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Le
olimpiadi, opportunità di dialogo tra genti e scambio di
culture, all’insegna della pace e della sicurezza
L’appuntamento con un’olimpiade costituisce un grande
evento. Ispirato alla cultura dello sport, all’antico progetto
di paideia, ai valori morali di un sano confronto agonistico,
rilanciati in tempi recenti dal pedagogo francese Pierre De Coubertin.
Ma non solo. I giochi olimpici sono infatti, anche e soprattutto,
un evento ecumenico, un incontro di popoli provenienti da ogni
angolo del mondo all’insegna della cultura del dialogo tra
appartenenti a Stati, etnie e religioni differenti e forse non
a caso essi hanno origine oltre duemila anni fa proprio ad Olimpia,
culla della religione dell’antica Grecia. Un’olimpiade
non è mai uguale all’altra. Ognuna di esse è
la sintesi e l’immagine del suo tempo e questa di Torino
vuole essere, secondo un auspicio unanime, una risposta in positivo
agli episodi ed alle tensioni di stampo terroristico che stanno
segnando questo inizio di millennio, alimentate da un evidente
concezione della diversità.
Queste olimpiadi costituiscono una straordinaria opportunità
per un significativo e duraturo rilancio dell’immagine e
della economia di Torino e delle valli piemontesi, sulla scia
di quanto avvenuto per Barcellona, che, a distanza di anni, risente
ancora degli effetti positivi prodotti dal grande evento sportivo
del 1992. E’ necessario quindi applicare le regole della
cultura dell’investimento sul territorio, dell’onestà
di gestione dei capitali investiti, mirare a risultati in termini
di nuove opportunità e di nuove professionalità.
Questa è anche l’olimpiade della cultura tecnologica,
sapientemente applicata per le sofisticate innovazioni nel campo
della comunicazione mediatica, nella realizzazione degli impianti
di gara, nelle strutture deputate alla sicurezza in ogni sua forma;
una tecnologia che si deve sposare con la cultura dell’ambiente,
che per la prima volta sperimenta la Valutazione Ambientale Strategica,
ossia una verifica non più limitata al mero impatto ambientale,
ma estesa agli effetti complessivi riferiti anche al dopo olimpiadi.
In questo contesto non può mancare la cultura dell’accoglienza
che non riguarda unicamente operatori turistici, albergatori,
commercianti, istituzioni e gestori dei vari servizi ma deve trovare
risposta soprattutto nella gente piemontese, pronta ad ospitare
con calore gli atleti e gli amanti delle nevi e del ghiaccio.
Ma anche la cultura delle arti e delle lettere nelle quali gli
italiani da sempre sono sul podio.
In questo intarsio di culture differenti si può allora
celebrare una festa planetaria che, per essere tale, deve essere
vissuta all’insegna della cultura della sicurezza ed in
tale prospettiva le strutture del Ministero dell’Interno,
le prefetture e le questure coinvolte nell’evento, gli uomini
delle forze dell’ordine, il personale che si è occupato
di ogni aspetto organizzativo, il volontariato, i nostri Vigili
del Fuoco e gli addetti della Protezione Civile, hanno la professionalità
idonea a garantire uno scudo efficace affinché questa olimpiade
torinese, piemontese, ma fondamentalmente italiana, si svolga
con lo spirito della vicinanza e della pace tra i partecipanti
e i popoli rappresentati. |
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