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Polizia a cavallo

Il maniscalcoCome si diventa un agente a cavallo

 

Gli aspiranti cavalieri vengono scelti tra gli appartenenti al corpo della Polizia di Stato che non abbiano superato i 35 anni e con almeno due anni di servizio effettivo. 

La selezione viene effettuata sulla base di alcuni requisiti importanti come la certificazione medica, le capacità ginnico-atletiche e l'interazione con il cavallo, ma anche sulla base di alcuni titoli preferenziali allegati alla domanda quali, ad esempio, il patentino di cavaliere o il brevetto da istruttore federale. 

Il punteggio complessivo con il quale ciascuno degli aspiranti cavalieri viene inserito nella graduatoria è quindi stabilito dai titoli. A parità di punteggio, la precedenza viene data ai più giovani di età.
I candidati giudicati idonei vengono ammessi alla frequenza del corso di specializzazione. Durante le lezioni i futuri cavalieri approfondiscono la teoria e la pratica dell'equitazione e le norme di primo soccorso fino ad apprendere le tecniche di allevamento e di addestramento dei cavalli. 

 

 

Villa UmbertoVilla Umberto

Immersa nel verde del Parco dei Daini all’interno di Villa Borghese, si trova Villa Umberto, sede della squadra a cavallo della Sezione di Roma. Un edificio storico utilizzato, fin dagli anni Venti, per l’equitazione e le esercitazioni a cavallo della Polizia di Stato tanto da ospitare, durante gli anni Sessanta, la squadra ippica della Polizia. Nel 1974, in seguito allo scioglimento temporaneo della Polizia a cavallo, il pattugliamento di tutta l’area verde fu affidato a cavalli e cavalieri rimasti ancora nella struttura.
Con il ripristino di tutte le attività, si è reso necessario, negli anni ’90, un intervento di restauro e ammodernamento che ha fatto di Villa Umberto, una struttura moderna e attrezzata, che non ha modificato ruoli e mansioni degli agenti a cavallo.
La loro giornata tipo inizia, ogni mattina, con l’arrivo a Villa Umberto e la lettura del nome del cavallo assegnato che, l’agente, fa uscire dal box dove il quadrupede mangia e dorme. Una volta fuori, il cavallo viene legato alla posta, una specie di recinto di legno, dove ha inizio un accurato lavoro di cura e pulizia al termine del quale l’animale viene bardato (vestito, sellato, imbrigliato). Esistono due tipi di bardatura per un cavallo: una esclusiva per la pattuglia composta da un sottosella nero imbottito, da una testiera dalla doppia redine e morso, sciabola d’acciaio e scudiscio. L’altra riguarda i servizi di rappresentanza che si differenzia solo per il colore della sella e dei paramenti, per la sciabola dall’elsa dorata e per l’assenza dello scudiscio.
Quando tutto è pronto, i poliziotti comunicano via radio alla sala operativa la loro posizione nella zona e il loro servizio di pattugliamento può avere inizio. Il lavoro è diviso in due turni, mattina e pomeriggio, e si compone di interventi diversi a seconda delle esigenze che gli agenti incontrano durante il loro giro di vigilanza. La giornata si conclude con il rientro di cavalli e cavalieri a Villa Umberto, dove l’animale viene sciolto dalla sua attrezzatura e può rifocillarsi liberamente prima di essere riaccompagnato nel box. 

IppoterapiaInsieme a cavallo - IPPOTERAPIA

Presso il maneggio del centro di coordinamento dei servizi a cavallo della Polizia di Stato, nella caserma "Lamarmora" di Roma - Trastevere, da 5 anni si svolgono corsi di ippoterapia per ragazzi con problemi neuro-motori.
La struttura della Polizia consente al centro di riabilitazione equestre Capitolium (C.R.E.C.) e al centro di riabilitazione equestre "Tina de Marco", entrambi affiliati all'Associazione nazionale italiana di riabilitazione equestre (A.N.I.R.E.), di utilizzare oltre al maneggio, anche selleria, scuderia, strumenti particolari e 3 cavalli (i più tranquilli tra quelli impiegati per i normali servizi d'istituto).
Ci sono inoltre 3 agenti che hanno il compito di guidare il cavallo dando un supporto agli operatori specializzati dei centri (quasi tutti psicologi o medici). Gli agenti, che sono tutti volontari, hanno frequentato corsi specialistici ed hanno dimostrato di avere la necessaria sensibilità per lavorare vicino a ragazze e ragazzi con handicap fisici e mentali e hanno instaurato con loro un rapporto di fiducia e di amicizia che spesso si manifesta anche oltre le ore di servizio.


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