Interventi e interviste
Interviste - Sottosegretario Alfredo Mantovano
17.10.2011
Mantovano: «Forze dell'ordine esemplari Pm troppo indulgenti verso i provocatori»
Intervista del sottosegretario Mantovano a Il MattinoIntervista di Maria Paola Milanesio
Norme più severe per i blackbloc arrestati e più fondi alle forze dell'ordine. Il giorno dopo gli scontri a Roma, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano respinge tutte le accuse di superficialità e impreparazione nel sistema di prevenzione.
Si sapeva che la manifestazione era a rischio, ciononostante Roma è stata ostaggio dei provocatori per ore.
«Due premesse: sarà possibile una seria riflessione solo avendo a disposizione tutti i dati; non c'è attività di sicurezza più complicata e difficile di quella che riguarda l'ordine pubblico».
Perché nessuno ha impedito l'arrivo di centinaia di provocatori?
«La fase preparatoria richiede mesi e implica la raccolta di indizi di provenienza diversa. Le forze dell'ordine hanno fatto il massimo e hanno dimostrato competenza, professionalità».
Ma le intercettazioni, il controllo in rete possono aiutare a capire i progetti di questi gruppi.
«La differenza tra i mafiosi e gli anarco-insurrezionalisti è che i primi non parlano al telefono, gli altri sì e comunicano anche attraverso la rete. Si sapeva che il corteo di Roma era uno dei loro obiettivi e che volevano il morto. Il sistema di sicurezza ha evitato che ci fossero vittime, adottando le giuste contromisure. Le forze dell'ordine hanno pagato costi altissimi, impedendo che venissero violate le sedi istituzionali. Si obietterà che vanni protetti prima i cittadini e poi i palazzi del potere...».
Effettivamente, è una conclusione scontata.
«Abbiamo pensato a ciò che rappresenta la democrazia, a ciò che è di tutti».
Le forze dell'ordine sono state prese di sorpresa dai black bloc, che hanno puntato subito piazza San Giovanni. Si è vista una difficoltà di reazione.
«Al contrario, c'è stata elasticità e prontezza di reazione. Sottolineo, però, due aspetti: a Londra, dopo una settimana di scontri, erano 1200 gli arrestati; da noi una ventina. Mi domando se non ci sia qualche normativa da adeguare. Non solo: negli altri Stati chi viene arrestato non ritorna in circolazione dopo poche ore. Non intendo scaricare le colpe su altri, ma se c'è una parte della
magistratura che mostra un surplus di comprensione verso bravi giovani che hanno alzato un po' il gomito...».
Il Pdl, con Cicchitto, se la prende con Draghi e Montezemolo che hanno solidarizzato con gli indignati, cosa ben diversa dai black bloc.
«Immagino che intendesse dire che tutto ciò che costituisce oggetto di tensione sociale non può essere scaricato sulle forze di polizia, ma deve trovare un terreno di soluzione sui fronti della politica, della finanza e dell'economia. Una delle novità di queste manifestazioni è che si svolgono anche davanti alle banche, simbolo di un sistema creditizio rigido e chiuso».
Lei polemizza con la sua maggioranza per i tagli alle forze dell'ordine. Che farà adesso?
«Non chiedo solo di evitare ulteriori tagli ma di recuperare quelli già attuati. Non tocca a me dire dove recuperare risorse, senza le quali questo sistemava al collasso».






