Servizio Polizia Scientifica – Strutture
Formazione, addestramento e aggiornamento professionale
La Sezione Formazione e Didattica della I Divisione gestisce le attività relative alla formazione, all’addestramento e all’aggiornamento professionale, con competenza sia per il Servizio che per i Gabinetti periferici. Tali attività riguardano i corsi di formazione previsti per il personale della Polizia di Stato, quelli per gli operatori della Polizia Scientifica, nonché i corsi organizzati dalla Polizia Scientifica per soggetti esterni.
Le attività curate dalla Sezione riguardano la definizione del programma, la gestione della didattica e delle comunicazioni inerenti tali attività..
UNITA’ PER L’ANALISI DEL CRIMINE VIOLENTO (UACV)
L'Unità ha il compito di supportare gli organismi investigativi e l'Autorità Giudiziaria attraverso un'attività di studio, analisi ed elaborazione di tutte le informazioni disponibili nel caso di:
- omicidi senza apparente movente e/o di particolare efferatezza;
- omicidi e violenze sessuali riconducibili ad un unico autore;
- rapine in ambiente videocontrollato.
Il percorso metodologico seguito dall'U.A.C.V. nella trattazione di un caso passa attraverso quattro momenti fondamentali, strettamente collegati tra loro:
- esame della scena del crimine;
- analisi della scena del crimine;
- analisi delle informazioni;
- analisi del comportamento.
L’U.A.C.V. si avvale di un sistema di supporto informatico denominato Sistema per l’Analisi della Scena del Crimine (S.A.S.C.), in evoluzione grazie all’utilizzo di nuovi sistemi informatici realizzati su piattaforma iBase-Analyst’s Notebook.
Tutte le informazioni relative ad omicidi, rapine e violenze a sfondo sessuale trasmesse dall'autorità giudiziaria e/o dagli organismi investigativi, o ricavabili da fonti aperte, vengono analizzate e memorizzate all'interno del S.A.S.C., anche allo scopo di ricercare episodi criminali con caratteristiche di analogia o serialità. Grazie alle attività di analisi e con le esperienze maturate e codificate, l’U.A.C.V. è in grado di orientare le strategie investigative o suggerire ipotesi investigative.
In seno all’U.A.C.V. opera, altresì, un elite di investigatori che svolge attività di confronto fra i dati biometrici e descrittivi contenuti nella scheda “persona scomparsa” con quella del “cadavere non identificato, previsto dal sistema Ri.Sc., coordinando l’attività di implementazione ed inserimento demandata al personale dei Gabinetti di Polizia Scientifica.
Altresì, l’impiego di metodologie di psicologia e l’uso di strumenti di arte forense consentono l’elaborazione di identikit, age progression e ricostruzione dei volti.
L’esecuzione di un identikit è un’attività complessa che richiede abilità qualificate da parte degli operatori di Polizia, infatti a partire dal ricordo di un testimone o di una vittima, raccolto tramite un’intervista ad opera del disegnatore, si possono rappresentare le caratteristiche del volto del sospetto responsabile di un reato, utilizzando la composizione fisionomica facciale computerizzata o disegnando a mano libera.
L’age progression, il cui termine significa letteralmente sviluppo o evoluzione di un volto causata dall’età, è una procedura di arte forense, applicata prevalentemente in casi di persone scomparse o di criminali latitanti da lungo tempo. Ciò permette di ipotizzare le modifiche subite dal viso di un soggetto nel corso degli anni, per produrre una immagine che, con ragionevole probabilità, rappresenta l’aspetto attuale di una persona di cui si hanno immagini datate o testimoni che hanno visto il soggetto di recente.
