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Interventi e interviste

2005 - Interviste - Altri ministri e sottosegretari precedenti

22.11.2005

Immigrazione, terrorismo internazionale e sicurezza interna sono i temi affrontati dal Ministro dell'Interno Pisanu nel corso dell'intervista rilasciata alla trasmissione "Batti e ribatti" su Rai Uno



INTERVISTA DEL MINISTRO DELL'INTERNO GIUSEPPE PISANU
ALLA TRASMISSIONE "BATTI E RIBATTI"

Rai Uno, 22 novembre 2005, ore 20.30

1. Ministro, cominciamo dall'immigrazione: come mai sono aumentati gli sbarchi dei clandestini ?

Perché stanno aumentando in misura impressionante i flussi provenienti dal Sub-Sahara, dal Corno d'Africa e dall'Asia. Questa ondata purtroppo è destinata a crescere nei prossimi anni e quindi a condizionare fortemente i nostri comportamenti e le nostre decisioni.


2. Senta Ministro, ma gli accordi con la Libia dunque non funzionano ?

Al contrario, funzionano bene, come attestano i dati forniti dalle stesse autorità libiche. Quest'anno, per esempio, essi dichiarano di avere rimandato nei paesi di origine circa 40.000 immigrati che si apprestavano a imbarcarsi verso l'Italia e verso l'Europa. Il fatto è che questa ondata migratoria è così forte ed impetuosa da travolgere le resistenze opposte dai paesi di transito come sono la Libia, il Marocco, eccetera.


3. Cambiamo argomento, parliamo di terrorismo internazionale: che cosa è cambiato dopo la strage  di Amman in Giordania?

Non è cambiato nulla, nella sostanza, Amman conferma che la strategia generale è quella di portare la violenza terroristica dalle zone di conflitto etnico-religioso verso altri paesi arabi e verso l'Europa.


4. E in Italia il pericolo ,secondo lei, di attentati è aumentato o no ?

E' sostanzialmente invariato. L'Italia è certamente uno degli obiettivi  possibili del terrorismo islamico. Ad oggi però non sono emerse minacce precise e concrete. Comunque noi stiamo vigilando con grande attenzione e ovviamente teniamo ben alzate le nostre difese.


5. Ministro, restiamo ancora in Italia. A che punto è l'inchiesta sull'uccisione in Calabria del Vicepresidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno ?

Sta andando bene e  su piste abbastanza promettenti. Teniamo presente comunque che la �ndrangheta è la più potente e la più estesa delle organizzazioni criminali italiane, perciò dobbiamo combatterla sia nei suoi insediamenti calabresi, sia nelle sue proiezioni esterne, nazionali ed internazionali. Per questo abbiamo messo in opera un apposito piano, che abbiamo affidato alla guida di un uomo di grande esperienza come il Prefetto De Sena.


6. Adesso Ministro,  le proponiamo la domanda di un nostro telespettatore, evidentemente un tifoso di calcio [ampex]: "Perché ha fatto quella  legge sugli stadi ?"

Perché non era più tollerabile che ogni domenica arrivasse dagli stadi un autentico bollettino di guerra. La violenza degli stadi può essere bloccata, come dimostrano i risultati che abbiamo realizzato in queste prime 12 giornate di campionato. Le violenze sono praticamente diminuite del 41%, siamo ai minimi storici.


7. Ultima domanda, Ministro. L'opposizione afferma che le forze dell'ordine addirittura non avrebbero i soldi per  comprare la benzina per le proprie volanti. E' così ?

No, non è vero. Si fanno tante storie sulla finanziaria. La verità invece è che  i tagli della finanziaria non hanno neppure sfiorato le spese per la sicurezza, non solo, ma sono stati stanziati altri 200 milioni di euro per interventi speciali ed è stata autorizzata in deroga l'assunzione di 2.500 operatori delle Forze dell'Ordine. Di più, ho la certezza, da parte del Presidente del Consiglio e dello stesso Consiglio dei Ministri, che se dovessero insorgere nuove esigenze, queste verrebbero fronteggiate adeguatamente.





   
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