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Notizie

Lotta alle mafie

27.01.2010

Sequestro di 550 milioni a Rosario Cascio, cassiere di Cosa nostra

L'imprenditore è ritenuto il gestore del patrimonio che fa capo al boss Matteo Messina Denaro. Mantovano: confermata la bontà della strategia del Governo

«Conferma la bontà della strategia di contrasto alle mafie impostata dal Governo». È il commento del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano dopo il sequestro di beni per 550 milioni all'imprenditore siciliano Rosario Cascio, ritenuto uno degli amministratori del patrimonio del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. Questa strategia «è fondata anche e soprattutto sull’aggressione ai patrimoni illeciti» ha ribadito Mantovano nel messaggio di congratulazioni ai generali Antonio Girone e Cosimo D’Arrigo, rispettivamente a capo della Dia e della Guardia di Finanza che hanno condotto l'operazione.

Tra i beni sottoposti a sequestro figurano 15 imprese edilizie - società di capitali e ditte individuali - intestatarie di 200 appezzamenti situati in provincia di Agrigento e Trapani, 9 stabilimenti industriali, 90 fabbricati e 120 automezzi. A questi si aggiungono altri 60 terreni, 80 immobili tra ville, appartamenti, palazzine e magazzini, 50 veicoli e un'imbarcazione, tutti beni riconducibili, anche attraverso prestanome, a Cascio a alla moglie.

L'imprenditore 75enne, originario di Santa Margherita Belice (Ag), sarebbe, secondo il pm Roberto Scarpinato che coordina le indagini sulle infiltrazioni mafiose nell'economia, «l'interfaccia economico» di Messina Denaro. Cascio ha già sulle spalle una condanna definitiva per associaizone mafiosa. Il suo patrimonio, una vera e propria holding, aveva già subito l'anno scorso un sequestro per 400 milioni.





   
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