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Lotta alle mafie
23.12.2011
Beni confiscati, necessario garantire la continuità industriale
Prende il via per questo un progetto per la formazione di manager che affiancheranno l’Agenzia Nazionale nella valutazione e nella gestione delle imprese sequestrate e confiscate che coinvolge Assolombarda, Aldai e FondirigentiCreare un pool di 60 manager che affiancheranno l’Agenzia Nazionale nella valutazione e nella gestione delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Questo l'obiettivo del progetto che è partito con la firma, nella sede milanese appena inaugurata della Agenzia Nazionale, di una convezione che vede coinvolti oltre all'Agenzia stessa, Assolombarda, Aldai e Fondirigenti. All’incontro hanno preso parte anche i rappresentanti dei tre partner scientifici coinvolti, Fondazione Istud, SDA Bocconi e Luiss, che prenderanno immediatamente in carico e avvieranno le attività di ricerca e formazione previste dal progetto.
La necessità di una migliore formazione per questi manager nasce dall'esigenza di garantire la continuità industriale ed economica delle circa 1500 imprese sequestrate e confiscate, di cui più di 200 nella sola Lombardia, che rischiano di fallire e chiudere, causando perdita di manodopera, tensioni sociali e in ultima analisi un clima non idoneo al contrasto socio-economico della criminalità organizzata.
Le attività di valutazione e gestione saranno indirizzate, in via sperimentale, alle aziende operanti in Lombardia (sottoposte a sequestro ovvero a confisca non definitiva), con l’aggiunta di alcune realtà in confisca definitiva particolarmente significative individuate dall’Agenzia nel resto del territorio nazionale. L’accordo punta, infatti, a creare un modello che potrà essere esteso su tutto il territorio nazionale.





