Interventi e interviste
Interventi - Altri ministri e sottosegretari precedenti
15.12.2005
Intervento del Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu all'incontro con il Presidente della Repubblica in occasione del venticinquennale della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno Palazzo del Quirinale
Incontro con il Presidente della Repubblica in occasione del venticinquennale
della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno
Palazzo del Quirinale - 15 dicembre 2005
Signor Presidente della Repubblica,
più volte, in questi anni, abbiamo avvertito la Sua vicinanza e il Suo vivo interesse per
l'attività, delicata e difficile, del Ministero dell'Interno.
Nell'incontro di questa mattina sentiamo rinnovarsi un'attenzione che ci onora e suscita la nostra profonda riconoscenza. Grazie Signor Presidente, anche per averci accolti al Quirinale in un giorno per noi particolarmente significativo.
Oggi, infatti, celebriamo il venticinquesimo anniversario della nostra Scuola Superiore, frutto di una stagione riformatrice che cambiò alcune strutture portanti del Ministero dell'Interno.
Da quegli anni difficili, tragicamente segnati dal terrorismo, lo Stato e l'intera comunità nazionale seppero uscire con le armi del diritto e con l'unità politica attorno ai valori fondanti della Costituzione.
La riorganizzazione e l'ammodernamento delle Amministrazioni dello Stato furono una delle risposte più persuasive alla gravissima crisi che minacciava la Repubblica nata dalla Resistenza.
Un anno prima dell'istituzione della Scuola Superiore, Massimo Severo Giannini aveva presentato il suo rapporto sui principali problemi dell'Amministrazione dello Stato, tracciando un quadro magistrale per chiarezza d'analisi e visione riformatrice.
Il 10 settembre 1980, lo stesso professor Giannini, nella sua veste di Ministro per la Funzione Pubblica, firmò assieme a Virginio Rognoni, Ministro dell'Interno, il decreto che dava vita alla Scuola e la chiamava a rinnovare la gloriosa tradizione del Ministero nel campo della formazione dei funzionari pubblici.
A venticinque anni di distanza possiamo ben dire che la Scuola ha mantenuto fede a quell'impegno, estendendo le proprie attività oltre i confini della sua missione di base che, come è noto, riguarda la formazione e l'aggiornamento professionale degli appartenenti alla carriera prefettizia e all'Amministrazione dell'Interno.
Oggi, infatti, la Scuola ospita nella sua prestigiosa sede iniziative aperte anche al personale di altre amministrazioni italiane ed estere, collaborando con istituzioni pubbliche e private nel campo dell'alta formazione. Oggi, tengo a sottolinearlo, la Scuola si rivolge anche ai giovani laureati, per stimolare la loro cultura istituzionale e favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro.
Proprio i giovani, Signor Presidente, costituiscono la nota più positiva di questa giornata.
Di fronte a Lei, infatti, assieme ad una qualificata rappresentanza del Corpo Prefettizio, sono presenti i 63 vincitori dell'ultimo concorso di accesso alla carriera; un concorso, lo dico con soddisfazione, che è giunto dopo dieci anni di attesa.
Questi giovani, scelti tra migliaia di aspiranti con esami particolarmente severi, sono ora sul punto di assumere servizio ed iniziare il corso di formazione presso la Scuola Superiore: un'esperienza teorico-professionale che li impegnerà per due anni, affinando in maniera specifica le loro capacità e la loro preparazione.
In questo periodo potranno anche maturare il senso di appartenenza ad un Corpo di grande tradizione e prestigio, che da oltre duecento anni serve lo Stato sviluppando un prezioso dialogo con i cittadini, le comunità e le istituzioni locali.
La comprensione delle diverse realtà sociali è compito fondamentale dei Prefetti; ed è premessa indispensabile per quel sostegno della coesione sociale che all'inizio di quest'anno ho indicato come prioritario per la loro attività amministrativa.
* * * * *
Signor Presidente,
i Prefetti e tutta l'Amministrazione dell'Interno sentono vivissimo il rapporto che li lega a Lei in quanto Garante dell'unità e dell'indivisibilità della Nazione. Da questo rapporto e dal Suo personale patriottismo essi traggono insegnamento e forza nel promuovere quotidianamente coesione sociale e leale collaborazione tra stato e istituzioni locali.
E dunque: grazie di nuovo, a nome loro, di tutto il Ministero dell'Interno e mio personale; e auguri affettuosi per il prossimo Natale ed il nuovo anno.






