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Interventi e interviste

Interviste - Ministro Roberto Maroni

21.11.2009

Maroni: «Club d'accordo sulla tessera del tifoso»

Intervista del ministro Maroni pubblicata sul quotidiano 'La Gazzetta dello Sport'

di Velluzzi Francesco

Un cordiale scambio di lettere tra Roberto Maroni, ministro dell'Interno e Maurizio Beretta, presidente della Lega calcio, e l'accordo è fatto. «La tessera del tifoso parte dal prossimo campionato. E' un rinvio, ma ora c'è raccordo con tutte le società e questa è la cosa più importante». L'annuncio arriva da un pimpante Maroni che porta a casa il risultato e ringrazia anche la Gazzetta: «La vostra tavola rotonda (il 25 settembre a Roma, ndr) è stata decisiva. Lì è ripreso il dialogo».

Ministro, lei voleva partire a gennaio. Si è dovuto arrendere?
«Ben volentieri. Perché quest'estate avevo tre club a favore e le tifoserie organizzate contro. Ora ho tutte le società a favore e qualche frangia di tifo organizzato contro. Ho la lettera del presidente di Lega Beretta, al quale ho scritto (ieri), con l'approvazione della delibera. Si comincia a lavorare e ad attuare il programma, ma con sei mesi di tempo. Noi cercheremo di rispondere alle esigenze dei club».

Quali sono?
«Il Chievo, per esempio, sostiene di avere più tifosi ospiti. Chiede verifiche e controlli sull'emissione delle tessere per non essere penalizzato. Altri club, invece, chiedono di valutare le procedure di emissione per aggiungere benefici e aumentare il livello di fidelizzazione per i loro tifosi. È importante aggiungere vantaggi. E far capire che non è una schedatura, come ho sempre ribadito, o un onere in più».

Quali erano le società più ostili?
«Fino a qualche mese fa solo tre erano a favore».

Quanto costerà la tessera, avrà un costo unico?
«Sarebbe bello e importante. È fondamentale tenerla a un prezzo più basso possibile. Avremo degli aiuti».

Da chi?
«Le Poste Italiane sono già interessate alla cosa».

Lei aveva annunciato anche una campagna di comunicazione imponente con personaggi di ogni tipo. È ancora di quest'idea? 
«Assolutamente, a primavera si parte con la campagna che non vedrà impegnati i calciatori professionisti, ma artisti di ogni tipo. Ho già alcune adesioni di rilievo. Mi premeva che Beretta si togliesse il macigno della diffidenza delle squadre, ora la strada è in discesa».

Va anche meglio l'ordine pubblico negli stadi. Violenza in diminuzione? 
«Assolutamente. Lo testimoniano i dati: avevamo 10 mila uomini negli stadi, ora sono 4.800. Merito anche degli steward. Ho appena firmato una circolare sul loro utilizzo che permette ai club di spendere meno e impiegarli più facilmente. Ora occorre rimettere a posto questi nostri stadi anche se mi rendo conto che parlare di privatizzazione e costruzione non è una cosa semplice. Il mio modello è l'Emirates di Londra. In Italia mi piace il Giglio di Reggio Emilia».

A proposito: lei ci torna a San Siro?
«Domani no, ho un altro impegno, ma mercoledì per il Marsiglia sono molto tentato».





   
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