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Immigrazione

29.09.2011

Informativa al Senato sui flussi migratori a Lampedusa

Il sottosegretario Viale: «L'emergenza che stiamo gestendo coinvolge tutta l'Europa; bisogna comprendere ciò se vogliamo un unico grande sistema di governo del fenomeno dell'immigrazione»

Il sottosegretario Viale durante l'informativa al SenatoNuova informativa del Governo sui flussi migratori a Lampedusa. L'ha resa questa mattina a Roma, al Senato, il sottosegretario all'Interno Sonia Viale, che già ieri aveva svolto alla Camera l'informativa urgente sui disordini verificatisi sull'isola il 20 e 21 settembre.

Dopo aver ricostruito la dinamica dell'incendio al Centro di accoglienza e primo soccorso di Contrada Imbriacola, per il quale sono stati fermati 4 cittadini tunisini, e gli incidenti presso un distributore di benzina tra immigrati e lampedusani, il sottosegretario ha ribadito dati e strategie di Governo illustrati il giorno prima all'altro ramo del Parlamento.

Da quando è operativo il piano straordinario per i rimpatri della durata di 3 settimane concordato il 12 settembre a Tunisi dal ministro dell'Interno Maroni con le autorità locali sono stati rimpatriati - dato di ieri - 841 tunisini, diventando così 16.566 i cittadini stranieri rimpatriati dal Viminale a partire dal 1° gennaio di quest'anno fino al 27 settembre. 

Complessivamente, ha ricordato Viale, dall'inizio del 2011 sono 51.596 gli extracomunitari sbarcati sulle isole Pelagie - l'arcipelago di cui fa parte Lampedusa - su un totale di 60.656 sbarchi su tutto il territorio nazionale. Il porto di Lampedusa, ha ripetuto il sottosegretario al Senato, è stato comunque dichiarato 5 giorni fa «luogo non sicuro per lo sbarco di migranti ai soli fini del soccorso in mare».

Poi un passaggio su come il Governo italiano sta gestendo nel complesso il fenomeno migratorio, in linea con il Patto europeo sull'immigrazione e sui diritti d'asilo. Sul fronte internazionale, è «fondamentale la cooperazione con i Paesi di origine o di transito degli immigrati illegali», attraverso accordi bilaterali. Ultimi in ordine di tempo il memorandum d'intesa del 17 giugno con il Consiglio nazionale transitorio libico e l'accordo dell'aprile scorso con la Tunisia, rinsaldato il 12 settembre, con l'impegno del Paese africano a contenere le partenze e a collaborare per la riammissione e il rimpatrio.

Infine, di nuovo un richiamo alla necessità di collaborazione da parte di tutti i Paesi europei nel fare fronte all'emergenza migratoria attuale  «se vogliamo un'Europa capace di costituire un unico grande sistema di governo del fenomeno dell'immigrazione».





   
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