABBROCINO, particolarmente attivo nell’area vesuviana, e dei sodalizi criminosi ad esso collegati.
Nel maggio 2007, sulla base delle risultanze investigative acquisite, l’Autorità giudiziaria di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 100 soggetti per associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsione, truffa aggravata, corruzione, riciclaggio ed altro, delegando la DIA all’esecuzione di 24 provvedimenti restrittivi a carico di altrettante persone, tra cui un noto imprenditore, nonché al sequestro preventivo di numerose quote societarie aziendali del valore nominale di 2 milioni di euro.
OPERAZIONE SKAMPA
Le attività investigative, condotte dal Centro Operativo DIA di Firenze in ordine ad una organizzazione criminale composta prevalentemente da cittadini di etnia albanese e dedita all’introduzione clandestina di stranieri nel territorio dello Stato ed allo sfruttamento sessuale di alcune connazionali fatte giungere illecitamente in Italia, hanno consentito l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette albanesi ed un italiano per associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falsità materiale commessa dal privato. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito il 28 giugno 2007.
OPERAZIONE BLESS
Le complesse investigazioni, iniziate nel gennaio 2005 dal Centro Operativo DIA di Reggio Calabria, a seguito di una delega della DDA del capoluogo calabrese, in ordine ai molteplici e gravi fatti omicidiari verificatisi in quella provincia nell’ambito della c.d. “ seconda guerra di mafia” (1985-1991), hanno consentito l’identificazione ed il deferimento all’A.G. di personaggi che non risultavano raggiunti in precedenza da alcuna misura giudiziaria per i gravi fatti omicidiari commessi.
In esito all’attività di indagine svolta, il 25 luglio 2007, personale della DIA, in collaborazione con quello dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria reggina nei confronti di 32 persone, tra le quali figuravano anche noti esponenti della ’ndrangheta reggina appartenenti alle cosche mafiose dei CONDELLO, BARBARO e DE STEFANO.
OPERAZIONE ARCANGELO
Le investigazioni giudiziarie condotte dal Centro Operativo DIA di Catania in ordine alle attività illecite poste in essere dal clan mafioso “SANTAPAOLA” hanno consentito, in particolare, di far luce sul ruolo centrale svolto da SANTAPAOLA Angelo – cugino del noto “Nitto” – scomparso il 26 settembre 2007 e rinvenuto carbonizzato il successivo 30 settembre in provicia di Catania, nella gestione dei profitti illeciti provenienti dalle estorsioni perpretate in danno di operatori commerciali e di imprenditori edili spesso titolari di ditte aggiudicatarie di appalti, nonché dal traffico di sostanze stupefacenti.
Sulla scorta delle risultanze investigative, il 9 ottobre 2007, personale della DIA ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria di Catania nei confronti di 33 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione ed altri gravi reati, sottoponendo, inoltre, a sequestro preventivo due agenzie di onoranze funebri, due imprese per la gestione di bar, un autolavaggio, ventitrè immobili, conti correnti, depositi bancari, tredici auto e moto, tre cavalli purosangue (di proprietà, tramite prestanome, di elementi della famiglia SANTAPAOLA) per un valore complessivo di mercato di circa 10 milioni di euro.
OPERAZIONE BERAT DIA
La complessa attività investigativa, condotta dal Centro Operativo DIA di Bari e dalla Sezione Operativa DIA di Lecce in ordine alle attività illecite poste in essere da un’organizzazione criminale dedita all’importazione dall’Albania di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, ha consentito l’esecuzione, il 9 ottobre 2007, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria di Lecce nei confronti di 12 persone, tra cui due albanesi, responsabili di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, danneggiamento, incendio doloso e detenzione di armi comuni da sparo e da guerra.
Le indagini hanno inoltre acclarato tentativi di infiltrazione del sodalizio all’interno dell’amministrazione comunale di Brindisi, nonché la simulazione di vincite al Casinò, quale strumento di riciclaggio per giustificare illecite possidenze.
Durante la fase esecutiva dell’operazione personale della DIA ha altresì eseguito il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre un milione di euro.
OPERAZIONE DOLMEN BIS
Le indagini, esperite dal Centro Operativo DIA di Bari in ordine a gravi episodi delittuosi verificatisi in quella provincia in pregiudizio di appartenenti ad opposte consorterie criminali, hanno consentito, il 12 ottobre 2007, a personale della DIA, di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Autorità giudiziaria del citato capoluogo pugliese, nei confronti di sei soggetti originari di Andria, Bisceglie e Barletta, ritenuti appartenere alla locale organizzazione di matrice mafiosa nonchè responsabili di quattro omicidi avvenuti in quei territori negli anni ‘89/91.
OPERAZIONE ORSO BRUNO
L’operazione, condotta dal Centro Operativo DIA di Roma e sviluppatasi nell’ambito del programma di cooperazione di polizia tra Italia e Canada, ha riguardato il contrasto ad una struttura criminale caratterizzata dalla transnazionalità delle proprie attività criminose e facente capo alla famiglia RIZZUTO, storicamente legata al sodalizio mafioso “CUNTRERA-CARUANA” ed alla cosca BONANNO di New York.
In tale contesto sono state svolte complesse attività investigative in diverse regioni del territorio nazionale che sono culminate, nell’ottobre 2007, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria di Roma per associazione per delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, aggiotaggio, insider trading, con l’aggravante prevista per il reato transnazionale. Il provvedimento restrittivo ha riguardato 14 persone appartenenti alla citata organizzazione diretta da Vito e Nicolò RIZZUTO. In particolare le indagini hanno consentito di far luce sulle attività illecite avviate dal predetto sodalizio tramite “cellule” operative attive in Italia, Nord America, Francia e Svizzera, con lo scopo di ottenere il controllo di attività economiche ed imprenditoriali.
