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LA GESTIONE DELLA SICUREZZA DELLE OLIMPIADI

CONFERENZA STAMPA DEL MINISTRO DELL’INTERNO
ON. GIUSEPPE PISANU

VIMINALE – 27 febbraio 2006

Buongiorno a tutti e grazie per avere accolto l’invito a questo incontro stampa.
Ci tenevo a manifestarvi la soddisfazione del Ministero dell’Interno per queste Olimpiadi che si concludono per noi con un duplice innegabile successo. Innanzitutto, perché l’ampio e sofisticato dispositivo di sicurezza messo in campo ha funzionato alla perfezione e con grande efficacia; e poi perché gli atleti delle Forze dell’ordine hanno dato un contributo decisivo all’affermazione dell’Italia, conquistando un gran numero di medaglie.
Tenendo conto delle vittorie per squadra posso riassuntivamente dire che la Polizia di Stato ha conquistato tre medaglie d’oro e una di bronzo; altrettanto l’Arma dei Carabinieri: singolare parità tra le due maggiori Forze di polizia a competenza generale. Il Corpo Forestale dello Stato ha conquistato una medaglia d’oro e sette di bronzo. La Guardia di Finanza due d’oro e una di bronzo.
Consentiteci di dire che di questo duplice successo siamo tutti un pochino orgogliosi.
Vi verrà distribuita una scheda ricca di dati e di informazioni sulle dimensioni, le caratteristiche e le modalità di funzionamento del dispositivo di sicurezza messo in opera alle Olimpiadi.
Personalmente penso di poter dire che ancora una volta il modello italiano di gestione dei grandi eventi ha funzionato bene, suscitando l’ammirazione di grandi esperti internazionali, come per esempio il direttore generale dell’Interpol, Noble, del sindaco di New York, Rudolph Giuliani e di numerosissime altre personalità.
Questo modello ha tre caratteristiche che vorrei sottolineare.
La prima è l’unicità della catena di comando.
La seconda, l’alto coordinamento tra forze di polizia e intelligence.
La terza, la stretta collaborazione con le istituzioni locali attraverso il prefetto, che è punto di riferimento unitario per tutte le attività di ordine pubblico e sicurezza che si svolgono sul campo, e per le attività connesse.
Va da sé che questo modello non avrebbe funzionato così bene senza la professionalità e l’impegno generoso delle donne e degli uomini delle Forze dell’ordine, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco, dei nostri militari dell’esercito presenti con l’Operazione Domino, e di quelli dell’Aeronautica militare che hanno vigilato sui cieli delle aree olimpiche.
Perciò a tutti loro tengo a dire un grazie di cuore - a nome mio personale e dell’intero Governo - come tengo a dire che a Torino il Governo è stato presente ogni santo giorno con l’impegno e la grande competenza del sottosegretario Mario Pescante, nominato supervisore di tutte le attività per le Olimpiadi sulla neve.
Ma tornando a noi, al Ministero dell’Interno, io penso di dover avere una parola più puntuale di ringraziamento nei confronti di alcune persone: innanzitutto, il Prefetto di Torino, il dott. Sottile, per l’intelligenza e l’impegno infaticabile con cui ha fatto il coordinatore sul territorio di tutte le attività; il Questore e i Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco, con i quali anche in sede locale ho avuto ripetuti utilissimi incontri. E da ultimo - ma non certo per ultimo - una parola di particolare gratitudine vorrei rivolgere ad un nostro collaboratore, il dott. Tagliente, Capo del servizio dell’ordine pubblico del Dipartimento della Pubblica Sicurezza - per chi si occupa di sport, più noto come Responsabile dell’Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive - e, in questa occasione, Presidente ed anima vera del C.N.I.O., cioè del Centro Nazionale di Informazione per le Olimpiadi, una struttura - come molti sanno - modernissima, creata ad hoc per il collegamento tra tutte le Forze di polizia e servizi di informazione interessati alle Olimpiadi.
Infine, vorrei ringraziare sentitamente il Sindaco Chiamparino, tutte le autorità locali, i dirigenti del TOROC, e, in particolar modo, i cittadini di Torino, che con la loro cordialità, con il loro civismo non solo hanno dato vita alla festa olimpica, ma hanno contribuito attivamente al mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico.
Mi basta dire che nei giorni delle Olimpiadi - ma sarebbe più giusto dire nei giorni e nelle notti delle Olimpiadi - nonostante l’enorme aumento della popolazione presente e la frenesia della vita cittadina, tutti i reati di strada a Torino sono risultati in diminuzione. Questo sì che è un bell’esempio di sicurezza partecipata, del quale tutti insieme - Ministero dell’Interno, Istituzioni locali, Forze dell’ordine, cittadini torinesi - possiamo andare legittimamente fieri.
In questo modo, infatti, Torino ha mostrato al mondo un’immagine bella e veritiera del nostro Paese.

