I compiti
La Polizia di Prevenzione è un apparato a valenza specialistica costituito, a livello centrale, dalla Direzione Centrale per la Polizia di Prevenzione (D.C.P.P.) incardinata nel Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e, a livello periferico, dagli uffici DIGOS operanti presso le Questure.
RIFERIMENTI NORMATIVI
L'attuale denominazione dell'Ufficio in Direzione Centrale della Polizia di
Prevenzione deriva dalla legge 121/'81 sul nuovo ordinamento della Pubblica Sicurezza.
I decreti interministeriali del 16 ottobre 1984, del 1 dicembre 1986 e dell'8 aprile 1991 ne
hanno ridisegnato l'organigramma interno, ora articolato in due Servizi, per complessive otto
divisioni, una delle quali (D.O.S.) posta alle dirette dipendenze del Direttore Centrale.
COMPITI
Nella fase attuale, l'azione preventiva e di contrasto è indirizzata particolarmente verso i seguenti obiettivi:
- organizzazioni terroristiche interne ed a carattere internazionale;
- associazioni eversive aventi tra i propri scopi l'incitamento alla divisione ed alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi cui fanno riferimento la legge 13.10.1995 n.654 ed il D.L. 26.4.1993 n.122, convertito con legge 25.6.2993 n. 205, ovvero riconducibili alla fattispecie di cui all'art. 1 della legge 20.6.1952 n.645 recante norme di attuazione della XII disposizione finale e transitoria della Costituzione;
- associazioni che perseguono l'obiettivo della distruzione dell'integrità, dell'indipendenza e dell'unità dello Stato ovvero la modifica dell'assetto costituzionale con mezzi non consentiti dall'ordinamento; gruppi estremisti che perseguono scopi di sovvertimento sociale attraverso il ricorso alla violenza o a pratiche illegali;
- associazioni a carattere militare o paramilitare di cui al D.Lgs. 14.2.1948 n.43;
- reati contro la P.A., qualora il fenomeno, in ragione della sistematicità e della gravità dei fatti delittuosi registrati, assuma dimensioni tali da incidere sulla credibilità e sullo stesso funzionamento delle Istituzioni;
- flussi di immigrazione clandestina e traffico internazionale di armamenti per gli aspetti connessi al coinvolgimento di organizzazioni terroristiche, nazionali ed internazionali;
- associazioni segrete;
- congregazioni ed altre realtà di tipo settario che perseguono finalità controindicate;
- terrorismo informatico e telematico;
- fenomeni di "violenza di gruppo" ispirati ad ideologie connotate dal ricorso sistematico a comportamenti aggressivi;
- episodi di illegalità nelle manifestazioni sportive ad opera di formazioni organizzate;
- altre fenomenologie trasgressive da cui derivino, anche indirettamente, ripercussioni negative per la difesa e la sicurezza dello Stato, la tutela della libertà e dell'esercizio dei diritti dei cittadini, nonché dell'ordine e della sicurezza pubblica.





