 |
...in modo incisivo la criminalità organizzata sia sul piano preventivo che su quello repressivo, intensificando l’attività volta alla prevenzione e neutralizzazione delle infiltrazioni mafiose nel sistema economico-finanziario attraverso il crescente monitoraggio degli investimenti pubblici, al contrasto del riciclaggio di denaro illecito e all’aggressione degli ingenti patrimoni illecitamente accumulati dalle associazioni di tipo mafioso, attraverso le misure di prevenzione antimafia.
Su tale ultimo versante l’impegno investigativo ha consentito il sequestro di patrimoni del valore di circa 880 milioni di euro, nonché la confisca di beni per circa 310 milioni di euro.
In tali ambiti, con specifico riguardo alle misure di prevenzione patrimoniali, tra i tanti, si segnalano, in particolare, l’esecuzione di un decreto di:
sequestro di beni del valore di circa 200 milioni di euro, emesso su proposta di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali formulata dal Direttore della D.I.A., operato nei confronti di un imprenditore edile palermitano legato ad esponenti di vertice delle famiglie di cosa nostra palermitana;
sequestro di beni del valore di oltre 150 milioni di euro, emesso nei confronti di componenti di una famiglia di Cassino, ritenuta contigua ad ambienti camorristici napoletani e casertani;
sequestro di beni del valore di circa 110 milioni di euro, disposto su proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A. a carico di due persone ritenute contigue al clan dei “casalesi”;
confisca di beni del valore di circa 200 milioni di euro, a carico di esponenti di rilievo di cosa nostra della provincia di Messina.
Particolare attenzione è stata, altresì, rivolta al contrasto alle attività di riciclaggio e di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonché ai meccanismi di infiltrazione della malavita nell’intermediazione finanziaria e nell’economia.
Sono stati conseguiti eccellenti risultati attraverso l’esame di oltre 18.200 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, che in 357 casi hanno portato all’attivazione delle necessarie procedure per operare approfondimenti investigativi.
Nell’ampio contesto della strategia di neutralizzazione delle infiltrazioni mafiose nel sistema economico finanziario, si inseriscono le iniziative della D.I.A. dirette ad assicurare, nel comparto dei pubblici appalti sempre più elevati standard di sicurezza e legalità. La D.I.A. ha proceduto al monitoraggio di 1.451 società ed imprese collegate impegnate nella realizzazione di opere pubbliche, con una verifica complessiva della posizione di 8.289 persone fisiche ed ha effettuato 87 accessi presso i cantieri.
Sotto il profilo del contrasto repressivo si sono registrati risultati di rilievo: sono stati assicurati alla giustizia 239 persone e 3 latitanti e sono state concluse 40 operazioni di polizia giudiziaria.
In tale contesto si ricordano, tra gli altri:
17 provvedimenti cautelari eseguiti dal Centro Operativo di Napoli nei confronti di altrettante persone inserite, a vario titolo, nell’organizzazione camorristica dei GIUGLIANO di Poggiomarino;
31 ordini di carcerazione eseguiti dalla Sezione Operativa di Lecce nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni ed altri reati commessi nell’ambito dell’operatività del gruppo CESARIO-MARTERA-CIANCIARUSO, attivo in Taranto dal 1991 al 1995. Nel medesimo contesto sono stati notificati in carcere altri 15 provvedimenti cautelari ad altrettanti soggetti detenuti;
17 ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite dal Centro Operativo di Milano nei confronti di persone legate alla cosca della ’ndrangheta “PAPALIA- BARBARO- SERGI” radicata in Lombardia;
la cattura, operata dal Centro Operativo di Palermo, del latitante LA ROSA Filippo, inserito nello speciale elenco del Ministero dell’Interno e ricercato dal 1993, esponente di rilievo della famiglia mafiosa di Ciaculli – Croceverde Giardini, legato per vincoli di parentela e per rapporti d’affari con le più prestigiose famiglie mafiose palermitane.
Nel medesimo ambito repressivo sono stati sottratti alle cosche mafiose complessivamente beni per un valore di quasi 1 miliardo di euro. Tra i provvedimenti cautelari reali si segnala il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. di un patrimonio del valore di circa 400 milioni di euro, eseguito dal Centro Operativo D.I.A. Palermo nonché dalle dipendenti Sezioni Operative D.I.A. di Trapani ed Agrigento nei confronti di due imprenditori edili operanti in quelle province di Trapani ed Agrigento, uno dei quali già condannato in via definitiva ex art. 416-bis c.p. nell’ambito del processo denominato “Mafia e appalti”.
 |
|