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Sicurezza
21.06.2010
Sicurezza: parte la sperimentazione del 112, Numero Unico di Emergenza europeo
Il ministro dell'Interno Maroni insieme al Governatore della Lombardia Formigoni presenta l'avvio del progetto nella provincia di Varese: «Abbiamo anticipato le indicazioni della Commissione Europea»
Parte da Varese la sperimentazione in Italia del Numero Unico di Emergenza europeo, il 112.
Con questo progetto, tenuto a battesimo oggi pomeriggio dal ministro dell'Interno Roberto Maroni insieme al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, «mettiamo insieme i vari modelli esistenti - ha commentato il ministro alla sede della provincia di Varese - un sistema complesso e diversificato che abbiamo riportato all'unità per dare un interlocutore unico al cittadino in modo da poter salvare vite umane in più».
Si tratta di un sistema che secondo il responsabile del Viminale risponde finalmente a quanto richiesto dalle direttive Ue in materia. «Oggi colmiamo un ritardo di anni rispetto alle richieste europee - ha osservato Maroni - ma contemporaneamente realizziamo un momento di sperimentazione che anticipa i requisiti della normativa Ue per il maggio 2011: dunque una volta tanto, e non capita spesso, abbiamo anticipato le indicazioni della Commissione Europea».
Maroni ha espresso ottimismo sull'esito del test nel varesotto, che «se funzionerà - ha detto - voglio sia esteso a tutto il territorio nazionale. Per fare ciò bisognerà confrontarci con le varie Regioni e la loro dotazione tecnologica, perché non tutte hanno fatto in questo settore gli investimenti della Lombardia».
All'incontro presso la Provincia di Varese erano presenti il capo della polizia Antonio Manganelli, il capo dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Francesco Paolo Tronca e il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Leonardo Gallitelli.
La sperimentazione del Numero unico 112 A Varese
Secondo quanto previsto dalle direttive europee, componendo il 112 sia da telefono fisso sia da cellulare si potrà chiedere l'intervento di polizia, carabinieri, vigili del fuoco e 118, con possibilità di allertare anche protezione civile e polizie locali. Sarà la centrale operativa a smistare la richiesta al terminale adeguato.
Tra le particolarità della sperimentazione - avviata nei distretti telefonici 0331 e 0332, comprendenti anche pochi centri delle province di Milano e di Como - la capacità del sistema di localizzare automaticamente il chiamante e di offrire assistenza in più lingue e ai disabili, come peraltro richiesto dall' Europa.
Si tratta di un 'centralino laico' per il fatto che dall'altra parte del telefono ci sono dei volontari e non personale appartenente a un particolare Corpo. Nel frattempo restano in funzione i tradizionali numeri di emergenza, che saranno sostituiti solo gradualmente se la sperimentazione di sei mesi avrà esito positivo e potrà dunque essere estesa ad altre province.
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