La ricostruzione facciale è la rappresentazione visiva dei dati biologici emersi dall’indagine antropologica. Essa contribuisce a giungere ad una possibile identificazione di resti umani non identificati e aiuta il richiamo alla memoria di sospetti d’identità attraverso la sua diffusione tramite i media che in alcuni casi ha permesso di giungere ad un’identificazione positiva. La ricostruzione facciale, non costituisce un metodo identificativo, poiché il volto è solo in parte influenzato dalla struttura ossea sottostante, ma costituisce un modo per unire le diverse informazioni del profilo biologico in un’immagine simulata e ricostruita che appare come se fosse tangibilmente reale.
In definitiva il compito di un agente di polizia addetto in arte forense non è quello di ottenere un volto necessariamente identico a quello del sospettato, ma di indirizzare le indagini verso una tipologia di individuo, tuttavia la ricerca della somiglianza deve essere comunque il risultato finale che ci si propone di ottenere.
La ricostruzione della dinamica in 3D dell'evento criminale viene effettuata attraverso l’utilizzo di una vasta gamma di moderne tecnologie di rilievo tramite laser scannner capaci di riprodurre, riprogettare, ricreare fedelmente la scena del crimine.
L’uso di software dedicati consente la trasformazione delle superfici puntiformi rilevate a superfici poligonali, ai fini di una dettagliata analisi e ricostruzione della scena del crimine.
L’UNITÀ DELITTI INSOLUTI (U.D.I.)
Nel 2009, con decreto del capo della Polizia, è stata istituita, presso la Direzione Centrale Anticrimine, l’Unità Delitti Insoluti (U.D.I.), composta da personale del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Polizia Scientifica, che rappresenta l’organismo di riferimento per gli uffici investigativi della Polizia di Stato ed i Gabinetti di Polizia Scientifica, nel settore delle indagini sui delitti irrisolti.
L’Unità ha il compito di:
- coordinare e promuovere, anche con partecipazione diretta, tutte le indagini sui cd. “casi freddi”;
- autorizzare il ricorso, da parte degli organismi investigativi, a personalità del mondo scientifico esterne all’Amministrazione della Polizia di Stato, qualora vengano individuate delle professionalità tecniche tali da fornire particolari valori aggiunti non altrimenti conseguibili con le risorse fornite dalla stessa Unità;
- sovrintendere all’implementazione dell’archivio S.A.S.C. (Sistema Analisi Scena del Crimine) da parte dei Gabinetti di Polizia Scientifica;
- segnalare alle Squadre Mobili ed ai Gabinetti di Polizia Scientifica le nuove opportunità di approfondimento scientifico ed investigativo, nonché esprimere un parere sulle metodologie di esplorazione adottate dagli uffici investigativi.
LABORATORIO VIDEO
Il Laboratorio video si occupa principalmente di supportare ogni attività che necessita di documentazione di tipo professionale. In particolare provvede a:
- videodocumentare la scena del crimine con telecamere professionali digitali, direttamente in fase di sopralluogo nei casi di particolare rilevanza;
- supportare l’attività di documentazione per fini di Ordine Pubblico dei Gabinetti Interregionali e Regionali di Polizia Scientifica;
- realizzare montaggi audio-video e filmati audio/video relativi a conferenza e/o seminari che vedono coinvolto direttamente il Servizio Polizia Scientifica;
- svolge attività di analisi per il miglioramento delle immagini mediante software dedicati con finalità di supporto all’attività investigativa ed attività di rilevazione di parametri antropometrici relativi alla determinazione dell’altezza di soggetti ripresi a video.
LABORATORIO FOTOGRAFICO
Il laboratorio fotografico viene impegnato in attività di sopralluogo, sperimenta nuovi software da impiegare per l’identificazione della persona sia a fini preventivi che giudiziari ed è specializzato nell’impiego di particolari tecnologie strumentali utili al miglioramento delle immagini.
