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Il Piano provinciale di protezione
civile definisce, in un’ottica multirischio, il sistema
organizzato di gestione dell’emergenza.
I Piani Comunali sviluppano tale dispositivo con riferimento alla
propria vulnerabilità territoriale e sistemica.
Specifiche analisi hanno, inoltre, portato all’elaborazione
di Piani specializzati per i rischi siccità e carenza idrica,
emergenza sanitaria di massa, incendi boschivi, e, con riguardo
al territorio considerato, chimico-industriale (Luserna S.Giovanni,
Torino), viabilità e trasporti (galleria autostradale e
ferroviaria del Frejus, gallerie ferroviarie Torino-Bardonecchia,
gallerie autostradali A32, aeroporto Caselle), dighe (Bardonecchia,
Susa).
La capacità di allertamento e di reazione del dispositivo
ordinario di protezione civile nel territorio considerato è
stato ripetutamente testato, con esiti apprezzabili, sia in occasione
di eventi reali che di esercitazioni ad hoc.
Il Comando Provinciale dei Vigili del
Fuoco, spina dorsale del sistema di protezione civile,
ha pianificato un’organizzazione operativa che rispetta
l’orientamento di non ridurre i servizi ordinari in favore
delle Olimpiadi e nel contempo di garantire la massima efficienza
nei diversi ambiti di competenza.
Il Servizio Sanitario Regionale
ha previsto un dispositivo dedicato di soccorso ed assistenza,
imperniato sul 118, idoneo alla gestione di maxiemergenze territoriali
ed ospedaliere.
Le Forze di Polizia attueranno
un dispositivo speciale di controllo del territorio che consentirà
un continuo monitoraggio dello scenario.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino ha previsto
la dislocazione nell’area con operatività h. 24 di
due squadre aggiuntive di 10 persone per compiti ordinari (recupero
seggiovie, ricerca persone).
Il Corpo Regionale Antincendi Boschivi
ha previsto d’intesa con la Regione Piemonte e il Corpo
Forestale dello Stato l’attivazione di tre presidi 24 in
Bassa Val Chisone, Val Sangone e Bassa Valle Susa, aumentabili
a 7 in caso di dichiarazione di massima pericolosità. |
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