Approfondimento
Oppio-morfina-eroina
CARATTERISTICHE

OPPIO
Quando è fresco, si presenta in grumi resinosi di colore bruno (dal caffelatte al nero), di sapore amaro e di odore acre, leggermente ammoniacale. La consistenza è variabile; con il tempo l´oppio diventa fragile e duro.

EROINA
Si prepara per via sintetica, trattando la morfina estratta dall´oppio con anidride acetica. In generale si presenta come una polvere finissima di colore bianco, bruno o rossastro, a seconda della purezza. Può avere odore di acido acetico.

MORFINA
E´ il principale alcaloide dell´oppio; si presenta come una polvere bianca o giallastra, granulare, fioccosa o in cubetti di circa gr.0,3 grandi come mezza zolletta di zucchero. Conserva l´odore caratteristico dell´oppio e si altera sensibilmente in seguito all´esposizione all´umidità e alla luce.
USO FARMACOLOGICO
La morfina e gli altri alcaloidi dell´oppio sono usati in campo medico per cercare sollievo dal dolore originato da qualsiasi parte del corpo.
La morfina è frequentemente impiegata come analgesico della colica biliare o renale. E´ parimenti indicata per alleviare il dolore causato da occlusione vascolare acuta (periferica o coronarica), per le pleuriti e pericardite dolorose, per il pneumotorace spontaneo. Ne richiede frequentamente l´uso il dolore traumatico causato da fratture, bruciature, ecc. e la sua azione risulta decisiva nell´asma cardiaca e nell´edema polmonare.
La codeina, alcaloide dell´oppio, viene impiegata per calmare la tosse secca, irritante e dolorosa.
L´uso degli alcaloidi morfinici, inoltre, può rendersi necessario nei soggetti con dolore da neoplasie, o altre malattie croniche senza speranza, laddove gli analgesici non stupefacenti non diano più sollievo.
EFFETTI PRODOTTI SULL'ORGANISMO
Gli oppiodi, oltre a svolgere un´azione analgesica, inibiscono le funzioni dei centri della respirazione e della tosse, deprimendo così la ventilazione polmonare, tanto che gran parte dei decessi da overdose di eroina è determinata da insufficienza respiratoria.
L´assunzione di oppioidi inoltre inibisce la liberazione di sostanze prodotte dall´ipotalamo, attraverso le quali il cervello controlla e dirige le funzioni dell´ipofisi, provocando uno scompenso degli equilibri ormonali, in special modo dell´apparato riproduttivo.
Notevole è anche l´azione a livello gastro intestinale: le sostanze oppiacee ritardano infatti i processi digestivi e deprimono la motilità intestinale.
L´assunzione endovenosa di eroina provoca una sensazione di benessere e di estraneazione dall´ambiente, dalle relazioni e dai problemi connessi ed è accompagnata da prurito, restringimento delle pupille, riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Segue un rallentamento dei processi ideo-motori ed uno stato di sonnolenza. In dosi elevate o in condizioni di ipersensibilità si giunge alla depressione del sistema nervoso centrale.
GLI EFFETTI PRODOTTI SULLA PSICHE
Gli oppiacei-narcotici modificano le percezioni sensoriali del soggetto assuntore il quale, effettivamente distaccato dal mondo circostante, ha la sensazione di essere "altrove", e provocano interferenze sulla memoria e nel campo dell´immaginazione e la perdita del normale ritmo veglia-sonno e delle sensazioni elementari di fame, freddo, caldo.
Dopo l´interruzione della sostanza sopravviene una serie di sensazioni sgradevoli e dolorose che, nell´assuntore abituale si esaltano in manifestazione clamorose , riassunte sotto il nome di crisi di astinenza.
DIPENDENZA
L´uso cronico degli oppioidi porta i neuroni dei sistemi regolati dalle endorfine a delegare alla droga le funzioni di controllo. Essi divengono di fatto incapaci di agire senza la presenza di sostanza tossica. Ciò comporta una progressiva riduzione di risposta alla droga e una necessità di continuo apporto esterno di oppioidi per permettere il normale funzionamento dei sistemi endorfinici, cioè la dipendenza fisica. Per tale ragione la brusca interruzione dell´uso prolungato di sostanze oppiacee (20-25 mg. di sostanza attiva al giorno per quattro settimane) provoca l´insorgere della crisi di astinenza.
Con il termine "sindrome di astinenza" possono intendersi due distinti momenti, l´uno che costituisce essenza fisica dell´astinenza e l´altro che, legato alla dipendenza psicologica dalla pratica tossicomanica, costituisce il periodo più sensibile alla ricaduta. SINTOMATOLOGIA FISICA: la fase dell´astinenza è caratterizzata dalla comparsa in successione di sintomi soggettivi (ansia, irrequietezza, insonnia, brividi, artromialgie, nausea, dolori addominali, vampate di calore) ed oggettivi (vomito, diarrea, lacrimazione, rinorrea, tremore, dispnea, sudorazione, sbadigli incontrollati, tachicardia, aumento dei valori pressori sistolici, febbre, midriasi evidente).
TERAPIA
La prevenzione farmacologica ha lo scopo di rendere ottimali la diagnosi e la terapia della malattia da eroina, attraverso la somministrazione dei seguenti farmaci:
- il nalaxone, un antagonista della morfina posto in vendita con il nome commerciale di NARCAN che, iniettato nella dose di 0,4 mg. per via endovenosa ad un soggetto tossicodipendente da oppioidi, può sviluppare una sindrome di astinenza ed è capace di salvare dall´overdose. L´interruzzione della dipendenza fisica rappresenta la condizione fondamentale per lo sviluppo di successivi interventi con o senza farmaci;
- la clonidina, posta in vendita in compresse col nome di CATAPRESAN, utile nella terapia della sindrome di astinenza;
- il metadone, adoperato sia nella detossificazione rapida in regime ospedaliero, con diminuzione progressiva della dose, in un arco di tempo inferiore a 21 giorni, sia nella terapia a lungo termine;
- il naltrexone, farmaco disegnato quasi specificamente per combattere la recidiva da eroinopatia è riservato ad un successivo intervento sul tossicodipendente, una volta che è stato detossificato e risulta una assoluta negatività di risposta al test diagnostico con il nalaxone.






