Interventi e interviste
Interviste - Altri ministri e sottosegretari precedenti
30.11.2005
Conferenza stampa del Ministro dell'Interno Pisanu sulla composizione della Consulta per l'Islam italiano
CONFERENZA STAMPA DEL MINISTRO DELL'INTERNO
GIUSEPPE
PISANU
COMUNICAZIONE DELLA COMPOSIZIONE
DELLA CONSULTA PER L'ISLAM ITALIANO
Viminale, 30 Novembre 2005
MINISTRO Pisanu - Questa mattina ho firmato il decreto istitutivo della
Consulta islamica presso il Ministero dell'Interno.
Come potrete vedere meglio dalla scheda che vi verrà fornita, si tratta di un organismo di
carattere rigorosamente consultivo, composto da 16 membri. Questo organismo raccoglie alcune delle
voci oggi più significative della multiforme e ancora magmatica realtà islamica italiana.
Nel costituirlo abbiamo riservato particolare attenzione alle diverse espressioni della
società civiltà, ai giovani ed alle donne, una delle quali è sciita. La metà dei componenti
possiede la nazionalità italiana, l'altra metà no. Complessivamente risultano rappresentate
numerose nazionalità oltre alla nostra, ovviamente, e precisamente quella albanese, l'algerina, la
giordana, l'irachena, la libica, la marocchina, la pachistana, la senegale, la siriana, la somala e
la tunisina.
Nella Consulta figurano alcuni esponenti di vertice delle grandi organizzazioni islamiche
presenti in Italia, e segnatamente dell'U.C.O.I.I., l'Unione delle Comunità Islamiche Italiane,
della U.I.O., l'Unione Islamica Occidentale che è a sua volta espressione della World Islamic Call
Society, il CO.RE.IS., Comunità Religiosa Islamica, e la Lega Musulmana Mondiale.
Come vi ho detto, i componenti sono 16 e vi elenco i nomi ed i titoli, ma vi verranno poi
dati nella grafia esatta dagli Uffici.
Si tratta di: Ejaz AHMAD, italiano di origine pachistana, giornalista; Khalil ALTOUBAT,
italiano di origine giordana, laureato in fisioterapia e fisioterapista a Roma; Rachid AMADIA,
algerino, Imam di Salerno; Kalthoum Bent Amor BEN SOLTANE, tunisina, lettrice di lingua araba
all'Università di Urbino; Khalid CHAOUKI, marocchino, studente, operatore della comunicazione;
Mohamed Nour DACHAN, italiano di origine siriana, medico, Presidente della Unione delle Comunità ed
Organizzazioni Islamiche in Italia, la già ricordata U.C.O.I.I.; Zeinab Ahmed DOLAL, somala,
operatrice sanitaria; Gulshan JIVRAJ ANTIVALLE, italiana, nata in Kenia, Presidente della Comunità
Ismailita Italiana; Tantush MANSUR, libico, Presidente dell'Unione Islamica in Occidente; Yahya
Sergio Yahe PALLAVICINI, italiano, Imam, Vice Presidente della Comunità Religiosa Islamica,
CO.RE.IS a Milano; Mohamed SAADY, italiano di origine marocchina, co-Presidente dell'Associazione
Nazionale Oltre le Frontiere; Souad SBAI, marocchina, giornalista, Presidente dell'Associazione
Donne Marocchine in Italia; Mario SCIALOJA, italiano, Ambasciatore a riposo, Direttore della
sezione Italiana della Lega Mondiale Musulmana , Roma; Roland SEIKO, albanese, giornalista; Younis
TAWFIK, italiano di origine irachena, scrittore; Mahadou Siradio THIAM, senegalese, operatore nel
mondo del volontariato.
In sintesi, e come già sapete, la Consulta ha il compito di esprimere pareri e di formulare
proposte sulle questioni indicate dal Ministero dell'Interno. In questo modo essa potrà fornire
elementi concreti per la soluzione dei problemi legati alla integrazione della Comunità Musulmana
nella società nazionale. Parlerei di integrazione possibile. Tutto ciò nel contesto di una comune
assunzione di responsabilità davanti alla Costituzione ed alle nostre leggi. Naturalmente la
Consulta si muove nella prospettiva della formazione di un Islam italiano, che sia cioè espressione
di una comunità aperta, integrata nella nostra realtà, salvaguardata nelle sue peculiarità
religiose e culturali, ma al tempo stesso rispettosa della nostra identità nazionale e naturalmente
dei nostri ordinamenti e delle nostre leggi. Detto in altri termini e per riprendere una figura a
me cara, la Consulta islamica è per noi la mano che tendiamo ai musulmani moderati, per procedere
insieme sulla via della integrazione, ma anche per contrastare insieme l'estremismo e la violenza
politica.
Fra poco convocherò la Consulta e le proporrò di stendere un ordine del giorno sul quale essa
poi dovrà lavorare e formulare proposte secondo la sua vocazione istituzionale al Ministro
dell'Interno che ovviamente si sforzerà poi di renderle operative.
