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...in modo incisivo la criminalità organizzaya intensificando l’attività volta alla prevenzione e neutralizzazione delle infiltrazioni mafiose nel sistema economico-finanziario attraverso il crescente monitoraggio degli investimenti pubblici, al contrasto del riciclaggio di denaro illecito e all’aggressione degli ingenti patrimoni illecitamente accumulati dalle associazioni di tipo mafioso, attraverso le misure di prevenzione antimafia.
Su tale ultimo versante l’impegno investigativo ha consentito il sequestro di patrimoni del valore di oltre 3,2 miliardi di euro, nonché la confisca di beni per circa 125 milioni di euro.
In tali ambiti, con specifico riguardo alle misure di prevenzione patrimoniali, tra i tanti, si segnalano, in particolare, l’esecuzione di un decreto di:
? sequestro di beni del valore complessivo di circa un miliardo e cinquecento milioni di euro emesso su proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A., nei confronti di un imprenditore di Alcamo nel campo dell’energia eolica;
? sequestro di beni del valore complessivo di cinquecentocinquanta milioni di euro disposto su proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal Direttore della D.I.A. e dal Procuratore della Repubblica di Palermo nei confronti di un imprenditore edile, titolare di cave e diversi impianti di calcestruzzo, ritenuto responsabile di avere gestito attività economiche, lavori in subappalto ed interessi imprenditoriali per conto di esponenti mafiosi;
? sequestro di beni del valore complessivo di settecento milioni di euro emesso su proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A. nei confronti degli eredi di una persona deceduta nel 2004 ed indiziata di appartenere al clan dei CASALESI;
? di confisca di beni del valore complessivo di cinquanta milioni di euro emesso dal Tribunale di Messina su proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A. nei confronti di due fratelli, originari di Messina, imprenditori operanti nel settore di movimento terra, che nel corso degli anni hanno continuato a relazionarsi con la criminalità organizzata locale, avvantaggiandosi di tali rapporti nell’esercizio dell’attività imprenditoriale.
Particolare attenzione è stata, altresì, rivolta al contrasto delle attività di riciclaggio e di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonché dei meccanismi di infiltrazione della malavita nell’intermediazione finanziaria e nell’economia.
Sono stati conseguiti eccellenti risultati attraverso l’esame di oltre 27.000 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, che in 363 casi hanno portato all’attivazione delle necessarie procedure per operare approfondimenti investigativi.
Nell’ampio contesto della strategia di neutralizzazione delle infiltrazioni mafiose nel sistema economico finanziario, si inseriscono le iniziative della D.I.A. dirette ad assicurare, nel comparto dei pubblici appalti sempre più elevati standard di sicurezza e legalità. La D.I.A. ha proceduto al monitoraggio di 1.165 società ed imprese collegate impegnate nella realizzazione di opere pubbliche, con una verifica complessiva della posizione di 8.159 persone fisiche ed ha effettuato 122 accessi presso i cantieri.
Sotto il profilo del contrasto repressivo si sono registrati risultati di rilievo: sono stati assicurati alla giustizia 224 persone e sono state concluse 78 operazioni di polizia giudiziaria.
In tale contesto si ricordano, tra gli altri:
? un provvedimento cautelare eseguito dal Centro Operativo di Roma nei confronti di 68 persone inserite, a vario titolo, nei diversi sodalizi mafiosi radicati in diverse Regioni italiane;
? un provvedimento cautelare eseguito dal Centro Operativo di Catania nei confronti di 18 persone facenti parte di un sodalizio mafioso operante nella provincia etnea, ritenute responsabili di estorsioni in danno di operatori commerciali del settore delle onoranze funebri e cliniche private, trasferimento fraudolento di valori finalizzato ad eludere l’applicazione di misure di prevenzione patrimoniali ed illecita concorrenza attraverso la costituzione di un “cartello” di imprese diretto ad egemonizzare, con fini monopolistici, il mercato delle onoranze funebri nel capoluogo ed in altri centri di quella provincia;
? un provvedimento cautelare eseguito dal Centro Operativo di Torino nei confronti di 8 persone da tempo insediatesi in Piemonte e riconducibili alla ‘ndrangheta reggina, ritenute responsabili di riciclaggio e reimpiego di capitali di illecita provenienza;
? un provvedimento cautelare eseguito dal Centro Operativo di Reggio Calabria nei confronti di 7 persone riconducibili alla cosca “LIBRI” della ‘ndrangheta reggina, ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione e danneggiamento aggravati perché connessi ad attività mafiose dirette ad attuare un rigido sistema di controllo delle commesse pubbliche nella provincia reggina.
Nel medesimo ambito repressivo sono stati sottratti alle cosche mafiose complessivamente beni per un valore di quasi 275 milioni di euro.
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