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Notizie

Ministro Roberto Maroni (08.05.2008-16.11.2011)

26.07.2011

Antisemitismo, più cooperazione internazionale per combattere quello on line

È la soluzione proposta dal ministro Maroni nel corso dell'audizione davanti al Comitato parlamentare d'indagine, sul modello della lotta alla pedopornografia sul web. L'Italia ha comunque «anticorpi robusti per respingere inaccettabili forme di intolleranza»

Maroni all'audizione alla Camera davanti al Comitato d'indagine sull'antisemitismoPer combattere le forme di antisemitismo o discriminazione razziale on line servono «strumenti operativi di cooperazione internazionale sul modello di quanto fatto per la lotta contro la pedopornografia on line». Lo ha detto il minsitro dell'Interno Roberto Maroni nel primo pomeriggio di oggi a Roma, alla Camera dei deputati, nel corso dell'audizione di fronte alle Commissioni affari costituzionali e affari esteri e comunitari, riunite in sede di Comitato di indagine sull'antisemitismo.

In Italia, ha proseguito il ministro nell'intervento conclusivo, «monitoriamo migliaia di siti ogni anno ma il problema è che spesso non possiamo oscurarli», operazione per la quale è necessaria la collaborazione dei gestori che spesso, però, si trovano all'estero. Altra difficoltà sta nel fatto che, a differenza dei reati informatici legati alla pedopornografia, o del furto di dati on line, nel caso della diffusione via web di ideologie antisemite o discriminatorie la Polizia postale e delle telecomunicazioni deve segnalare il caso all'autorità giudiziaria, che valuta se si tratta di reato. In caso positivo l'autorità emette un provvedimento 'notificato' dalla polizia al gestore che, di norma, si adegua.
 
Ad oggi, soprattutto nel caso di gestori esteri, «una triangolazione del genere è l'unica possibile». Per questo il ministro ritiene che per fare fronte alla globalizzazione della criminalità «uno stesso comportamento sia perseguibile in tutti gli Stati», e per questo condivide la risoluzione che impegna il Governo italiano a sottoscrivere un protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest sul cybercrime.

«La prevenzione e la repressione di ogni manifestazione di intolleranza, compresa quella antisemita - del resto - sono tra gli obiettivi prioritari del Ministero dell'Interno», ha sottolineato Maroni davanti al Comitato, al quale ha fornito una serie di dati, come il numero di denunciati per episodi di antisemitismo: 1 nel 2009, 9 nel 2010, 1 nel primo quadrimestre 2011. Gli episodi come, ad esempio, gli atti vandalici nei cimiteri, pur se non da sottovalutare, «sono poca cosa in Italia rispetto ad altri Paesi», anche grazie al «controllo sul territorio effettuato tramite le prefetture e i Consigli provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica - sensibilizzati sul tema - e la Digos con al sua attenta attività info-investigativa».

L'Italia, dunque, secondo il ministro, a differenza di altri Paesi europei «non deve fare i conti con frequenti episodi di intolleranza antiebraica o contro lo stato d'Israele». Certo, «nel Web proliferano siti e blog che alimentano spesso fra le giovani generazioni vecchi luoghi comuni, ma il nostro Paese ha anticorpi robusti per respingere inaccettabili forme di intolleranza».

Da questo punto di vista, l'impegno della Polizia postale contro l'antisemitismo on line - per il quale il Comitato ha espresso particolare apprezzamento - è massimo, e sono in aumento i siti web segnalati grazie ad esso: 836 nel 2008, 1.048 nel 2009, 1.176 nel 2010, 581 nel primo semestre del 2011. Attualmente, ha riferito il ministro,la Polizia postale del Lazio sta lavorando per identificare l'autore della 'black-list' di docenti ebrei di vari atenei italiani comparsa in un blog e denunciata recentemente da alcuni quotidiani.

La lotta al cybercrime è comunque «nell'agenda dei ministri degli Interni dell'Unione europea, noi lo abbiamo portato al G8 l'anno scorso», ha assicurato Maroni, auspicando che «nella lotta all'antisemitismo in rete si raggiunga lo stesso livello di efficienza e di cooperazione della lotta alla pedopornografia on line».





   
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