Questo è quanto volevo dirvi in sede di illustrazione, come vi ho preannunziato vi verrà
distribuita una cartella con tutti gli elementi di dettaglio, ora mi metto a vostra disposizione
per ogni eventuale domanda.
Francesca Kennedy (Adnkronos International, Servizio inglese): Lei ha detto che la convocherà fra poco. Volevo sapere che tipo di priorità o che tipo di idee Lei abbia su quali saranno le prime cose che devono affrontare questa Consulta. Una cosa volevo controllare se tutte le persone che Lei ha nominato, se hanno tutti accettato questo incarico.
Ministro Pisanu: Naturalmente sì. Sono state consultate con sufficiente anticipo, le persone che avevano dichiarato la loro disponibilità erano molte di più, naturalmente ho dovuto poi fare delle scelte e presa la decisione ho chiesto naturalmente agli interessati di confermare la loro disponibilità, cosa che è avvenuta da parte di tutti. Quanto all'ordine del giorno io mi riservo di lasciare molto spazio alle proposte che la Consulta stessa farà. Personalmente sarei orientato ad individuare tutta una serie di problemi di carattere sociale e culturale che condizionano la integrazione. Penso, per esempio, all'assistenza religiosa negli ospedali, alle aree di sepoltura islamica nei cimiteri e così via dicendo, ma penso anche al versante dei diritti civili e della tutela degli interessi dei lavoratori islamici operanti in Italia.
Paola Tamborlini (ANSA): Mi scusi Ministro, oggi il Ministro francese Sarkozy ha fatto un attacco alla politica sull'immigrazione italiana, dicendo che le regolarizzazioni di massa sono pericolose, volevamo sapere la sua opinione.
Ministro Pisanu: Il mio amico Sarkozy ha un eloquio un po' impetuoso e qualche volta deborda. In realtà i controlli in atto sulle linee ferroviarie dimostrano che i clandestini che dalla Francia vengono in Italia sono più numerosi dei clandestini che fanno il percorso inverso.
Marco Ludovico (Sole 24 ore): Può fare una quantificazione ?
Ministro Pisanu: Non si può fare la quantificazione perché si tratta di controlli come dire, parziali, sono controlli che facciamo insieme, italiani e francesi, sulle linee ferroviarie.
Camilla Lai (Reuters): Sempre a questo proposito, Sarkozy ha anche detto che l'Italia e la Spagna regolarizzano troppi immigrati e la Francia ha avviato ieri una politica opposta.
Ministro Pisanu: L'Italia ha regolarizzato due anni fa circa 700.000 immigrati che avevano già un lavoro, facendoli emergere dal lavoro nero e legalizzando la loro posizione a tutela dei loro diritti, ma anche a tutela del nostro mercato del lavoro e del sistema previdenziale ed assistenziale italiano. Quindi abbiamo fatto un'opera, sotto ogni profilo, utile al Paese e utile a questi lavoratori immigrati. Questo però non vuol dire che faremo altre regolarizzazioni.
Claudia Fusani (Repubblica): Mi scusi io invece volevo tornare al discorso della Consulta, chiedere tre cose. La prima è se, per caso, tra i temi che Lei vorrà, come dire, discutere con queste persone c'è anche quello dei matrimoni misti, che è un tema che in queste ore sta diventando molto, come dire, abbastanza importante. Il secondo, se ci sono state molte difficoltà nello scegliere queste persone. Sappiamo che è stato un lavoro abbastanza lungo, che è durato mesi, e quali sono state le difficoltà più grosse. La terza è se è possibile sapere ogni quanto queste persone si incontreranno, se c'è una scadenza settimanale, non lo so, che tipo di tabella di lavori avranno. Grazie.
Ministro Pisanu: Le rispondo in ordine. La questione dei matrimoni misti è molto delicata e complessa. Chi segue il lavoro delle nostre ambasciate nel mondo islamico sa che c'è una moltitudine di drammatici contenziosi aperti in seno a famiglie formate da genitori islamici e cristiani, a causa della diversità inconciliabile di norme che riguardano l'esercizio della patria potestà sui figli. Certamente prima di imboccare la strada del matrimonio misto bisognerebbe acquisire una consapevolezza piena delle diversità, per alcuni aspetti inconciliabili, con le quali si dovranno fare i conti nel corso della vita coniugale. Per un cattolico come me è ovviamente tutta la vita, visto che considero il matrimonio non scioglibile. I problemi sono tanti. Non vorrei imporre io un ordine prioritario di argomenti, preferisco che emerga dalla discussione, dalla valutazione comune, benché si tratti di un organo consultivo, vorrei che però avesse il più tasso di democrazia possibile nel suo reale funzionamento. Per quanto riguarda la scelta delle persone che fanno parte della consulta, la sola difficoltà è stata nel restringere la rosa dei possibili candidati che erano moltissimi e tutti idonei e, anzi, approfitto dell'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno dichiarato a priori la loro disponibilità a far parte della Consulta, ma anche questo è un segno positivo circa la volontà di dialogo che c'è in quello che noi chiamiamo il mondo islamico moderato italiano. Anche per quanto riguarda poi la cadenza delle convocazioni, dipenderà dall'esperienza. E' un organismo del tutto nuovo, inedito, che nasce, come tutte le cose nuove ha intorno come dire un po' di incertezze, sarà l'esperienza a suggerire come procedere.
