Il Fondo edifici di culto
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Un patrimonio ricco e variegato amministrato dalla Direzione centrale per l'amministrazione del Fondo edifici di culto, inserita nel Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, in sede centrale, e dalle prefetture-uffici territoriali del Governo a livello provinciale.
Il Fondo edifici di culto, che nell'attuale organizzazione ha come suo legale rappresentante il ministro dell'Interno coadiuvato da un Consiglio di amministrazione, è una realtà del tutto particolare nella pubblica amministrazione, sia per storia ed origine del suo patrimonio, proveniente dagli enti religiosi disciolti dalla cosiddetta legislazione eversiva di fine 800, che per i compiti cui è preposto: garantire una gestione attenta volta alla conservazione, restauro, tutela, salvaguardia e valorizzazione degli edifici sacri, aperti al pubblico e concessi in uso gratuito all'Autorità Ecclesiastica, di grandissimo pregio storico, artistico e culturale, dislocati su tutto il territorio nazionale e delle molteplici opere d'arte in essi custodite e universalmente conosciute.
Tra le oltre 750 chiese del Fondo edifici di culto basta citare: San Domenico, a Bologna; Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze; Santa Maria in Ara Coeli, Santa Maria sopra Minerva e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio a Roma; Santa Chiara con l'annesso monastero e San Gregorio Armeno a Napoli; la Chiesa del Gesù a Palermo. All'interno sono conservate opere di maestri della storia dell'arte internazionale quali Michelangelo Buonarroti, Guido Reni, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini,
Insieme alle chiese, il Fondo annovera nel suo patrimonio importanti aree museali, come le "case romane" sottostanti la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, a Roma, una domus romana, unica per la sua ricchezza e conservazione; il Museo dell'Opera di Santa Chiara e l'adiacente chiostro maiolicato nell'omonimo monastero campano, e la Sala degli Arredi sacri, all'interno della Basilica di San Domenico Maggiore, a Napoli.
Se la parte più rappresentativa del patrimonio del Fondo Edifici di Culto è costituita dagli edifici sacri, appartengono al Fondo anche numerosi beni di altra natura, tra i quali spicca per la sua particolarità la foresta di Tarvisio: un'area naturale incontaminata di circa 23.000 ettari particolarmente apprezzata per la presenza di rari esemplari di flora e fauna.
Il Fondo edifici di culto annovera fra i suoi beni anche un fondo librario antico, custodito nella biblioteca della Direzione centrale e costituito da circa trecento volumi editi dall'anno 1552. Le edizioni, di grande pregio storico ed artistico per le splendide illustrazioni eseguite con incisioni xilografiche e calcografiche, riguardano non solo opere giuridiche ma anche classici della letteratura.
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