IL GRUPPO E.R.T. (ESPERTI NELLA RICERCA DELLE TRACCE SULLA SCENA DEL CRIMINE)
Il gruppo E.R.T. (esperti nella ricerca delle tracce sulla scena del crimine) è formato da personale specializzato nelle discipline attinenti alla ricerca delle fonti di prova (esame della scena del crimine, esaltazione di impronte latenti, biologia, balistica, esplosivistica, dattiloscopia e videodocumentazione) con un organico di 20 operatori di Polizia Scientifica e viene diretto da un funzionario del Servizio individuato di volta in volta in base alla tipologia d’intervento.
Sezione Medicina Legale e Psicologia applicata alla criminalistica.
Nell’ambito della Sezione “Medicina Legale e Psicologia applicata alla criminalistica” sono affidate attività, proprie della Polizia Scientifica, quali quelle afferenti l’analisi delle testimonianze, la realizzazione di identikit, l’elaborazione di age progression, nonché l’analisi e la redazione di relazioni fisionomiche-antropometriche, in diretta sinergia con l’U.A.C.V. e con la Sezione “Sistemi Informativi per l’analisi ed il supporto” per i possibili profili connessi e congiunti. La medesima sinergia è assicurata su aspetti di sopralluogo e su interventi riferiti ad ambiti di competenza dell’U.D.I., nonché a momenti formativi di addestramento e aggiornamento di settore.
IDENTITA' PREVENTIVA
La Sezione comprende il Casellario Centrale d'Identità, il più consistente archivio di dati identificativi del Ministero dell’Interno, al quale pervengono i cartellini fotosegnaletici redatti dalla Polizia di Stato, dall'Arma dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e, tramite i canali di cooperazione internazionale, dalle polizie straniere. Per la gestione dei cartellini fotosegnaletici archiviati, che attualmente sono circa 11 milioni, il Casellario Centrale d'Identità si avvale del Sistema automatizzato di riconoscimento delle impronte digitali e palmari APFIS (Automated Palmprint and Fingerprint Identification System), che consente di memorizzare le fotografie, le immagini delle impronte e i dati anagrafici e biometrici delle persone sottoposte a rilievi.
Nell’ambito del Casellario Centrale di Identità è stato istituito il Gruppo Identificazione Dattiloscopica con l’obiettivo di garantire ai cittadini una maggiore sicurezza e innalzare l’efficacia delle attività di controllo del territorio. Il GID attivo nell’arco delle 24 ore, effettua i controlli dattiloscopico delle impronte a supporto degli Uffici centrali e periferici dell’intero territorio nazionale.
IDENTITA' GIUDIZIARIA
La Sezione provvede all'identificazione degli autori di reato attraverso i frammenti di impronte, digitali o palmari, rilevati sul luogo del delitto. Dopo il giudizio di utilità degli stessi, infatti, si procede al confronto, per esclusione o per sospetto, con le impronte delle persone segnalate dagli investigatori. Le ricerche vengono effettuate dagli operatori specializzati, inserendo i dati nel Sistema APFIS che restituisce in tempi rapidi un elenco di potenziali candidati, successivamente analizzati dal personale esperto in dattiloscopia. La Sezione svolge inoltre accertamenti su impronte da scarpa e da pneumatici.
IL Sistema per l’Identificazione Automatica delle Impronte Digitali e Palmari - APFIS
L' A.P.F.I.S., acronimo di Automatic Palmprint and Fingerprint Identification System, è un sistema informatico in grado di svolgere tutte le attività necessarie per l'accertamento dattiloscopico dell'identità. Il sistema, infatti, acquisisce e memorizza i cartellini fotosegnaletici, li classifica, rileva e codifica i punti caratteristici e, infine, confronta le impronte inserite dagli operatori con quelle di tutti i cartellini archiviati nella banca dati del Casellario Centrale di Identità. Come risultato di tutte queste elaborazioni l'APFIS fornisce una lista dei probabili candidati che sarà poi verificata dai dattiloscopisti. I frammenti di impronta giudicati utili ma non identificati rimangono nella memoria del sistema e vengono confrontati con le impronte inserite successivamente.





