Servizio per i Reparti Speciali
Si occupa del supporto territoriale e degli affari relativi dei reparti e unità speciali della Polizia di Stato.
I Reparti Mobili
I 13 Reparti mobili sono dislocati nelle città di Roma, Torino, Firenze, Reggio Calabria, Milano, Genova, Napoli, Palermo, Catania, Bologna, Padova, Cagliari e Bari con un distaccamento a Taranto.
Gli operatori del Reparto mobile operano su tutto il territorio nazionale e sono impegnati principalmente per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini durante manifestazioni politico-sindacali o sportive.
Gli operatori di tali Reparti sono sottoposti ad uno specifico addestramento che li pone in condizioni fisiche e psicologiche adeguate per sostenere situazioni a diretto contatto con i manifestanti.
Per la versatilità di impiego e per le capacità professionali hanno prestato la loro opera anche in alcuni degli eventi più drammatici della storia recente del nostro Paese, come l’alluvione di Firenze e la valanga di fango e acqua che in Campania travolse i paesi di Sarno, Siano, Quindici e Bracigliano. In questi casi sono stati impiegati per il soccorso ma anche nell’importante opera antisciacallaggio, per impedire ulteriore danno alle persone coinvolte.
Polizia a cavallo
La Polizia a cavallo può vantare una lunga tradizione storica; è infatti il più antico Reparto organico ad inquadramento diretto della Polizia.
La sua storia si snoda attraverso le più importanti vicende del nostro Paese e l' origine stessa rimanda addirittura all 'impresa del condottiero Giuseppe Garibaldi. Seguì un periodo di codificazione e regolamentazione per la Polizia a Cavallo di stanza in Sicilia, fino all'emanazione del R.D. 27 marzo 1877, e l'adozione dell 'uniforme risorgimentale.
Le due guerre mondiali e le trasformazioni sociali conseguenti comportarono una drastica riduzione del Corpo, tanto che, nell 'ultimo dopoguerra, rimase attivo un solo Squadrone di Guardie di Pubblica Sicurezza a Cavallo con sede a Roma e un distaccamento a Napoli. Detto Squadrone fu elevato dapprima al rango di Gruppo e poi a quello di Raggruppamento, fino alla concessione nel 1965 dello Stendardo Nazionale, che viene tuttora custodito presso il Comando del Centro di Coordinamento per i serviizi a Cavallo della Polizia di Stato.
I Cinofili
Il primo Centro Addestramento Cani di Polizia fu costituito nel periodo successivo alla prima guerra mondiale ed il primo successo ottenuto con l'impiego di cani segugi italiani nei servizi di polizia si ebbe il 10 giugno 1924, in occasione delle ricerche di Giacomo Matteotti.
In seguito esemplari di Pastore Tedesco vennero acquistati in Germania e successivamente fatti riprodurre nell'allevamento di Postumia, all'epoca in territorio italiano, per poi essere utilizzati principalmente dai commissariati di frontiera nell'attività di repressione dell'immigrazione clandestina e del contrabbando lungo l'arco alpino.
Al termine della seconda guerra mondiale, i cani poliziotto sfuggiti alle razzie delle truppe tedesche in ritirata furono concentrati presso la Scuola Ufficiali e Sottufficiali di P.S. di Roma e trasferiti a Fabrica di Roma. Nel 1947 i cani furono allevati nell'attuale sede di Nettuno per aumentare il numero di esemplari. Le notevoli difficoltà di convivenza tra cuccioli e cani adulti ed il continuo propagarsi di epidemie di cimurro costrinsero a spostare il Centro Addestramento nella località di Rocca di Papa, nei Colli Albani, suddividendo in due settori l'attività del Servizio Cinofili: un centro allevamento ed un centro addestramento.
Nel 1955 i due settori del Servizio Cinofili furono riuniti nella Scuola Allievi Guardie di P.S. di Nettuno, a sud di Roma, poi divenuta Scuola Sottufficiali e dopo l'81, Istituto per Sovrintendenti e di Perfezionamento per Ispettori.
Attualmente il Centro Allevamento e Addestramento Cani della Polizia di Stato (CAACP) si trova a Nettuno ed è compreso nella più grande scuola di polizia d'Europa che si estende su una superficie di circa 20.000 metri quadrati.
Gli artificieri
Gli artificieri antisabotaggio ed ordinari provvedono alla bonifica di ambienti, al disinnesco, alla rimozione ed alla distruzione di ordigni esplosivi. Operano individualmente, o in squadre, dotati di sofisticate apparecchiature; sono periodicamente aggiornati sulle più moderne tecniche d’intervento.
La formazione e il costante addestramento sono gli elementi essenziali per questi specialisti la cui selezione avviene, oltre che sulla base delle predisposizioni individuali, soprattutto considerando l'equilibrio psico-fisico.
Dal 1976 la Polizia di Stato si avvale di un proprio organico di artificieri antisabotaggio ai quali è affidato il compito di:
disattivare e neutralizzare gli ordigni esplosivi di circostanza, nonché di intervenire a seguito di avvenuta esplosione, per il rilevamento di tracce ed ogni altro elemento utile alla ricostruzione dei fatti ed alle indagini di polizia giudiziaria;
riconoscere, neutralizzare e/o porre in atto tutte le misure di sicurezza in caso di ritrovamento di ordigni esplosivi regolamentari e pirotecnici;
concorrere nelle attività di polizia giudiziaria e amministrativa, in ausilio ai reparti investigativi, per prevenire e reprimere reati commessi con armi, munizioni e materiale esplodente;
concorrere nelle attività di prevenzione (visite di personalità, manifestazioni di carattere nazionale ed internazionale) e di ordine pubblico connesse con la specializzazione;
istruire il personale della Polizia di Stato alla prevenzione ed autotutela nell'ambito dei programmi di aggiornamento professionale disposti dal Dipartimento, in caso di segnalazione o rinvenimento di ordigno esplosivo di circostanza o regolamentare, nonché alle misure di o.p. da porre in essere in tali casi;
verificare e/o distruggere materiale esplodente.
