I comandi dei Vigili del fuoco
La tradizione tramandata dai pompieri nel tempo costituisce oggi il patrimonio dei
Vigili del Fuoco.
L'unità d'Italia trovò, in materia di servizio antincendio, una situazione quanto
mai varia. Ai pochi Corpi pompieristici locali a carattere volontario e limitati alle
circoscrizioni comunali, facevano riscontro vaste zone, addirittura intere regioni, completamente
prive di qualsiasi difesa organizzata contro il fuoco.
Questo problema fu riconosciuto soltanto nel 1935 quando, con decreto legge 10 ottobre 1935,
n. 2472, veniva istituito il primo organismo antincendio a carattere nazionale, il Corpo dei
Pompieri, alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno. Distinto in Corpi provinciali con
sedi nei Comuni capoluoghi di provincia, la nuova istituzione demanda ad un Ispettorato Centrale le
funzioni eminentemente tecniche di indirizzo e di coordinamento. Lo stesso decreto legge istituiva,
presso il Ministero dell'Interno, la Cassa Sovvenzioni Antincendi.
Il successivo decreto ministeriale 18 febbraio 1936 riconosceva alla Cassa Sovvenzioni
Antincendi personalità giuridica, stabiliva la composizione del Consiglio di Amministrazione e
attribuiva al Ministero dell'Interno la vigilanza sulla Cassa stessa. In caso di necessità
affiancava al personale permanente, il personale volontario reclutato in sede locale che era
chiamato a prestare servizio per un tempo determinato. Nei casi di calamità grave il personale
permanente dei Corpi e quello volontario con almeno sei mesi di servizio effettivamente prestato,
veniva militarizzato. (Nel periodo bellico infatti l'organizzazione fu dotata di armamento anche se
di tipo leggero).
Con la legge 27 febbraio 1939, n. 333, il Corpo pompieri assumeva la denominazione di Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco, si istituivano una Scuola Centrale di applicazione per gli
allievi Ufficiali ed una Scuola Centrale di istruzione per gli allievi vigili, si modificava,
infine, la composizione del Consiglio di amministrazione della Cassa Sovvenzioni Antincendi.
La legge 27 dicembre 1941, n. 1570 abrogava tutte le precedenti e disciplinava, ex novo,
sia la materia giuridica, che quella tecnico-amministrativa dell'organizzazione dei servizi
antincendi e dei soccorsi tecnici in genere. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
restava alla diretta dipendenza del Ministero dell'Interno. L'assunzione del personale permanente
avveniva, come tuttora avviene, su base nazionale, in seguito a concorso indetto dal Ministero
dell'Interno, che disponeva altresì in materia di trasferimenti. Di contro, le promozioni, le
sanzioni disciplinari, i provvedimenti di aspettativa rientravano tra le attribuzioni dei Corpi.
Nel 1961 avviene un vero e proprio riadeguamento normativo ed organizzativo del servizio
antincendi, con la Legge n. 469 del 13 maggio del 1961, e si attua un nuovo tipo di organizzazione
negli aspetti fondamentali tuttora esistente. Sono soppressi i singoli Corpi provinciali e la Cassa
Sovvenzioni Antincendi, i cui patrimoni passano allo Stato, e si istituisce un unico Corpo
nazionale a carattere civile, organicamente suddiviso in Comandi provinciali, Distaccamenti e Posti
di vigilanza, secondo la vecchia disposizione dei Corpi provinciali. A detta strutturazione si
affianca una novità importante: vengono istituiti gli Ispettorati di zona, regionali e
interregionali, che hanno il compito di realizzare il coordinamento funzionale dei Comandi
provinciali. Innovativa è la caratterizzazione civile del Corpo, con la conseguente applicazione
per tutti coloro che sono in organico delle norme inserite nel Testo unico degli impiegati civili
dello Stato, cioè il D.P.R. n. 3 del 1957. Nello stesso anno, con la Legge n. 1169 del 31 ottobre
1961, mediante la quale viene istituito il Ruolo Tecnico Antincendi, comprendente una carriera
direttiva ed una carriera di concetto. Non viene più richiesto il requisito di Ufficiale delle
Forze Armate né quello dell'esercizio della professione.
Con la Legge n. 996 dell'8 dicembre del 1970, inerente le norme sul soccorso e l'assistenza
delle popolazioni colpite da calamità, la Direzione Generale dei Servizi Antincendi, presso il
Ministero dell'Interno, assunse la denominazione di Direzione Generale della Protezione Civile e
dei Servizi Antincendi e le strutture del Corpo, pur mantenendo le attribuzioni previste furono
così riordinate: Ispettore generale capo, Servizio tecnico centrale, Scuole centrali
antincendi e di protezione civile, Centro studi ed esperienze, Ispettorati regionali ed
interregionali, Comandi provinciali, Distaccamenti e Posti di vigilanza, Colonne mobili regionali
di soccorso. Viene istituito anche un Servizio Sanitario del Corpo ed un Servizio ginnico-sportivo,
il Corpo viene dotato di un Servizio Telecomunicazioni costituito da un Centro Radio e da
Laboratori Radio Regionali ed Interregionali che congiunge i Comandi da un estremo all'altro
dell'Italia.
