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Ministro Roberto Maroni
07.05.2009
Maroni: «Il respingimento dei barconi rappresenta una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina»
Il ministro dell'Interno in conferenza stampa al Viminale ha illustrato i dettagli dell'azione congiunta con le autorità libiche che ha permesso di riportare verso Tripoli le tre imbarcazioni con 227 migrantinostro servizio
Primo storico risultato della collaborazione tra Italia e Libia sul fronte della lotta alla immigrazione clandestina. Dalla firma del protocollo che lo stesso ministro Maroni aveva siglato nel febbraio scorso, dando così attuazione all'accordo tra i due Paesi per il pattugliamento congiunto delle acque del mediterraneo, l'operazione che tra il 5 e 6 maggio ha consentito, in accordo con le autorità libiche, il respingimento verso il paese di partenza delle imbarcazioni intercettate in mare segna «una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina».
Così il ministro dell'Interno Maroni ha commentato, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio al Viminale presenti il sottosegretario all'Interno Mantovano, il Capo della Polizia Manganelli e il Capo del Dipartimento per le libertà civili e immigrazione Morcone, l'avvenuto respingimento verso le coste del paese di provenienza dei barconi, due delle quali nelle acque Sar maltesi a 65 miglia a sud di Lampedusa.
Il ministro, fornendo i dettagli dell'operazione, ha sottolineato il successo della diplomazia italiana e del Governo che con la firma nei mesi scorsi del protocollo con la Libia ha permesso, per la prima volta, l'attuazione del principio del respingimento verso il paese di provenienza dell'imbarcazione che, non consentendo l'arrivo sul territorio italiano, previene le problematiche legate al rimpatrio dei migranti sbarcati sulle nostre coste. «Questo è il modello - ha detto Maroni - che i paesi europei devono adottare verso i paesi rivieraschi».
Maroni ha annunciato anche che il prossimo 14 maggio sarà a Gaeta da dove partiranno le motovedette italiane verso la Libia dove, già da quindici giorni, si stanno addestrando gli equipaggi libici per pattugliare le acque internazionali.
«Prima di qualunque cosa, ha ribadito Maroni, viene la vita di chi chiede soccorso, che va sempre salvaguardata» rassicurando chi tra i giornalisti chiedeva se le operazioni di respingimento potessero essere pericolose per l'incolumità dei migranti a bordo delle barche.
Sempre sull'operazione in mare, il Capo della Polizia Manganelli ha rivelato che «l'inizio era previsto per il 15 maggio ma già dal 30 aprile la Libia ha iniziato i controlli. In questo caso ha chiesto ausilio all'Italia, ma in realtà ha già fatto cinque-sei interventi».






