Approfondimento
I testi delle interrogazioni alla Camera dei Deputati
OLIVA, LO MONTE, NERI, RAO e REINA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
l'attuale Governo ha intrapreso una politica di «liberalizzazioni» al fine di rendere il nostro Paese più competitivo in ambito internazionale e favorire un maggiore sviluppo economico;
la vigente legislazione in materia di case da gioco è anacronistica se confrontata a quella degli altri Paesi europei;
in Italia il gioco d'azzardo è largamente diffuso e pienamente legale (Lotto, Enalotto, Bingo, lotterie varie ed altro);
quattro comuni italiani, tutti al Nord, godono di un ingiustificato privilegio derivante dalla presenza di casinò nel loro territorio;
la Corte costituzionale, investita più volte in ordine alla costituzionalità della normativa sull'argomento, ha affermato con chiarezza che si tratta di «un sistema normativo ormai superato e sotto diversi profili incoerente rispetto all'attuale quadro costituzionale»;
sulla materia, nel corso della XV legislatura e della XIV legislatura, sono state presentate numerose proposte di legge da forze politiche di tutti gli schieramenti politici;
la presenza di altre sale da gioco, specialmente in alcune località dell'Italia meridionale con una spiccata vocazione turistica, porterebbe indubbi effetti positivi in termini di sviluppo economico per i comuni interessati;
la vicenda del casinò di Taormina rappresenta un caso del tutto singolare, considerato che alla sua riapertura negli anni '60 fu posto fine con un provvedimento di dubbia legittimità -:
se intenda il Ministro interrogato farsi promotore di interventi legislativi volti ad una riforma dell'attuale legislazione vigente in materia di case da gioco e, in particolare, se sia favorevole alla riapertura del casinò di Taormina. (3-00759)
(20 marzo 2007)
LEONE, COLUCCI, CASERO, LUPI, GELMINI, APREA, BOCCIARDO, CRAXI, PECORELLA, RIVOLTA, ROMANI e VALDUCCI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
l'intero territorio nazionale, in particolare il Nord e le grandi aree metropolitane, è interessato da un significativo incremento della criminalità;
nella sola città di Milano nell'ultimo anno sono aumentati del 29,3 per cento gli omicidi volontari, del 37 per cento i casi di pedofilia, del 14 per cento le violenze sessuali e si è, inoltre, manifestata un'inquietante recrudescenza dei reati contro il patrimonio, con 46.384 furti, 2.524 rapine, oltre a truffe, frodi informatiche, danneggiamenti;
tutto il territorio cittadino è pervaso da fenomeni di spaccio di droga, prostituzione, violenze sulle donne, maltrattamenti di bambini, occupazioni abusive di strade, case e palazzi, sopraffazioni da parte di immigrati irregolari;
i cittadini di interi quartieri - corso Buenos Aires, Brera, l'area dei navigli, la stazione centrale e le vie limitrofe, corso Como, Quinto Romano, Figino, Quarto Cagnino, Gratosoglio, Ponte Lambro, Corvetto, Quarto Oggiaro, Comasina, Stadera, viale Monza - sono costretti a vivere giornalmente in un clima di paura per aggressioni, rapine nei negozi e botteghe, violenze personali e degrado ambientale;
di fronte a tale crescente aggressività della grande e piccola criminalità, il sindaco di Milano ha chiesto, sia al prefetto, sia al Governo, interventi incisivi per migliorare il controllo del territorio, la tutela della legalità e la sicurezza dei cittadini nel territorio comunale; in concreto, il sindaco ha chiesto:
a) un sostanziale potenziamento degli organici delle forze dell'ordine a Milano, da realizzare, se necessario, anche con nuove assunzioni, in particolare l'invio di almeno 500 nuovi agenti di polizia e carabinieri indispensabili per fronteggiare una criminalità sempre più aggressiva;
b) di destinare una parte maggiore del personale delle forze dell'ordine al controllo effettivo del territorio, riducendo drasticamente la parte del personale di polizia e carabinieri assorbiti in attività burocratica e di ufficio;
c) di autorizzare l'accesso alla banca dati di polizia e carabinieri anche alla polizia municipale di Milano;
d) una deroga al blocco delle assunzioni per i vigili urbani di Milano;
e) di migliorare la collaborazione ed il coordinamento tra polizia, carabinieri e vigili urbani per accrescere l'efficacia dell'azione a tutela della sicurezza dei cittadini;
a tutto questo il Ministro interrogato ha risposto solo con l'apertura di due nuovi commissariati. Il Ministro interrogato ha, inoltre, precisato che, oltre all'apertura dei due nuovi commissariati, è in programma l'arrivo di 110 uomini di rinforzo agli organici milanesi. A fronte di misure ritenute del tutto insufficienti, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha indetto una manifestazione cittadina, che si dovrebbe tenere il 26 marzo 2007;
