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Comunicati Stampa

Ministero dell'Interno, 08.02.2008

Nota del Viminale: elezioni 2008



L’abbinamento delle elezioni politiche e delle elezioni locali risponde a molteplici ragioni di oggettiva razionalità.

Consente di spendere di meno – secondo le cifre fornite nel 2004 dal ministro Pisanu il risparmio supera i 400 milioni di euro.

Consente di disturbare di meno il regolare svolgimento dell’anno scolastico, che viene così interrotto una sola volta (più i turni di ballottaggi, ove necessari) anziché due volte (più i turni di ballottaggio) a distanza di poche settimane.

Consente infine agli stessi elettori di non essere chiamati più volte alle urne, sempre nel giro di poche settimane, il che – come’è noto - è ritenuto foriero di assenteismo.

Queste ragioni, del resto, furono apprezzate già negli scorsi anni dal Governo precedente, il quale nel 2004 fece votare negli stessi giorni per le elezioni europee, per le provinciali in 62 province (coinvolgendo qui oltre 30 milioni di elettori) e per le comunali in 4353 comuni (coinvolgendo qui oltre 18 milioni di elettori). Mentre nel 2005 lo stesso governo abbinò le regionali di 13 regioni con le provinciali in 2 province (coinvolgendo qui quasi 1 milione di elettori) e le comunali in 366 comuni (coinvolgendo qui quasi 7 milioni di elettori).

Va notato che a fronte degli innegabili benefici testé ricordati, non è in alcun modo prevedibile chi possa trarre dall’abbinamento benefici politici. Tant’è vero che nelle ricordate occasioni furono i partiti del centro-sinistra a reagire in senso fortemente critico alla decisione del Governo e vi fu chi definì l’accorpamento “una situazione di allarme democratico” foriera di “regime”. Ma il Presidente del Consiglio Berlusconi e il ministro dell’Interno Pisanu difesero la loro scelta con gli stessi argomenti che valgono oggi.

Né risulta che la pluralità delle schede sottoposte agli elettori avesse creato situazioni di disagio. I giornali del tempo sottolineano caso mai il contrario. Dopo l’election day più intenso, quello del 2004, il ministro Pisanu dichiarò che la scelta si era rivelata “felice” e i titoli dei giornali del 14 giugno (si vedano a titolo di esempio Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore) confermarono questa sua valutazione.




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