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Formazione professionale
24.06.2010
La mafia si combatte anche con la formazione
Seminario sull'aggressione ai patrimoni mafiosi alla Scuola superiore dell'amministrazione dell'Interno. Tra i relatori il capo dell'Agenzia nazionale beni confiscati Morcone. Prossimo appuntamento l'8 luglio
Cosa c'è dietro la strategia di contrasto alla criminalità organizzata basata sull'aggressione ai patrimoni mafiosi che negli ultimi 3 anni ha portato al sequestro di beni illegali per oltre 11 miliardi?
All'attività investigativa si affiancano procedure e meccanismi tecnico-giuridici oggi al centro della prima giornata del percorso formativo 'antimafia' che si è svolta a Roma presso la Scuola superiore dell'amministrazione dell'Interno (Ssai). Il seminario ha avuto come relatori d'eccezione il direttore dell'Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, prefetto Mario Morcone, il direttore della direzione investigativa antimafia, generale dei carabinieri Antonio Girone, e il capo dell’ufficio analisi criminale del dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell'Interno Enzo Calabria.
Interventi qualificati necessari per spiegare quello che il direttore dell'Agenzia nazionale Morcone ha definito nel suo intervento il «complesso ingranaggio» che sta dietro alla sottrazione dei beni 'criminali', una delle priorità del Governo. Perché l'aggressione ai patrimoni illeciti delle organizzazioni mafiose - ha proseguito Morcone 'citando' il ministro dell'interno Maroni - ha un duplice valore: simbolico, come messaggio forte dello Stato che persegue a 360° i criminali, ma anche concreto e sostanziale «perché toglie alla criminalità organizzata stessa risorse economiche fondamentali per lo sviluppo dei suoi traffici illegali».
Morcone ha illustrato il percorso che ha portato alla creazione dell'Agenzia, pensata per governare in modo più organico la gestione dei beni sequestrati. L'Agenzia, infatti, svolge un’attività di affiancamento e supporto all’autorità giudiziaria durante tutta la fase del sequestro, perché non ci sia soluzione di continuità tra sequestro, confisca e fasi successive. L'organismo si configura, inoltre, come «ente di programmazione» dell’utilizzo dei beni confiscati, una sorta di «cabina di regia nazionale» per orientare in questo campo l'azione istituzionale e delle varie componenti della società civile.
La prossima giornata formativa, in programma per l’8 luglio sempre alla Ssai, sarà dedicata all'attività amministrativa di prevenzione, in particolare rispetto ai tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti di opere pubbliche.
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