Nel corso dell’operazione sono stati eseguiti sequestri preventivi di società, terreni e fabbricati per un valore complessivo di circa 80 milioni di euro.
OPERAZIONE MIDA
Le indagini, condotte dal Centro Operativo DIA di Palermo nonchè dalle dipendenti Sezioni Operative DIA di Trapani ed Agrigento, hanno consentito di rintracciare il patrimonio accumulato attraverso la gestione delle attività economiche di “cosa nostra” in quei territori da un noto imprenditore, titolare di un vasto insieme di società operanti nel settore edilizio e della distribuzione alimentare, ritenuto “referente economico” dell’attuale boss di “cosa nostra” Matteo MESSINA DENARO.
In data 20 dicembre 2007, in ossequio a quanto disposto dall’Autorità giudiziaria di Palermo, personale della Polizia di Stato ha proceduto all’arresto dell’imprenditore, mentre la DIA ha operato il sequestro preventivo di una società, di proprietà del predetto, che approvvigiona e controlla oltre 60 supermercati ubicati nella provincia di Trapani e in altri centri delle province limitrofe di Agrigento e di Palermo. Il valore complessivo dei beni ablati si è attestato vicino ai 250 milioni di euro.
OPERAZIONE BETON
L’investigazione giudiziaria è stata avviata dalla Sezione Operativa di Trapani in ordine alle attività illecite ed al reinvestimento dei conseguenti profitti realizzate da una ramificata organizzazione criminale, composta da boss e gregari delle locali consorterie mafiose, dedita al controllo delle attività economiche ed imprenditoriali della provincia attraverso una capillare presenza mafiosa all’interno di alcuni settori dell’economia, tra cui spicca quello relativo ai pubblici appalti. Le indagini, facendo luce, tra l’altro, su alcuni tentativi di infiltrazione mafiosa nel settore della produzione e della distribuzione del calcestruzzo in quei territori, hanno consentito, nel mese di dicembre 2007, di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria di Palermo nei confronti di 8 persone responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio. Durante la fase esecutiva dell’operazione, il personale della DIA ha sottoposto a sequestro preventivo beni per un valore di circa 4.500.000 euro.
OPERAZIONE SUMMIT
L’attività svolta ha confermato l’assoluta valenza dell’impostazione metodologica della Direzione di affiancare, nel contrasto dei soggetti indagati o indiziati di mafia, la strategia dell’aggressione patrimoniale alle attività investigative finalizzate alla disarticolazione dei sodalizi per colpire i capitali mafiosi sia nell’ambito del procedimento penale, sia nell’ambito della procedura di prevenzione patrimoniale.
Le indagini economico-patrimoniali avviate dal Centro Operativo DIA di Palermo e dalle dipendenti Sezioni Operative DIA di Trapani ed Agrigento sono state finalizzate sia al sequestro preventivo, sia al sequestro anticipato ai sensi della Legge antimafia, da operare nei confronti dei beni di 19 indagati per associazione mafiosa ed altri reati nonché dei rispettivi nuclei familiari.
In tale contesto sono stati, tra l’altro, acquisiti importanti elementi di prova in ordine all’esistenza di rilevanti interessi economici delle locali cosche mafiose di Canicattì e Agrigento in svariate attività imprenditoriali. Gli esiti di tale attività investigativa hanno consentito, nel 2007, il sequestro/confisca di beni del valore complessivo di circa 51 milioni di euro.
OPERAZIONE LABIRINTO
Le attività investigative, svolte dal Centro Operativo DIA di Reggio Calabria in ordine ad alcuni tentativi di infiltrazione mafiosa nei lavori di ammodernamento del tratto nord reggino dell’Autostrada A3 SA/RC, hanno consentito all’Autorità giudiziaria reggina di emettere un decreto di sequestro preventivo di beni nei confronti di cinque imprese aggiudicatarie dei lavori in subappalto – che, al fine di eludere la legislazione antimafia, avevano modificato i rispettivi assetti societari – il cui valore complessivo è di circa 12 milioni di euro.
OPERAZIONE "EPIZEFIRI" E "EPIZEFIRI 2"
A partire dagli ultimi mesi del 2005, nell’ambito della più ampia strategia di contrasto alle cosche calabresi, realizzata secondo le direttive impartite dal Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, è stato affidato alla DIA il compito di dare ulteriore impulso all’azione di aggressione ai patrimoni mafiosi, in modo da valorizzare appieno le specifiche professionalità presenti nell’Organismo interforze e gli incisivi poteri attribuiti al suo Direttore. In tale contesto operativo è stato istituito presso il Centro Operativo DIA di Reggio Calabria un apposito Gruppo investigativo composto da specialisti nelle indagini patrimoniali, il quale ha svolto, secondo un’accurata pianificazione di interventi, un complesso lavoro d’indagine che ha già consentito di raggiungere, nel breve periodo, apprezzabili risultati sia sul fronte preventivo sia su quello giudiziario. Secondo il medesimo orientamento strategico, nel 2007, si è provveduto a costituire, presso la Sezione Operativa DIA di Catanzaro, una analoga “task force”, con l’incarico di individuare, mediante mirate investigazioni giudiziarie, da svolgere nella fase di esecuzione di sentenze di condanna ex art.12 sexies della legge n.356 del 1992, le ricchezze illecitamente accumulate dalle cosche catanzaresi. Lo sforzo profuso dai due gruppi investigativi nel corso del 2007 ha permesso l’esecuzione di provvedimenti ablativi di beni del valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.
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