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Lotta alle mafie
23.04.2011
Colpo decisivo alla Sacra corona unita: arrestato Francesco Campana, capo indiscusso della malavita pugliese
Il ministro Maroni si è congratulato con il capo della Polizia Manganelli. Mantovano: «È l'ulteriore conferma della presenza dello Stato in un territorio difficile»L'arresto di Francesco Campana rappresenta «il colpo definitivo alla Sacra corona unita» ha dichiarato il questore di Brindisi Vincenzo Carella, dopo il successo dell’operazione condotta dalla sua Squadra mobile insieme a quella di Lecce.
Latitante da due anni e sfuggito più volte ai blitz delle forze dell’ordine, si nascondeva nelle campagne di Oria, nei pressi dell'abitazione. Una clandestinità favorita da appoggi e connivenze su cui investigatori e Dda di Lecce continuano a indagare.
Capo indiscusso della malavita pugliese, deve scontare nove anni per associazione mafiosa.
Durante la latitanza, ha spiegato il questore Carella, Campana «ha continuato a reggere le fila dell'organizzazione attiva nelle zone di Brindisi e Mesagne in tante attività criminali, a partire da estorsioni e gravi intimidazioni».
Nel dicembre scorso, una maxi operazione di Polizia nella stessa zona aveva colpito duramente l'organizzazione mafiosa eseguendo 28 provvedimenti restrittivi in carcere emessi dalla Direzione distrettuale antimafia.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni si è congratulato con il capo della Polizia Antonio Manganelli.
«La cattura di Campana – ha commentato il ministro – è un durissimo colpo alla Sacra corona unita, frutto di sforzi che sono stati compiuti in Puglia attraverso il lavoro dei gruppi investigativi speciali, istituiti proprio per la cattura dei latitanti e per porre fine alla sanguinosa guerra di mafia in quel territorio».
Per il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano l’arresto del criminale «è l'ulteriore conferma della presenza dello Stato in un territorio difficile».
Dopo l’allestimento della tendopoli per l’accoglienza degli immigrati a Manduria, infatti, le forze dell’ordine sono state massicciamente impegnate per attenuare il disagio della popolazione e per garantire la sicurezza del territorio. Ciò non ha impedito, ha spiegato il sottosegretario, il proseguimento delle attività investigative che hanno condotto all’arresto. «Di tanta dedizione e generosità – ha dichiarato Mantovano - va reso merito alla Polizia di Stato, e in particolare alla Squadra mobile della questura di Brindisi e al personale di altre province che con essa ha operato».





