Il
valore della sicurezza, connotato fondamentale della pacifica
convivenza e della stessa vita umana, non ammette condizionamenti
di sorta e deve accompagnare ogni evento di una comunità.
Questo bene primario, garantito istituzionalmente in Italia
dal Ministero dell’Interno, risulta, a maggior ragione,
componente fondamentale in un grande evento internazionale
quale l’Olimpiade invernale di Torino 2006.
E’ stata pertanto resa attiva un’organizzazione dei
dispositivi di sicurezza adeguati con le possibili minacce. Su
tutto è prevalso “lo spirito olimpico”, ed
è stato perciò limitato al massimo l’impiego
visibile delle Forze di Polizia pur mantenendo sempre alto e vigile
il livello di sicurezza. Ne è derivata l'esigenza di ottimizzare
le risorse disponibili attraverso un sistema di comando e controllo
in grado di monitorare e analizzare costantemente i fatti e gli
avvenimenti del Teatro Olimpico, adeguando così tempestivamente
il dispositivo all'evolversi della situazione.
La pianificazione dell'attività di sicurezza olimpica si
presenta con aggiornamenti che sono inevitabilmente legati a cambiamenti
di scenari e che per questo ne connotano la valenza strategica.
L’attività di comando e controllo è contraddistinta
dall’esercizio delle prerogative e delle responsabilità
previste dal quadro normativo di riferimento (legge 121/81) ed
è imperniata a livello centrale sul Ministro dell’Interno
e sul Capo della Polizia-Direttore del Dipartimento di Pubblica
Sicurezza e a livello locale sul Prefetto e sul Questore, rispettivamente
per i profili politico-amministrativi e tecnico-operativi, affinché
sia assicurata l’unicità di direzione e comando. |