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Ministro Roberto Maroni
14.12.2009
Aggressione a Berlusconi. Maroni: «La gestione dell'ordine pubblico è stata fatta secondo le regole»
Vertice sulla sicurezza nella prefettura di Milano dopo il grave episodio in piazza Duomo. «Sottoscrivo l'appello del Presidente della Repubblica affinchè si ritorni a un clima di reciproco rispetto»«Voglio subito precisare che la gestione dell'ordine pubblico è stata fatta secondo le regole». Nessun dubbio sull'operato delle forze dell'ordine ieri in Piazza Duomo da parte del ministro dell'Interno Roberto Maroni, nella conferenza stampa dopo il vertice sulla sicurezza tenuto nella prefettura di Milano.
«Non ho rivolto nessun rilievo o nessuna censura ai responsabili dell'ordine pubblico - ha aggiunto - anzi sono stati svolti tutti i controlli accurati. Forse non sapete che proprio grazie alla buona gestione dell'ordine pubblico ieri durante il comizio è stato sventato un tentativo di violente contestazioni al premier, proprio sotto il palco». «Riferirò - ha detto il ministro - alla Camera e al Senato come richiesto dai gruppi parlamentari».
«Ieri Silvio Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso» ha proseguito Maroni annunciando che saranno valutate delle nuove misure sulla sicurezza personale del premier, e spiegando che «le persone vicine al presidente del Consiglio sono dei professionisti. La sicurezza del premier dipende dai Servizi e non direttamente dal Viminale anche se è evidente che c'è un'integrazione e una collaborazione. Parlerò di questo con lo stesso Berlusconi e con Gianni Letta che ha la delega ai servizi segreti».
«Non c'è stata una defaillance sulla sicurezza del premier - ha detto - lui invece di salire in macchina ha fatto, come è giusto, un passo verso la gente. E' giusto che chi fa politica abbia contatto con la gente, bisogna comunque riuscire a garantire la libertà di manifestare con la sicurezza personale del premier».
«L'episodio gravissimo di ieri trae le sue cause nel clima di contrapposizione violenta e nelle parole dettate dalla dialettica politica - ha affermato riferendosi all'aggressore - in lui ha agito l'odio nei confronti del presidente del Consiglio che è scaturito da questa dialettica politica, che non privilegia il confronto» e ,a proposito del clima di contrapposizione, «valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza».
«Condivido le parole del Presidente della Repubblica - ha concluso - e sottoscrivo l'appello affinchè si ritorni a un clima di reciproco rispetto».