in ogni caso, intervenendo in data 13 marzo 2007 a Palazzo Marino sul tema della sicurezza, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministero dell'interno, il sindaco ha dichiarato che «i 110 uomini in più per Milano che il Viminale ha annunciato rappresentano una misura totalmente insufficiente, che altro non è se non la ritardata esecuzione di quanto già stabilito dal Ministro Pisanu nel Governo precedente, quando vennero annunciati a Milano l'apertura di due nuovi commissariati e l'invio degli uomini necessari. Dal 1998 ad oggi le caserme realizzate dal comune sono state 11, incluse le due ancora vuote, per un costo complessivo di 30 milioni di euro». Peraltro, il comune di Milano, ha proseguito il sindaco, «sta facendo la sua parte anche accollandosi ingenti costi sostenuti al posto dello Stato»;
Milano è una metropoli che vuole essere capace di accogliere, di avere politiche sociali attente alle necessità dei cittadini e degli operatori economici e, per poter attivare queste politiche, c'è bisogno di sicurezza -:
quali tempestive e concrete risposte il Governo e, in particolare, il Ministro interrogato intendano dare alle istanze del sindaco di Milano e della cittadinanza intera, in materia di interventi per migliorare la tutela della sicurezza pubblica, sia in città, sia nel suo hinterland. (3-00761)
(20 marzo 2007)
PROVERA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Juri Bossuto, ha visitato i posti di controllo di frontiera tra Italia e Svizzera ai confini tra Ponte Ribellasca e Paglino nel Verbano Cusio Ossola, su invito del sindacato unitario degli agenti di polizia, ed ha rilevato le condizioni di lavoro assurde per i poliziotti che vi lavorano;
il consigliere afferma: «Ho verificato di persona le condizioni logistiche e operative dei due posti di frontiera e ho appurato con sconcerto che le condizioni sono peggiori di quanto potevo prevedere: assolutamente carenti le misure di sicurezza, nulli gli spazi coperti e riscaldati, assenti i servizi igienici»;
il consigliere Bossuto sottolinea anche che «gli agenti, essendo alloggiati a Domodossola, sono obbligati a fare più di un'ora e mezza in auto al giorno per prendere e cessare il servizio lungo un tragitto alquanto pericoloso, specie in inverno»;
il consigliere di Rifondazione comunista confronta, quindi, la situazione dei poliziotti italiani con quella dei colleghi svizzeri: «Le autorità elvetiche ci hanno permesso di visitare le loro postazioni e abbiamo scoperto che sono dotate di tutte le comodità e gli strumenti tecnici per lavorare e garantire lo svolgimento in sicurezza del servizio»;
avendo personalmente verificato che tali constatazioni corrispondono a veridicità, si può concludere che il bilancio non può che essere sconfortante. I poliziotti rischiano salute e incolumità quotidianamente, senza avere i mezzi per garantire un servizio utile, e, se pensiamo che questo è il biglietto da visita per chi entra in Italia dalla Svizzera, il quadro è imbarazzante-:
quali iniziative il Governo intenda assumere, oltre alla profusione di espressioni di solidarietà nei confronti delle forze dell'ordine, e cosa ritenga di fare per porre rimedio a tale vergognosa situazione. (3-00770)
(27 marzo 2007)
GIACOMELLI, FILIPPESCHI, SERENI, BRESSA, QUARTIANI e GIACHETTI. - Al Ministro dell'interno - Per sapere - premesso che:
il bisogno di vivere sicuri appartiene a tutte le donne e a tutti gli uomini, ma è particolarmente sentito, oggi, dagli abitanti delle città e delle aree metropolitane dove più si compiono quei delitti che minano la serenità della vita quotidiana;
nell'illustrazione delle linee programmatiche del dicastero, proprio per assicurare la sicurezza del cittadino particolarmente nei luoghi in cui lo stesso vive, il Ministro interrogato ha richiamato l'opportunità di organizzare e meglio articolare il rapporto con le autorità locali;
la legge finanziaria per il 2007 ha disposto lo stanziamento di risorse a favore dell'organizzazione nazionale della sicurezza -:
come il Governo abbia attuato ed intenda ancora attuare la collaborazione con le autonomie locali sul tema della sicurezza, assicurando, d'intesa con le autorità del luogo, il miglior coordinamento di tutte le forze dell'ordine e della polizia locale. (3-00760)
(20 marzo 2007)
DE ZULUETA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nell'attuazione del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, recante «Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale», il cosiddetto «decreto Pisanu», sono emersi, nel corso del tempo, forti interrogativi di costituzionalità relativamente alle opportunità concesse agli espulsi all'accesso e all'esercizio del diritto di difesa;
in alcuni specifici casi, l'intervento della Corte europea dei diritti dell'uomo, dei tribunali amministrativi regionali e dei tribunali ordinari ha ravvisato violazioni delle leggi e delle convenzioni internazionali (in particolare, gli articoli 2 e 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo) a danno degli espellendi -:
quanti siano stati i casi di espulsione e verso quali Paesi, e per le loro istruttorie in che misura siano state utilizzate informative provenienti da servizi di informazione di altri Paesi, nonché su quanti di questi casi siano intervenuti atti sospensivi da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, dei tribunali amministrativi regionali e dei tribunali ordinari. (3-00771)
(27 marzo 2007)