Si avvalgono di costose e sofisticate attrezzature che costituiscono la dotazione dei pari specialisti di altri paesi europei, con i quali è mantenuto un continuo scambio di informazioni e tecniche di intervento; da alcuni anni, infatti, anche gli artificieri antisabotaggio della Polizia di Stato adottano le procedure d'intervento secondo stanag NATO.
Gli aspiranti da avviare al corso di artificiere, vengono selezionati tra il personale dei ruoli esecutivi, con almeno cinque anni di servizio, previa domanda e requisito di volontarietà. Il personale selezionato, dopo essere stato sottoposto a severissimi accertamenti psicofisici e attitudinali per l'impiego nel particolare settore di intervento, viene inviato a frequentare un corso. La formazione degli specialisti antisabotaggio prevede attualmente due diversi momenti di formazione svolti presso strutture del Ministero della Difesa. Una volta conseguito la specializzazione, gli operatori, effettuano periodicamente corsi, stage, meeting multidisciplinari, anche all'estero, e presso Enti sia civili sia militari.
Di recente il Dipartimento della P.S. ha avviato importanti scambi professionali con i pari specialisti che operano in ambito internazionale.
Reparto volo
Piccoli, efficienti, maneggevoli e sempre pronti a entrare in azione per garantire la sicurezza dei cittadini dall’alto. Sono i velivoli della Polizia di Stato impegnati quotidianamente in ambiti sempre più estesi: attività di soccorso, monitoraggio, recupero in mare o in montagna. Un’attività di sicurezza e sorveglianza a 360 gradi che richiede professionalità, impegno, esperienza e tanto affiatamento con la propria squadra. Un gruppo compatto sempre pronto a decollare, nel giro di venti minuti dal momento in cui arriva la chiamata, e sempre pronto ad intervenire in ogni situazione in caso di necessità.
La storia del Reparto volo inizia nei primi anni Settanta con la messa a punto del progetto che prevedeva l’istituzione del Servizio aereo, costituito poi ufficialmente il 1 gennaio 1971. Due settimane dopo quella data a Pratica di Mare, venne costituito il 1° Gruppo di volo. Oggi i Reparti volo della Polizia di Stato sono 11 e coprono tutto il territorio nazionale. A Pratica di Mare ci si occupa della sicurezza dall’alto di Lazio e Umbria con particolare attenzione alla città di Roma che, data la quantità di eventi, manifestazioni, visite di ospiti importanti da proteggere, richiede un impegno costante.
Un'idea di come si è evoluto negli anni il Reparto di volo viene dagli incarichi diversificati che ha ricoperto nel tempo. Trent'anni fa, i velivoli della polizia si vedevano volteggiare unicamente sopra le strade ad alto scorrimento: nei primi tempi, infatti, il loro compito era sopratutto quello di tenere sotto controllo la circolazione. Oggi invece, le funzioni svolte dal reparto si sono notevolmente evolute e la sicurezza ad alta quota gioca un ruolo molto importante per la tutela dei cittadini.
Grazie alle singolari caratteristiche di mobilità e flessibilità, infatti, il mezzo aereo si è dimostrato particolarmente adatto ad accompagnare tutte le attività della Polizia di Stato, soprattutto per quanto riguarda il controllo del territorio, la vigilanza stradale, il soccorso in montagna e in mare, le attività di ordine pubblico e di polizia giudiziaria.
Dalle rapine alle banche e agli uffici postali a manifestazioni di vario genere o partite di calcio passando per il monitoraggio su strade e autostrade nei week-end e durante le ferie, l’impiego degli elicotteri della Polizia di Stato ha fatto registrare negli ultimi anni un ulteriore ampliamento fino ad assumere competenze di tipo investigativo. Viene infatti sempre più utilizzato nel contrasto ai fenomeni del contrabbando e dell’immigrazione clandestina soprattutto lungo le coste delle regioni meridionali della nostra penisola.
La Polizia del mare
La Polizia di Stato garantisce con le “volanti nautiche” il controllo delle coste, del mare territoriale (entro le 12 miglia dalla costa), delle acque interne, compresi i laghi e i fiumi. I mezzi del settore sono in contatto
radio con la sala operativa della Questura da cui dipendono, ricevendo le necessarie disposizioni che consentono di svolgere un’adeguata attività di prevenzione, di repressione degli illeciti, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonché di controllo su tutte le attività nautiche.
Il costante collegamento, inoltre, con il canale di emergenza marina, consente di apportare un contributo immediato e diretto alla sicurezza della navigazione, mediante il soccorso delle persone e delle imbarcazioni in difficoltà. Il personale navigante viene accuratamente addestrato ed aggiornato, nelle tecniche di navigazione ed immersione, presso il Centro Nautico e Sommozzatori di La Spezia dove ha sede il Reparto Operativo Sommozzatori, preposto alla sicurezza ed alla prevenzione degli illeciti subacquei e, in particolare, alla ricerca dei corpi di reato.
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