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Lotta alle mafie
03.09.2010
Maroni: contro le intimidazioni sarà più forte la presenza del Governo e dello Stato
Concluso a Reggio Calabria il vertice in prefettura con il ministro dell'Interno. Presenti il sottosegretario Alfredo Mantovano e il capo della Polizia Antonio ManganelliRiprodurre anche a Reggio Calabria il 'modello Caserta' organizzando incontri periodici con le Forze dell'ordine e la magistratura. Lo ha detto il ministro dell'Interno Maroni al termine dell'incontro in prefettura con il procuratore generale Salvatore Di Landro, il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il presidente della regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, in relazione alle intimidazioni compiute negli ultimi mesi.
Il responsabile del Viminale, accompagnato dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dal capo della Polizia Antonio Manganelli, ha definito gli atti intimidatori avvenuti nella città calabra come "una reazione contro il nuovo. Il nuovo atteggiamento contro la criminalità organizzata che a tutti i livelli c'è". "Questi atti intimidatori - ha aggiunto Maroni - dipendono dall'attività investigativa, molto importante per risultati e successi ottenuti contro la 'ndrangheta, dal fatto che i magistrati stanno dando una spinta molto forte alla loro attività e dal nuovo corso che è stato imboccato dalla politica e in particolare dalla Regione. Per contrastare queste reazioni, questi atti intimidatori voglio che si senta la presenza del Governo e dello Stato"
"A Reggio Calabria - ha proseguito il ministro - stiamo facendo tutto ciò che serve: lo stiamo facendo bene, i risultati ci sono. C'è stata una stagione felice nel contrasto alla criminalità organizzata: arresti di latitanti e dei mafiosi, l'aggressione ai patrimoni che hanno visto in primo piano le Forze dell'ordine, la magistratura e le istituzioni. Vogliamo continuare con quest'azione molto efficace, senza lasciare spazi. Per questo oggi sono venuto qui ed è per questo che continueremo a fare ciò che abbiamo fatto finora".





