Approfondimento
IVANOE BONOMI
(Mantova 1873 - Roma 1951)
Iniziò la sua attività politica nel Partito Socialista Italiano aderendo alla corrente
moderata e riformista. Durante la guerra per l'occupazione coloniale della Libia voluta dal IV
gabinetto Giolitti si trovò in minoranza nel suo partito. Infatti la maggioranza dei socialisti
italiani (sia riformisti, sia massimalisti) erano contrari all'impresa libica che, uno dei più
insigni ed autorevoli dirigenti ed intellettuali socialisti, Gaetano Salvemini, aveva definito come
il voler conquistare "uno scatolone di sabbia". Bonomi e pochi altri socialisti, invece vedevano
nella piccola esperienza coloniale il modo di ottenere nuove terre per lo sfruttamento agricolo per
sfamare la popolazione italiana che, in rapida crescita, necessitava sempre di maggiori spazi e che
cominciava a prendere la via dell'emigrazione verso il sud e il nord America. Durante la Prima
Guerra Mondiale fu un convinto interventista e rappresentante del cosiddetto "interventismo
democratico" e andò volontario al fronte. Nel 1916 e nel 1919 fu Ministro dei Lavori Pubblici e in
seguito fu responsabile del Ministero della Guerra e del Tesoro. Tra il 1921 e il 1922 formò un
governo che si dimostrò debole verso l'attività degli squadristi di Mussolini. Alle elezioni del
1924 venne candidato dall'opposizione, ma non risultò eletto e si ritirò a vita privata.Nel 1942
partecipò alla rinascita del movimento antifascista tenendo rapporti diplomatici tra Badoglio e la
Casa reale.Divenne presidente del Comitato di Liberazione Nazionale, organo composto dai partiti
antifascisti (Dc, Psiup, Pci, Pd'A, Pli e Democrazia del Lavoro). Formò, dopo la liberazione di
Roma e dopo la crisi del II governo Badoglio, due successivi governi di unità nazionale
antifascista, dimettendosi nel 1945.
Ministro dell'Interno:
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dal 4 luglio 1921 al 26 febbraio 1922
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dal 18 giugno 1944 al 20 giugno 1945