GUIDO RUOTOLO (Stampa):
…prima parlava del Governo nella gestione dei grandi eventi, come dire, che il fiore all’occhiello nostro, e spiegava anche i tre punti. Può entrare più nel merito per farci capire bene il segreto di questo modello?

PISANU:
Le ho detto, il primo punto per quanto riguarda l’unicità di comando si è, il progetto è stato elaborato al vertice, col contributo sin dall’inizio delle organizzazioni periferiche, è passato poi al vaglio del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica e collegato ai piani generali di cui disponiamo per la sicurezza.
La sua attuazione è stata curata giorno per giorno attraverso una catena di comando che comincia col responsabile del Dipartimento per la Pubblica Sicurezza a Roma, cioè col Prefetto De Gennaro, e si conclude a Torino con il Prefetto in quanto coordinatore di tutte le forze in campo. Durante lo svolgimento delle Olimpiadi, l’evoluzione degli eventi è stata seguita in maniera sistematica con il coinvolgimento sia dei vertici nazionali, parlo delle persone presenti a questo tavolo, il generale Gottardo, il Generale speciale, il Capo dei Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Prefetto Morcone, sia dai loro rappresentanti in sede nazionale.
Però non c’è stato mai nessuno che ha preso autonomamente decisioni, sono state decisioni che sono passate sempre lungo la stessa catena. I lavoro sono stati programmati in modo tale che ciascuna delle persone operanti sul campo sapesse che cosa fare e a chi rispondere.
Il C.N.I.O. ha funzionato quotidianamente, ma era in funzione di fatto da quanti mesi? Da almeno un anno, tenendo ogni giorno in collegamento le polizie straniere e i servizi stranieri interessati alle Olimpiadi, governando con cura il flusso delle informazioni e riversandolo poi sul tavolo del C.A.S.A., Centro di analisi strategica antiterrorismo, che ha valutato tutte le informazioni che ha ricevuto e dagli gli input operativi che volta a volta ha ritenuto necessari. C’è stata una grandissima collaborazione esterna ma tutto è dipeso dal progetto organizzativo e dalla linea di comando italiana che ha governato l’evento.

MASSIMO RESTIVO (ANSA):
ieri durante la cerimonia finale ci sono stati dei fischi al Presidente del Consiglio Berlusconi. Come valuta quanto accaduto?

PISANU:
Ma i fischi organizzati si commentano da sé, quelli spontanei se c’erano erano sicuramente ingenerosi, perché nessuno deve dimenticare che prima ancora di mandare un suo rappresentante a Torino e tenervelo fisso per tutta la fase preparatoria e poi celebrativa delle Olimpiadi nella persona del sottosegretario Pescante, il presidente Berlusconi si è anche preoccupato con interventi straordinari di mettere i conti in ordine, quando avevano rivelato carenze preoccupanti ormai in vista dei concreti impegni olimpici.

SOKOLOWICZ (GR RADIO):
Le volevo chiedere, provando a guardare un po’ avanti, passato il momento Olimpiadi, ora l’attenzione del dispositivo di sicurezza guarda al momento elezioni? Ci sarà un cambiamento, un potenziamento, una modifica?

PISANU:
Intanto, tenga presente che come dire durante le Olimpiadi noi non abbiamo mai mollato la presa su nessun altro settore. Nella giornata conclusiva delle Olimpiadi si sono svolti il derby Roma-Lazio e a Torino la partita Juventus-Lecce, durante le Olimpiadi si sono tenute 400 manifestazioni pubbliche di rilievo e 439 incontri di calcio, oltre ad un vertice internazionale dei Ministri della Difesa NATO a Messina, e l’ordine pubblico in tutti questi casi è stato assolutamente garantito.
E’ evidente che continueremo ad operare con questi criterio e che per le elezioni politiche le forze saranno quelle supplementari che abbiamo impiegato a Torino, opportunamente ridistribuite sul territorio in ragione delle esigenze che via via si presenteranno.

 

 
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