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Basilica di S. Bernardino (Aquila)

Basilica di S.Bernardino (Aquila) - Campanile e cupolaIl primo impianto della basilica risale alla metà del XV secolo, fu costruita per accogliere le spoglie di San Bernardino da Siena, morto all’Aquila il 20 maggio 1444. Furono soprattutto i confratelli Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca a volere fortemente l’edificazione di una grande basilica, dopo che gli aquilani ottennero dal pontefice che il corpo del santo restasse in città.
La facciata, assai imponente, è preceduta da una scalinata in pietra ed è tripartita da coppie di colonne sovrapposte d’ordine dorico, ionico e corinzio.
Ad alleggerire la struttura, tre grandi oculi e un’elegante serliana che sormonta il portale centrale, impreziosito da una lunetta con altorilievo.
L’interno si sviluppa per una lunghezza di circa 100 metri, con la navata centrale coperta da soffitto ligneo d’impianto barocco e quelle laterali con copertura a crociera e sei cappelle per lato; il corpo centrale, a pianta ottagonale attorno al quale si aprono delle cappelle, precede lo spazio absidale allungato, arricchito da un coro ligneo dell’intagliatore abruzzese Giancaterino Ranalli.
Le scosse telluriche del 1461 e del 1703 imposero delle modifiche strutturali all’intero complesso, in particolare alla cupola, che in origine si impostava su un alto tamburo e caratterizzava in tal modo il profilo della città.

L’apparato decorativo della basilica è assai ricco: a Silvestro dell’Aquila (Silvestro D’Ariscola) e a Cola di Amatrice (Nicola Filotesio) è attribuita, tra la fine del XV e il principio del XVI secolo, l’esecuzione della facciata. L’Ariscola, fu anche autore del bellissimo sepolcro di Maria Pereyra e dell’imponente monumento funebre di S. Bernardino.
Basilica si S.Bernardino (Aquila) - EsternoQueste due opere scultoree, collocate rispettivamente nel presbiterio e in una cappella dedicata al Santo nella navata destra, rappresentano la piena adesione in terra d’Abruzzo del gusto rinascimentale che proprio allora andava sviluppandosi in Italia centrale.
Nel XVI secolo si aggiunsero, nella seconda cappella a destra, la splendida pala d’altare in terracotta invetriata raffigurante la Resurrezione eseguita da Andrea della Robbia e la monumentale tela di Rinaldo Fiammingo (Aert Mijtens) con la Crocifissione, mentre si devono all’artista napoletano Girolamo Cenatiempo i dipinti settecenteschi sul soffitto della navata centrale, a dimostrazione di una viva circolazione di artisti e opere anche in territorio abruzzese.
Non mancò l’apporto di alcuni artisti locali che vollero contribuire e completare il complesso impianto decorativo della basilica: Pompeo Cesura, autore della pala d’altare della quarta cappella della navata destra, Giovanni Battista Bedeschini che eseguì la tela raffigurante l’Ecce Homo, l’intagliatore Ferdinando Mosca da Pescocostanzo che realizzò lo spettacolare soffitto ligneo della navata centrale, Donato Teodoro, autore della decorazione ad affresco sulla volta della sacrestia e Bernardino Mosca, a cui si deve il magnifico organo barocco situato nella cantoria della controfacciata.

Dai primi sopralluoghi condotti dai tecnici, risulta che il disastroso terremoto del 6 aprile 2009 ha arrecato seri danni alla basilica. La copertura del campanile e tre dei quattro lati della cella campanaria hanno subito un crollo che pone a rischio sia la cupola che la sottostante zona del presbiterio. È stato inoltre riscontrato un quadro fessurativo di grave entità riguardante il tamburo, la cupola e alcune cappelle laterali. Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, sotto la guida della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio dell’Abruzzo, per scongiurare ulteriori collassi delle murature già lesionate, ha provveduto alla messa in sicurezza della struttura; sono state inoltre poste in salvo le venerate spoglie di S. Bernardino, rimaste fortunatamente intatte nell’urna moderna risalente al XX secolo.


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