Comunicati Stampa
Ministero dell'Interno, 10.07.2008
Testimoni di giustizia. Le precisazioni dell'On Mantovano
In relazione agli echi polemici sul trattamento dei testimoni di giustizia presenti ancora oggi su alcuni organi di informazione, ribadisco che le misure economiche tese al loro mantenimento e al loro reinserimento sociale corrispondono a parametri oggettivi e a criteri di adeguatezza derivanti da una legge approvata all’unanimità dal Parlamento. L’uso di queste risorse non è arbitrario ma tiene conto, come per ogni voce del bilancio dello Stato, che si tratta del denaro dei contribuenti da impiegare e non da dilapidare. Riguardo le misure di protezione tese a garantire la sicurezza dei testimoni, queste non cessano finché le autorità di sicurezza, e cioè le Procure della Repubblica competenti, non valutano concluso il rischio, al di là della durata del programma di protezione. Così è stato finora per decine e decine di testimoni di giustizia, in virtù di percorsi di tutela e di assistenza, concordati con piena soddisfazione degli interessati. Sulla vicenda che ha dato origine alle polemiche, ribadisco che: a) Giuseppe Masciari è ancora nel programma, non gli è stata revocata la protezione, e anzi dal mio predecessore on. Marco Minniti essa gli è stata prorogata per un biennio (eventualmente prorogabile, previa verifica del pericolo); b) ha incassato 200.000 euro nel 2000, finalizzati all’apertura di uno studio odontoiatrico, senza aver mai dato conto dell’utilizzo di quella somma; c) non ha incassato altro, rispetto alla definizione prospettatagli (lo ripeto: la più alta mai messa a disposizione di un testimone di giustizia), poiché l’ha impugnata davanti al Tar in quanto la ritiene insufficiente.






