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Nel corso della seduta della Camera dei Deputati dell'8
febbraio 2006 dedicata al question time, il Ministro dell'Interno
Giuseppe Pisanu ha dato risposta immediata a tre interrogazioni
formulate dai parlamentari in merito a vicende di particolare
rilevanza. Il responsabile del Viminale ha fornito dapprima
una risposta all'onorevole Nannicini ed altri riguardo
alla vicenda del consiglio comunale di Arezzo, caratterizzata
dalle dimissioni di tre consiglieri di maggioranza, e
poi, rispondendo agli onorevoli Biondi e Leone, ha esposto
all'assemblea di Montecitorio i dettagli dei recenti atti
di violenza politica verificatisi a Livorno. Il Ministro
Pisanu, rispondendo infine alla interrogazione dell'onorevole
La Russa, ha illustrato il sistema di sicurezza messo
a punto dal governo in occasione delle olimpiadi invernali
di Torino 2006.
Intervento del
Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu alla CAMERA DEI
DEPUTATI
Interrogazione a risposta immediata
dell’On.le La Russa
8 febbraio 2006
Il sistema di sicurezza messo a punto per le Olimpiadi
di Torino si ispira al modello sperimentato con successo
nella gestione di grandi eventi internazionali.
Per mia scelta, questo modello affida le responsabilità
principali ai vertici nazionali della sicurezza che operano
in stretto contatto con il prefetto di Torino, responsabile
del coordinamento delle forze sul campo, sia in città,
sia nei siti olimpici.
Ciò per evitare incertezze nella catena di comando
e garantire l’integrazione di tutte le componenti
tecniche ed umane del complesso dispositivo, che impiega,
oltre ai reparti già presenti in Piemonte, altri
9.000 operatori delle Forze dell’ordine. Ognuno
di essi sa esattamente qual è il suo compito e
con chi deve fare squadra.
Già dall’anno scorso è al lavoro presso
il Ministero dell’Interno il Centro Nazionale di
Informazione delle Olimpiadi (CNIO) che raccoglie ed esamina
tutte le notizie acquisite dall’Italia e dall’estero,
in collaborazione con il Comitato di Analisi Strategica
Antiterrrorismo (CASA).
Ieri l’altro ho convocato al Viminale i vertici
delle Forze dell’ordine e del SISDE per una valutazione
delle possibili ripercussioni interne dell’ondata
di protesta che scuote il mondo islamico. Domani presiederò
il Comitato Nazionale per l’ordine e la sicurezza
pubblica, che compirà un’ultima verifica
del dispositivo olimpico.
In conclusione, ribadisco che, fermo restando l’allerta
antiterrorismo, le preoccupazioni maggiori vengono dalla
crescente aggressività dell’antagonismo no
global, dei centri sociali e degli anarchici-insurrezionalisti
che hanno ormai egemonizzato la protesta anti TAV e cercano
ora di usarla a fini eversivi sulla scena mondiale delle
Olimpiadi.
Le Forze dell’ordine stanno facendo tutto il possibile
perchè essi non producano altri gravi danni all’immagine
del nostro Paese.
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