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Interventi e interviste

Attività istituzionale - Commissario Antiracket e Antiusura

17.04.2008

Combattere e fronteggiare su tutto il territorio nazionale i fenomeni criminali dell’usura e del racket, innanzitutto attraverso l’accesso ai fondi di solidarietà e di prevenzione

Questa la priorità enunciata nell’intervista on line da Giosuè Marino

(dal sito  www.governo.it) 

Prefetto Giusuè MarinoGiosuè Marino Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura: come pensa di proseguire il lavoro portato avanti in questi anni per fronteggiare questi due fenomeni criminali? Si tratta sicuramente di un lavoro finalizzato all’utilizzazione di tutti quegli strumenti normativi che prevedono delle provvidenze a sostegno delle vittime dell’usura, dell’estorsione, mediante l’accesso al fondo di solidarietà e al fondo di prevenzione per le vittime dell’usura. Ma l’azione si dispiega anche sul territorio, insieme alle associazioni antiracket, che fanno un’attività molto intensa per creare mobilitazione nelle categorie produttive contro l’aggressione criminale per questo tipo di reati.

Hanno suscitato clamore positivo la decisa presa di posizione di Confindustria siciliana e le iniziative di "addio pizzo", queste risposte che finalmente sembrano emergere dalla parte più sana della società civile. Riguardo al resto del Paese, possiamo delineare sinteticamente un quadro della situazione, dire qualcosa anche su quello che si sta muovendo negli altri territori? 
Sotto questo aspetto gli effetti positivi dell’azione combinata forze di Polizia-Magistratura si registrano, non solo in Sicilia, ma anche in Calabria. Anche nel napoletano c’è un significativo segnale, riscontrabile nelle numerose denunce presentate. Credo che sia assolutamente necessario tenere alta l’attenzione su questi fenomeni: i territori in cui la criminalità è presente necessitano di una forte capacità di partecipazione in termini di mobilitazione per l’affermazione di principi forti di legalità. Se manca questo, gli strumenti, che pure esistono, rischiano di rimanere assolutamente non utilizzati fino in fondo.





   
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