Fabrizio Gatti (L'Espresso): Ovviamente la situazione internazionale ha posto l'attenzione sulla realtà islamica, ma l'immigrazione è eterogenea non è soltanto islamica. Questa esperienza sarà poi estesa anche ad altri gruppi, ad altre nazionalità in Italia?
Ministro Pisanu: No. Lei ha perfettamente ragione quando dice che l'immigrazione è eterogenea, ma la Consulta islamica mira soprattutto a sviluppare il dialogo con la componente più fortemente caratterizzata e culturalmente più lontana da noi della immigrazione in Italia. L'islam è ormai sicuramente la seconda religione del nostro Paese, la presenza islamica, comunque nell'ambito della immigrazione complessiva italiana, rappresenta circa il 35%, quindi è una componente fortissima. C'era bisogno a motivo della sua peculiarità, di stabilire con essa forme appropriate di dialogo. Con le altre comunità ci sono altri problemi ma non riguardanti specificamente la identità religiosa e culturale.
Francesco Grignetti (La Stampa): Lei ritiene che tramite questo strumento si giungerà più presto alla stipula di una conciliazione con la religione islamica in Italia o i tempi sono indubbiamente lunghi, lunghissimi?
Ministro Pisanu: Io penso che questo strumento servirà soprattutto a dare voce alla realtà islamica, il che non vuol dire a rappresentare democraticamente la realtà islamica, perché quella si può rappresentare solo attraverso un procedimento elettorale sufficientemente partecipato. E in ogni caso penso che il dialogo facilita certamente la ricerca poi di soluzioni politiche di più ampio respiro che naturalmente sono affidate alla sovranità del Parlamento, prima che all'iniziativa del Governo.
Marco Ludovico (Sole 24 Ore): Volevo chiederle se Lei crede che la Consulta possa dare un contributo concreto alla lotta al terrorismo di matrice islamica. E poi, mentre lei dava queste comunicazioni io immaginavo già che fra qualche minuto compariranno sulle agenzie le dichiarazioni della Lega che si è già dichiarata fortemente contraria a questo organismo. Le chiedo se ha messo nel conto questa protesta, come ormai è rituale, e se come dire ha in qualche modo anche una risposta a questa posizione di una componente importante del Governo.
Ministro Pisanu: Io penso che la Consulta servirà a favorire l'incontro tra islamici moderati che sono nostri naturali alleati nel combattere l'estremismo e se si presenterà l'occasione sono certo che la Consulta saprà anche dare indicazioni. Molti dei suoi componenti peraltro, in diverse occasioni, hanno già preso posizioni ufficiali e assunto iniziative impegnative contro il terrorismo di qualsiasi genere e quindi compreso quello di matrice islamica. Per quanto riguarda gli orientamenti del Governo io devo dirle che l'orientamento di fondo del Governo nei confronti dell'islam è quello della politica delle due mani: una tesa verso gli islamici moderati l'altra armata contro i terroristi. E io sto in questo momento parlando dell'altra mano, della mano tesa. Naturalmente ognuno ha la sua cultura, la sua sensibilità ma la linea di fondo del Governo è questa. Io ho cercato di darle espressione concreta, tenendo conto di tutti gli orientamenti come Ministro che ha la responsabilità oltretutto dei culti religiosi e dei diritti di cittadinanza, e questi li voglio garantire a ogni costo non solo con tutti gli italiani ma con tutti coloro che stanno legalmente in Italia.
Claudia Fusani: Se è possibile sapere se ci sarà qualche novità sui flussi degli immigrati per il prossimo anno, per quello che la riguarda ovviamente, per quello che riguarda il Ministero dell'Interno.
Ministro Pisanu: La responsabilità primaria in materia di flussi regolari è del ministro del Lavoro. Debbo dire che il Ministro Maroni sta lavorando attivamente per adeguare i flussi alla ampiezza della domanda di lavoro immigrato che viene dal mondo del lavoro. L'altro giorno per esempio il Ministro Maroni ha firmato un accordo importante in Egitto che va in questa direzione.
Claudia Fusani: Ma ci saranno aumenti, rispetto allo scorso anno?
Ministro Pisanu: La valutazione complessiva la deve fare il Ministro del Lavoro che dispone dei dati. Personalmente, come lei sa, io sono persuaso che sostenendo l'immigrazione regolare e quindi autorizzando quote consistenti di permessi regolari di ingresso nel nostro Paese si ottiene in cambio maggiore collaborazione per combattere l'immigrazione clandestina. Più precisamente, sono persuaso che lo strumento più efficace per combattere l'immigrazione clandestina è l'uso sapiente dell'immigrazione regolare.






