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olimpiadi torino 2006
RASSEGNA STAMPA EDICOLA torino 2006
cultura olimpiade trasparente
la cultura dell'olimpiadeLe olimpiadi, opportunità di dialogo tra genti e scambio di culture, all’insegna della pace e della sicurezza
L’appuntamento con un’olimpiade costituisce un grande evento. Ispirato alla cultura dello sport, all’antico progetto di paideia, ai valori morali di un sano confronto agonistico, rilanciati in tempi recenti dal pedagogo francese Pierre De Coubertin. Ma non solo. I giochi olimpici sono infatti, anche e soprattutto, un evento ecumenico, un incontro di popoli provenienti da ogni angolo del mondo all’insegna della cultura del dialogo tra appartenenti a Stati, etnie e religioni differenti e forse non a caso essi hanno origine oltre duemila anni fa proprio ad Olimpia, culla della religione dell’antica Grecia. Un’olimpiade non è mai uguale all’altra. Ognuna di esse è la sintesi e l’immagine del suo tempo e questa di Torino vuole essere, secondo un auspicio unanime, una risposta in positivo agli episodi ed alle tensioni di stampo terroristico che stanno segnando questo inizio di millennio, alimentate da un evidente concezione della diversità.
Queste olimpiadi costituiscono una straordinaria opportunità per un significativo e duraturo rilancio dell’immagine e della economia di Torino e delle valli piemontesi, sulla scia di quanto avvenuto per Barcellona, che, a distanza di anni, risente ancora degli effetti positivi prodotti dal grande evento sportivo del 1992. E’ necessario quindi applicare le regole della cultura dell’investimento sul territorio, dell’onestà di gestione dei capitali investiti, mirare a risultati in termini di nuove opportunità e di nuove professionalità. Questa è anche l’olimpiade della cultura tecnologica, sapientemente applicata per le sofisticate innovazioni nel campo della comunicazione mediatica, nella realizzazione degli impianti di gara, nelle strutture deputate alla sicurezza in ogni sua forma; una tecnologia che si deve sposare con la cultura dell’ambiente, che per la prima volta sperimenta la Valutazione Ambientale Strategica, ossia una verifica non più limitata al mero impatto ambientale, ma estesa agli effetti complessivi riferiti anche al dopo olimpiadi. In questo contesto non può mancare la cultura dell’accoglienza che non riguarda unicamente operatori turistici, albergatori, commercianti, istituzioni e gestori dei vari servizi ma deve trovare risposta soprattutto nella gente piemontese, pronta ad ospitare con calore gli atleti e gli amanti delle nevi e del ghiaccio. Ma anche la cultura delle arti e delle lettere nelle quali gli italiani da sempre sono sul podio.
In questo intarsio di culture differenti si può allora celebrare una festa planetaria che, per essere tale, deve essere vissuta all’insegna della cultura della sicurezza ed in tale prospettiva le strutture del Ministero dell’Interno, le prefetture e le questure coinvolte nell’evento, gli uomini delle forze dell’ordine, il personale che si è occupato di ogni aspetto organizzativo, il volontariato, i nostri Vigili del Fuoco e gli addetti della Protezione Civile, hanno la professionalità idonea a garantire uno scudo efficace affinché questa olimpiade torinese, piemontese, ma fondamentalmente italiana, si svolga con lo spirito della vicinanza e della pace tra i partecipanti e i popoli rappresentati.
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