Vai al contenuto della pagina | Vai al menù di secondo livello
 
 
 
 
 
Home  |  Sala Stampa  |  Interventi e interviste  |  Davico: Subito all'esame tutti gli interventi necessari

Interventi e interviste

Interviste - Sottosegretario Michelino Davico

13.01.2011

Davico: Subito all'esame tutti gli interventi necessari

Intervista del sottosegretario Michelino Davico al quotidiano laPadania

Intervista di Paolo Bassi

Uno stop da Strasburgo e uno dalla Corte costituzionale. Non è un momento facile per la disciplina dell'immigrazione clandestina in Italia. Le norme funzionano, ma qualcuno le vuole rendere, per un motivo o per un altro inefficace. E se c'è chi gioisce leggendo questi ostacoli come una vittoria nei confronti del centrodestra, c'è chi si sta già rimboccando le maniche per risistemare le cose. Al Viminale, come ci conferma il sottosegretario leghista Michelino Davico, si lavora già alle possibili contromosse, «La direttiva europea - spiega il numero due del ministero guidato da Roberto Maroni - in alcune sue parti è persino più rigida della nostra. Ad esempio, per quanto riguarda la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione. Noi prevediamo 6 mesi, la norma Ue 18. Per altri versi, purtroppo, prevede dei 'paletti' che, non lo nascondo, creano dei problemi».

Come superare questo ostacolo?
«La conversione in legge del secondo decreto sicurezza che in questi giorni è in discussione al Senato, può essere l'occasione per affrontare subito la questione e trovare il più rapidamente possibile una soluzione».

In che modo?
«Cercheremo di capire quali spazi di manovra lascia la normativa europea. Ad esemplo prendendo in considerazione il rapporto espulsione-reato commesso. Io penso ci sia la possibilità di valutare il reato e la conseguente sanzione in base alla gravità. Così come sappiamo che senza luoghi di permanenza come i Cie è difficile poter tenere sotto controllo le persone colpite da decreto di espulsione. Ritengo che questi saranno due punti importanti sul quali si potrà concentrare il lavoro parlamentare».

Visto che il reato di immigrazione clandestina non c'è solo in Italia, negli altri Paesi europei si sono veriflcati problemi similari a questo?
«Quello che so, è che i provvedimenti adottati in Italia sono stati presi come modello da molti Paesi. Ancora una volta sapremo trovare lo strumento più giusto per offrire tutte le garanzie del caso ma al tempo stesso per essere inflessibili verso chi non rispetta le nostre regole».

Altra tegola caduta sulle nostre norme contro la clandestinità è stata la sentenza della Consulta che 'salva' gli immigrati irregolari indigenti.
«L'indigenza si può anche comprendere. Ma non può essere usata come escamotage per bypassare la sanzione di un reato. Nessuno nega che ci possa essere un'attenzione particolare nei confronti dell'indigente estremo, per colui che è al limite della sopravvivenza. Purtroppo, però, sappiamo bene che ciò può essere sfruttato da chi cavalca queste eccezioni per stabilire una 'regola' che svuoti di significato la legge».

Prenderete comunque atto di questo pronunciamento?
«Dobbiamo farlo. Ma anche in questo caso studieremo le soluzioni del caso per fare sì che chi si macchia di reati e illegalità venga perseguito».

Insomma, il vostro obiettivo non cambia?
«Assolutamente. Certo tanto la norma europea quanto la sentenza della Corte costituzionale rendono la situazione più complessa, ma siamo convinti che la strada battuta sia quella giusta. Non per niente, ribadisco, molti degli strumenti creati per contenere la clandestinità e regolare i flussi migratori hanno dato prova di funzionare molto bene e sono stati copiati da tanti altri Paesi».



Scarica i documenti



   
Icona Invia | Invia Icona Stampa | Stampa
Ministero dell'Interno