I ruoli del personale vengono ristrutturati, con la Legge n. 850 del 27 dicembre 1973, e
viene data una caratterizzazione più marcatamente civile ai servizi espletati dai Vigili del
Fuoco. Sono specificate nuove figure professionali e viene introdotto per la prima volta
in organico personale del ruolo amministrativo-contabile con funzioni di supporto all'attività del
Corpo stesso. Non esistono più Ufficiali, Sottufficiali ecc., ma Ingegneri, Geometri o Periti del
ruolo tecnico, Capi reparto, Capi squadra e Vigili.
La Legge n 930 del 23 dicembre 1980 è un nuovo importante complesso di norme che regolano
l'Organizzazione dei Vigili del Fuoco: si specifica che il Servizio Tecnico Centrale deve
predisporre l'elaborazione e l'aggiornamento della normativa nazionale in materia di prevenzione ed
interventi aeroportuali, partecipando alla formulazione delle norme internazionali in tema di
prevenzione ed interventi aeroportuali, provvedere ai programmi di addestramento, di acquisto
macchinari e materiale tecnico. Viene istituito il Servizio Ispettivo Antincendi Aeroportuale e
Portuale, funzionalmente connesso con il Servizio Tecnico Centrale, suddiviso in tre Ispettorati,
rispettivamente per l'Italia settentrionale, l'Italia centrale e la Sardegna, e per l'Italia
meridionale e la Sicilia.
La legge n. 66 del 4 marzo del 1982, autorizza l'espletamento di concorsi per l'immissione
in ruolo di altri vigili del fuoco, con una riorganizzazione funzionale delle carriere
presenti, che però non introduce sostanziali modificazioni delle strutture organizzative.
Nel complesso della struttura il Corpo dispone oltrechè delle Scuole Centrali Antincendi, anche
dell'Istituto Superiore Antincendi (I.S.A.), organismo che si occupa della formazione e
l'aggiornamento ad alto livello del personale. Importante sede di applicazioni pratiche è anche il
Centro Polifunzionale di Addestramento sito a Montelibretti in località extraurbana. Nuclei
speciali di elicotteristi e sommozzatori rendono ancor più efficace l'azione di soccorso verso
chiunque ed in ogni luogo colpito da sinistro. Consistente è anche la Rete Nazionale per il
rilevamento della radioattività, distribuita su tutto il territorio ed ubicata in "siti" scelti
nelle Sedi di servizio del Corpo Nazionale, dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello
Stato. Il regolamento impone ai Vigili del Fuoco di prestare servizio ovunque possano recare
soccorso, anche se non di turno.
Con la Legge 24.2.1992 n. 225 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco diviene componente
fondamentale della Protezione Civile, della quale fanno parte anche le Forze armate, le
Forze di polizia, il Corpo forestale dello Stato, la Croce Rossa italiana, le Organizzazioni di
volontariato ecc.
Attualmente l'organizzazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco garantisce la massima
tempestività di intervento mediante la capillarità della distribuzione del personale e la
flessibilità delle strutture operative, si compone di 16 Ispettorati Interregionali o Regionali,
100 + 3 Comandi Provinciali, oltre 300 distaccamenti di città o di provincia, 55 distaccamenti
aeroportuali e portuali, 44 tra nuclei di sommozzatori e di elicotteristi e circa 200 distaccamenti
formati da personale volontario.
Gli interventi dei vigili del fuoco nella storia
Il percorso storico vede la trasformazione nel tempo del vecchio pompiere in
moderno vigile del fuoco, ma i mutamenti avvenuti nel corso degli anni hanno lasciato intatta la
sostanza di una tradizione nobilissima, ispirata al più elevato senso civico e alla solidarietà.
La funzione che distingue il Corpo Nazionale è il suo intervento in ogni calamità che si
abbatte sul Paese. Nella guerra del 1940-45 i vigili del fuoco operarono nelle città colpite dalle
incursioni aeree; ovunque la popolazione civile fu bersaglio delle offese belliche, là si manifestò
l'opera a volte eroica dei Vigili.
Il Corpo ha operato nelle alluvioni del Polesine, della Calabria, del Salernitano, della
Toscana; nei terremoti della Sicilia e del Friuli, in Umbria e nelle Marche; nei disastri del
Vajont e della Val di Stava, nell'incendio della Fenice a Venezia, nel rogo del Duomo di Torino, e
tante altre ancora. Le medaglie d'oro, d'argento, di bronzo al valor civile ed al valor militare,
gli attestati di benemerenza, testimoniano le virtù del Corpo Nazionale che annovera una numerosa
schiera di vigili eroicamente caduti nel compimento del loro dovere, ai quali si affiancano i
volontari che, per elevato spirito di altruismo, hanno offerto la loro vita.
La loro opera ha avuto modo di spiegarsi anche oltre i confini dell'Italia, con interventi
nei Paesi Bassi, Grecia, Salvador, Messico, Algeria, Camerun, Azzorre, Armenia, e con l'assistenza
ultima alle popolazioni della ex Iugoslavia.
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