Quarto Santa Chiara
Patrimonio Boschivo del Fondo Edifici di CultoNella seconda metà del secolo XIII il complesso dei feudi di Palena si trovò in possesso di Tommaso Centelmo conte di Palena, il quale morendo lasciava tre figli: Simone, Odorisio e Florisenda. Il primogenito Simone, che per leggi e consuetudini feudali vigenti nelle province meridionali d'Italia aveva l'obbligo di provvedere vitae et militiae al cadetto e di costituire alla sorella la dote di paragio, il 4 maggio del 1268 assegnava, come gli era consentito dalla speciale costituzione di Federico II Fratrubus ob dotes, a Florisenda per dote di paragio la metà del territorio feudale di Forca Palena.
Florisenda, che intanto era entrata nel monastero delle Clarisse di Sulmona diventandone Badessa, donò questa metà del feudo di Forca Palena al monastero stesso,il quale restava obbligato a pagare a titolo di servizio feudale o Odoha alla regia Corte tareni aurei ventisei e grana cinque.
A convalidare la donazione nel 1305 veniva chiesto il regio assenso, che Carlo II d'Angiò concesse nello stesso anno.
Nell'anno seguente il medesimo Sovrano, sempre su richiesta della badessa Florisenda, ordinava la materiale divisione del feudo di Forca tra il monastero e Simone Cantelmo.
Castro di Forca Palena era feudo nobile abitato e faceva parte (octavam parte) di quel complesso di feudi formanti il Comitato di Palena.
Durante questo periodo, e cioè dal 1306, epoca della divisione tra il monastero e il feudatario di Palena, al 1454, il feudo di Forca Palena, benché utilmente posseduto per metà dal monastero e per metà dal conte di Palena, fu sempre considerato come feudo unico.
Nel 1464 metà del feudo, quello allora in possesso del principe di Caramanico, venne concessa dal re Ferrante D'Aragona a favore dell'università di Palena.
In tal modo l'ex feudo divenne, successivamente, per una parte di proprietà del comune di Palena e per un'altra del monastero delle Clarisse di Sulmona al quale, per effetto delle leggi eversive dei beni dei soppressi enti ecclesiastici e del decreto luogotenenziale del 17 febbraio 1861, succedeva prima la Cassa Ecclesiastica e poi il Fondo Culto.
Seguì un complesso contenzioso le cui questioni principali riguardarono lo scioglimento delle promiscuità e la conseguente divisione del demanio ex feudale Quarto di S. Chiara fra i tre interessati Fondo Culto, comuni di Palena e di Pescocostanzo, nonché questioni accessorie relative alla restituzione dei frutti, a pretesi interessi e danni.





